MoVimento 5 Stelle Caserta

MoVimento 5 Stelle Caserta Pagina ufficiale del MoVimento 5 Stelle di Caserta Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee.

Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro.

13/06/2022
05/06/2022

Non è certo la prima volta che a Caserta e nella sua provincia la magistratura smaschera un sistema illecito nella gestione degli appalti sui rifiuti, anzi è accaduto talmente tante volte che oggi i cittadini non riescono nemmeno a tenerne traccia, è diventata quasi un’aspettativa, un rito, ahimè.

Come non ricordare le parole della dott.ssa Antonietta Troncone quando nel 2016 a capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, durante la conferenza stampa di un’operazione che vide impegnati 150 militari, i quali diedero esecuzione a 20 arresti tra politici e imprenditori disse: “È l'intero sistema di aggiudicazione degli appalti relativi alla gestione del c.d. ciclo integrato dei rifiuti che, nella provincia di Caserta, è caratterizzato da dinamiche profondamente illecite e penalmente rilevanti…..Come è emerso irrefutabilmente dall'attività investigativa, uno degli aspetti essenziali del sistema illecito descritto è rappresentato dalla sistematica ed indebita ingerenza dei vertici politici degli enti locali nell'attività amministrativa”.

Oggi tocca di nuovo a Caserta, la città capoluogo della nostra provincia, qui cittadini si vedono costretti a rivivere ancora una volta le stesse dinamiche, e sempre sui rifiuti, come se mai nulla fosse accaduto prima.

Ma questa volta non è la Procura di Santa Maria Capua Vetere ad indagare, ma è l’Antimafia di Napoli, la DDA diretta all’epoca in cui questa inchiesta ebbe inizio dall’attuale Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dott. Giovanni Melillo.

Le indagini su Caserta partirono già nel 2018 quando lo stesso Melillo con una nota stampa fece sapere che le perquisizioni effettuate da 40 Carabinieri presso lo studio del Sindaco e nel Comune di Caserta rientravano nell’ambito di un’inchiesta su «traffici organizzati di rifiuti realizzati nel quadro di una vasta e ramificata attività di illecito condizionamento delle funzioni pubbliche deputate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania e, in particolare, alla gestione degli appalti dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento affidata alle cure di amministrazioni comunali»

Ecco dunque che a distanza di soli 2 anni, un nuovo sistema sugli appalti dei rifiuti a vasta scala che riguardava anche altri comuni oltre Caserta, viene ad essere scoperchiato.

Per quello che riguarda nello specifico il Comune di Caserta, gli indagati tra cui il Sindaco Carlo Marino sono accusati di essersi organizzati attraverso ripetuti incontri al fine di truccare un appalto di 116 Milioni di euro riguardante appunto i rifiuti, il cui bando fu pubblicato dal Comune di Caserta https://trasparenza.comune.caserta.it/archivio11_bandi-gare-e-contratti_0_375949_876_1.html e andò in Gazzetta il primo giugno del 2018 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/06/01/TX18BFF10734/S5

Purtroppo questa è la triste realtà che vive Caserta e tutta la sua Provincia, e non sono le classifiche che la pongono puntualmente sempre all’ultimo posto come qualità della vita, ma è la realtà dei fatti e degli avvenimenti quotidiani che tutti viviamo, che la danneggiano.

Per cambiare servono certamente cittadini informati, onesti e volenterosi, ma anche una Giustizia che sappia punire chi sbaglia, altrimenti saremo sempre qui a raccontare di episodi di corruzione come questi.

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20/05/2022
11/05/2022
26/04/2022

La verità è che abbiamo sempre avuto ragione su tutto, dopo 4 interrogazioni, una denuncia in Procura, la Regione Campania oggi con la pubblicazione del Decreto Dirigenziale n°21, ha messo nero su bianco il fallimento totale delle politiche sui rifiuti del Comune di Caserta.

Dal 2017 il Comune ha cercato di imporre un impianto impattante alla città, senza alcun tipo di coinvolgimento, laddove era impossibile da realizzare, non curandosi di ascoltare nessun tipo di suggