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Proroga scioglimento del Comune di Caserta, Laboratorio Open: “Il vero rinnovamento è un obbligo nei confronti della cit...
05/09/2026

Proroga scioglimento del Comune di Caserta, Laboratorio Open: “Il vero rinnovamento è un obbligo nei confronti della città”

Emerge un quadro disastroso dalle motivazioni che hanno portato il Presidente della Repubblica ad approvare il prolungamento per ulteriori sei mesi del commissariamento del Comune di Caserta, sciolto per infiltrazioni mafiose nell’aprile del 2025. È stato recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPR del 28 luglio che autorizza la proroga del commissariamento, con relativa relazione del Ministro dell'interno.
Quella di Caserta è una situazione drammatica che rende ancor più necessario e urgente un percorso di profondo cambiamento nella classe politica casertana e nelle scelte perseguite negli ultimi trent’anni. Il vero rinnovamento è un obbligo nei confronti della città.

La Prefettura di Caserta, nella relazione inviata al Ministero dell’interno, ha sintetizzato il lavoro avviato dalla Commissione Straordinaria e ha sottolineato la necessità di prolungare il commissariamento per proseguire il percorso di risanamento.

I problemi che emergono sono stati più volte denunciati e analizzati dalle forze civiche del Laboratorio Open, formato da Caserta Decide e Speranza per Caserta, e riguardano tra le altre cose la gestione dei parcheggi, la riscossione delle entrate e il servizio idrico. Tutti settori in cui il Comune ha scelto di affidarsi a concessionari privati, rinunciando a ingenti entrate economiche. La voragine nei conti comunali si è scavata principalmente a causa di queste decisioni scellerate assunte nel corso degli ultimi trent’anni. In generale, viene sottolineato dal Ministero, il patrimonio comunale a Caserta è stato lasciato ai privati senza sostanziali benefici per la collettività.

Inoltre, le politiche sociali del Comune di Caserta sono caratterizzate da rilevanti criticità, così come la polizia municipale e gli uffici comunali in forte carenza di organico.

I Commissari straordinari del Comune, poi, hanno evidenziato che l’utilizzo del project financing in città è sempre sbilanciato a favore dei privati, sia per quanto riguarda l’illuminazione pubblica che per i parcheggi a raso (strisce blu).

Non possiamo far finta di niente. Sono ormai numerosi i documenti ufficiali in cui si conferma la situazione disastrosa in cui versa il Comune di Caserta: la relazione prefettizia allegata al decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose; la sentenza del Tar Lazio che ha respinto il ricorso dell’ex sindaco; la sentenza emessa dal Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere che ha dichiarato l’ex sindaco incandidabile, assieme agli ex vicesindaco e assessore ai lavori pubblici; la relazione della commissaria Daniela Caruso davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul degrado delle periferie; la relazione annuale del Ministero dell’interno sui Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose.

La prossima amministrazione avrà un gran lavoro da fare. Noi ci candidiamo per realizzare un vero rinnovamento: nelle scelte politiche, nei metodi e nelle persone. Siamo convinti che sia interesse di tutto il campo progressista scrivere un programma elettorale che preveda la gestione pubblica dei parcheggi e della riscossione delle entrate, l’aumento consistente di alberi e verde pubblico, servizi sociali efficienti per aiutare i più deboli, un piano di manutenzione serio per strade, marciapiedi e attrezzature pubbliche. Lo dobbiamo a Caserta. Il rinnovamento, quello vero, non può più aspettare.

La tragica fine dell’uomo senza vita al Monumento ai Caduti - per cui ci uniamo al dolore degli amici e della famiglia -...
20/08/2026

La tragica fine dell’uomo senza vita al Monumento ai Caduti - per cui ci uniamo al dolore degli amici e della famiglia - è il doloroso sintomo di una città ferita. A Caserta l’abbandono degli spazi pubblici cammina di pari passo con l’assenza di politiche sociali e di accoglienza per i più fragili.
Questa tragedia riaccende i riflettori su uno scandalo che dura da 8 anni: la chiusura del parcheggio interrato del Monumento. Era il 2018 quando l'amministrazione Marino, senza alcun motivo plausibile, escluse quell'area dalla gara d'appalto della sosta. Una scelta opaca, denunciata con forza da Speranza per Caserta e Caserta Decide.

Con questa gestione privatistica la città perde 3 volte:
1️ Cittadini privati di servizi essenziali.
2️ Stop alla mobilità sostenibile, con quartieri condannati a traffico e inquinamento.
3️ Casse comunali svuotate a vantaggio dei profitti dei privati e di economia opaca.

La nostra proposta è chiara: basta esternalizzazioni.
Serve un piano progressivo di INTERNALIZZAZIONE dei servizi – a partire dai grandi parcheggi fino alla riscossione dei tributi – capace di generare introiti per i servizi pubblici, garantire trasparenza, rispettare i diritti dei lavoratori.

I proclami elettorali sui decreti "Salva Caserta" di cui la destra parla, non sono più credibili: se ne parlava già nella campagna elettorale del 2021. Nessun aiuto esterno funzionerà senza un’amministrazione sana. È tempo di tagliare le rendite privatistiche e liberare risorse proprie per investire in manutenzione ordinaria, beni comuni e welfare.

Restituiamo dignità e normalità a Caserta.

14/08/2026

Sara Femiano e Francesco Apperti, coordinatori di Caserta Decide e Speranza per Caserta, esprimono a nome dei rispettivi movimenti profondo cordoglio e si uniscono al dolore della famiglia Falco, per l’improvvisa e prematura scomparsa di Paolo, coordinatore cittadino di Forza Italia.

Riapertura della stazione di Caserta, una buona notizia. Ora serve un vero hub del trasporto pubblicoLa riapertura compl...
31/07/2026

Riapertura della stazione di Caserta, una buona notizia. Ora serve un vero hub del trasporto pubblico

La riapertura completa della stazione ferroviaria di Caserta rappresenta una buona notizia per la città e per le migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano il trasporto ferroviario. Dopo mesi di disagi, cittadini e viaggiatori possono finalmente tornare a usufruire della stazione e dei suoi servizi.

Ma la riapertura della stazione non può essere il punto di arrivo. Resta infatti irrisolto uno dei principali problemi della mobilità cittadina: l'assenza di una vera area intermodale capace di integrare il trasporto ferroviario con quello pubblico urbano ed extraurbano su gomma.

La riapertura della stazione è un passo importante, che accogliamo con favore. Tuttavia, Caserta continua a essere priva di un'infrastruttura fondamentale: un hub del trasporto pubblico moderno, efficiente e funzionale, capace di collegare autobus e treni e di offrire servizi adeguati ai pendolari e a chi arriva in città.

Caserta merita una vera stazione degli autobus nell'area ferroviaria, connessa al parcheggio già esistente e al servizio delle migliaia di utenti che ogni giorno si spostano per lavoro, studio e turismo. In particolare, il parcheggio interrato Carlo III rappresenta una risorsa oggi sottoutilizzata che deve essere rifunzionalizzata, resa pienamente accessibile e integrata nel sistema della mobilità cittadina.

Allo stesso modo, anche l'area antistante la stazione versa in condizioni non più tollerabili per un capoluogo di provincia: gli stalli destinati agli autobus sono insufficienti, in larga parte deteriorati e incapaci di rispondere alle esigenze del trasporto pubblico.

Questa situazione non è più accettabile. Serve una visione complessiva della mobilità che metta al centro l'intermodalità e la qualità dei servizi. Quando Caserta Decide e Speranza per Caserta saranno chiamate a governare la città, realizzeremo tutte le azioni necessarie per costruire un vero hub del trasporto pubblico nell'area della stazione ferroviaria, valorizzando le infrastrutture esistenti e costruendo un sistema di mobilità moderno ed efficiente.

Vogliono costruire un impianto per il trattamento dei rifiuti nella Cava Iuliano: fermiamoli!A Caserta c'è chi continua ...
23/07/2026

Vogliono costruire un impianto per il trattamento dei rifiuti nella Cava Iuliano: fermiamoli!

A Caserta c'è chi continua a guardare alle cave dismesse come all'ennesimo luogo dove far arrivare rifiuti. Noi pensiamo esattamente il contrario.
Per questo Caserta Decide e Speranza per Caserta sono fermamente contrarie al progetto di "Realizzazione sul piazzale di un impianto per la messa a riserva ed il recupero di rifiuti speciali non pericolosi (rifiuti inerti)" proposto all'interno della Cava Iuliano, in località San Clemente. Ci viene raccontato che si tratta di un intervento di recupero ambientale della cava. Ma basta leggere gli atti per capire che la questione è molto più complessa.

La stessa relazione tecnica della società proponente prevede esplicitamente l'installazione di un impianto destinato alla messa a riserva e al recupero di rifiuti speciali non pericolosi sul piazzale della cava. Non stiamo quindi parlando soltanto di rinverdire un'area degradata o di restituire un pezzo di territorio alla natura, ma della realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti all'interno di una cava dismessa.

Ed è proprio questo il punto politico.

Noi riteniamo che il nostro territorio abbia già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali. Per decenni il nostro paesaggio è stato consumato, per decenni sono state prodotte polveri, traffico pesante, rumore ed è stata alterata profondamente un'area di enorme pregio ambientale. Una volta cessata l'attività estrattiva (nel lontano 2008), la priorità dovrebbe essere una sola: la rinaturalizzazione, il recupero ecologico, il reinverdimento dei luoghi e la loro definitiva restituzione alla comunità. Non la trasformazione in nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti.

C'è poi un ulteriore elemento che non può essere ignorato. La Regione Campania, con la Legge Regionale n. 35 del 2025, ha stabilito che, per i siti di cava esistenti lungo la dorsale dei Monti Tifatini, non sono consentite ulteriori attività estrattive fino all'approvazione del nuovo Piano Regionale delle Attività Estrattive, prevedendo invece specifiche norme per la loro riqualificazione ambientale.
Lo spirito di quella norma è chiarissimo: i Tifatini sono un territorio fragile, già profondamente compromesso da decenni di escavazioni, e devono essere finalmente restituiti all'ambiente. Noi condividiamo pienamente questa impostazione. Le cave devono essere recuperate dal punto di vista naturalistico, rinverdite e messe in sicurezza. Non possono diventare il luogo dove localizzare nuovi impianti industriali legati alla gestione dei rifiuti.

Ancora più preoccupante è leggere il parere tecnico di ARPAC Campania.
L'Agenzia evidenzia infatti che non risulta dimostrato che l'impianto sia realmente funzionale al recupero della cava, che operi in un sistema a circuito chiuso o che sia dimensionato esclusivamente rispetto alle esigenze di riempimento e ricomposizione morfologica del sito. Al contrario, dalla documentazione progettuale emerge una configurazione assimilabile a un impianto autonomo di gestione dei rifiuti con possibile funzione produttiva e commerciale.

ARPAC aggiunge inoltre che, in assenza della dimostrazione del nesso funzionale tra impianto e recupero ambientale, l'intervento rischia di configurarsi come un vero e proprio insediamento di gestione rifiuti non coerente con la pianificazione di settore, evidenziando criticità ambientali e localizzative. Sottolinea inoltre che non è dimostrata l'esistenza di un sistema a circuito chiuso e che manca la prova della coerenza tra la capacità dell'impianto e le reali esigenze di recupero della cava, elementi che rendono l'impianto potenzialmente autonomo rispetto al progetto di recupero ambientale.

Sono osservazioni pesanti, formulate dall'ente tecnico deputato alla tutela ambientale, che meritano risposte chiare e non rassicurazioni generiche.
A rendere ancora più delicata la questione è il contesto territoriale in cui questo progetto si inserisce. San Clemente è un quartiere che da decenni convive con le conseguenze delle attività estrattive e che oggi è densamente abitato. L'area interessata dal progetto si trova a circa 500 metri dalle abitazioni e da un pozzo dell'Acquedotto Campano destinato all'approvvigionamento idrico. A poca distanza sorge inoltre il nuovo Policlinico dell'Università Vanvitelli, un'opera strategica per la sanità dell'intera provincia. Nella documentazione della Conferenza dei Servizi vengono inoltre richiamate le preoccupazioni relative all'aumento del traffico pesante, delle polveri e delle possibili ricadute sulla salute dei residenti.

Non solo. La stessa relazione tecnica della società proponente evidenzia che il sito è classificato come area R4 - Rischio Molto Elevato sotto il profilo del rischio frana.
Davvero questa è la destinazione che vogliamo dare a un'area così delicata? Davvero pensiamo che sia una scelta lungimirante localizzare un impianto di recupero di rifiuti speciali in prossimità di un quartiere abitato, vicino a un'infrastruttura fondamentale come l'Acquedotto Campano, in un territorio interessato dalla realizzazione del nuovo Policlinico e per di più classificato a rischio molto elevato di frana?

Questa vicenda arriva inoltre in un momento che dovrebbe imporre la massima prudenza. Le indagini e il sequestro della vicina Cava Luserta hanno mostrato quanto sia necessario vigilare con attenzione su tutto ciò che riguarda le cave del nostro territorio. Quelle vicende giudiziarie rappresentano un campanello d'allarme che nessuno dovrebbe ignorare. Oggi serve un cambio di paradigma: basta considerare le cave come luoghi da riempire o riconvertire in impianti industriali. Le cave devono essere definitivamente recuperate dal punto di vista ambientale, rinverdite e restituite al paesaggio, non trasformate nell'ennesima occasione per movimentare rifiuti.

Noi siamo favorevoli a un recupero vero, che rimetta al centro il paesaggio, la biodiversità e la sicurezza del territorio. Siamo invece contrari a utilizzare il recupero ambientale come giustificazione per introdurre attività che rischiano di trasformare una cava dismessa in un impianto industriale per il trattamento dei rifiuti.

Caserta ha già dato troppo. Il territorio dei Tifatini ha già sopportato abbastanza ferite. Oggi la sfida non è trovare nuovi usi industriali per le cave, ma chiudere definitivamente una stagione di consumo del territorio e aprirne una di tutela, rigenerazione ecologica e valorizzazione del patrimonio ambientale.
Il prossimo passo è la conferenza dei servizi prevista per il 28 luglio. Noi stiamo dalla parte di chi, cittadini e comitato, chiede rigore, trasparenza, e rigenerazione vera del territorio.

I Monti Tifatini non hanno bisogno di altri impianti, ma di essere lasciati in pace.

È irricevibile e totalmente sbagliata l'ordinanza della Commissione Straordinaria che impone fortissime restrizioni ai b...
16/07/2026

È irricevibile e totalmente sbagliata l'ordinanza della Commissione Straordinaria che impone fortissime restrizioni ai bar del centro storico a partire dalle 23:00.

L'ordinanza si basa sul presupposto che nessun esercente rispetti le regole legate alle emissioni sonore e alla chiusura fissata alle ore 2:00. Non ci risulta.

I comportamenti errati di qualcunovengono pagati da tutti, Ma soprattutto, leggiamo in quest’ordinanza lo stesso problema che riscontrammo in altre della precedente giunta Marino: un carico importante posto sull’aspetto repressivo, senza un contraltare che investa sulla qualità della movida e sull’offerta culturale. Quanto ordinanze uguali a queste sono state fatte dalla giunta Marino? Quante hanno funzionato? Nessuna.

A Caserta c'è bisogno, innanzitutto, di un piano culturale, di spazi per i giovani in cui divertirsi al di là del consumo di alcol, di azioni di cura dello spazio pubblico. C'è bisogno di associazioni in strada che facciano prevenzione del danno e presenza. C'è bisogno di centri educativi territoriali per i ragazzi. C'è bisogno di un maggior controllo del territorio per far rispettare le regole sul lavoro e sui decibel, unica vera strada per tutelare i residenti e gli esercenti che rispettano le regole.

Negli scorsi anni Caserta Decide e Speranza per Caserta hanno proposto più volte azioni che sono state totalmente ignorate, sintetizzate nel programma "Le strade di chi la ama", scritto a seguito della tragedia di Gennaro Leone. Una tragedia che ha rischiato di ripetersi in tanti fine settimana, e che tutt’oggi dovrebbe ispirare la città nell’elaborazione di un’equilibrata politica che coniughi la movida con un’azione sul piano culturale ed educativo, in grado di far convergere le esigenze dei residenti, degli esercenti e dei giovani.

Quello di cui non abbiamo bisogno sono ordinanze spot che rappresentano meri palliativi.

Strade vuote non sono strade sicure.

La recente assemblea cittadina organizzata dai movimenti Caserta Decide e Speranza per Caserta ha visto una straordinari...
13/07/2026

La recente assemblea cittadina organizzata dai movimenti Caserta Decide e Speranza per Caserta ha visto una straordinaria partecipazione di oltre 70 persone, dando vita a un dibattito attento, attivo e vivace sul futuro della nostra città. Durante questo importante momento di confronto collettivo sono emerse tante questioni che necessitano di attenzione e impegno.

Il dialogo che stiamo continuando a mantenere con il Presidente della Regione Roberto Fico, fondamentale per fare avanzare le istanze casertane su cui l’ente regionale ha un ruolo determinante e che sono state al centro della nostra recente campagna elettorale, a partire dal percorso per ottenere un’area ex Macrico finalmente tutelata e rigenerata fino alle misure di sostegno al reddito.

Questo impegno si inserisce in uno scenario locale che resta drammatico, segnato dallo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e aggravato dalle più recenti inchieste giudiziarie sulle presunte tangenti legate agli appalti TAV e ad alcuni lavori pubblici.

Le amministrazioni comunali degli ultimi decenni ci restituiscono uno scenario definito dalla stessa Commissione Prefettizia Straordinaria come un esplicito fallimento della politica locale, schiava di un sistema congegnato per far girare flussi di denaro pubblico senza mai portare a compimento le opere necessarie alla comunità.
Davanti a questo quadro cupo, il futuro dei nostri movimenti sarà caratterizzato da una presenza ancora più forte, capillare e costante tra la gente, nei quartieri e nelle frazioni.

A settembre ripartiranno le nostre passeggiate di quartiere che ci hanno già visto attraversare attivamente i territori di Tuoro, Santa Barbara, Sala, Briano e San Leucio così come continueremo con queste assemblee pubbliche con l’obiettivo esplicito di costruire la migliore coalizione elettorale possibile in vista delle prossime comunali.
Vogliamo vincere le elezioni e prenderci la responsabilità di amministrare Caserta e intendiamo farlo con i compagni di viaggio giusti per raggiungere i traguardi strutturali che progettiamo e costruiamo da oltre un decennio.

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Passeggiata di quartiere a San Leucio: cambiamo insieme le cose!Mercoledì 8 si è svolta la passeggiata di quartiere a Sa...
10/07/2026

Passeggiata di quartiere a San Leucio: cambiamo insieme le cose!

Mercoledì 8 si è svolta la passeggiata di quartiere a San Leucio, un momento importante di confronto con i cittadini ed esplorazione del territorio. Le passeggiate di quartiere sono uno strumento fondamentale per costruire insieme il programma di governo della nostra città!

Siamo partiti dalla voragine della vergogna, una voragine aperta da anni in piazza della Seta, a ridosso di una fontana storica, uno scempio incredibile e per cui ancora nulla si è mosso per risolvere il problema.

Siamo poi passati sul cantiere fermo della Bretella di San Leucio, una strada per cui il Comune ha speso già oltre 4 milioni di euro senza essere stato n grado nemmeno lontanamente di avvicinarsi alla conclusione dei lavori. Una strada pensata oltre 30 anni e per cui crediamo sia necessario capire davvero, con dati alla mano, l'attuale e futura utilità. Possiamo immaginare usi alternativi delle aree espropriate e rese pubbliche? Il cantiere, lungi dall'essere finito, può in parte diventare uno spazio pubblico (parco, area camper o altro)?

Attraverso il quartiere San Ferdinando siamo poi arrivati al Belvedere di San Leucio. Abbiamo visto gli spazi sottutilizzati presenti nel Belvedere: quanta cultura e innovazione può esserci in spazi del genere? Quante opportunità culturali e di lavoro potrebbero nascere? Ma il grande scempio è l'area verde al di sotto del sito UNESCO, abbandonata e chiusa da decenni, uno spazio necessario per la città e il quartiere.

C'è tanto da fare per questa città, ma dobbiamo farlo costruendo risposte condivise attraverso la partecipazione e la conoscenza del territorio. Noi ci stiamo lavorando: prendi parte anche tu!

RESTATE CONNESSI!Prima della pausa estiva, durante la quale non dovremo comunque “perdere il filo”, ci incontriamo nuova...
09/07/2026

RESTATE CONNESSI!
Prima della pausa estiva, durante la quale non dovremo comunque “perdere il filo”, ci incontriamo nuovamente per aggiornamenti, discussioni e proposte nell'importante percorso verso le prossime elezioni comunali.
Vi aspettiamo giovedì 9 luglio alle 19 alla Quinta Pinta in via Ferrarecce 185, che ringraziamo per l'ospitalità.

Tornano le passeggiate di quartiere. Ci vediamo in Piazza della seta mercoledì 8 luglio dalle 18.30. Non mancare!
06/07/2026

Tornano le passeggiate di quartiere. Ci vediamo in Piazza della seta mercoledì 8 luglio dalle 18.30. Non mancare!

Indirizzo

Via Sant'Agostino 29
Caserta
81100

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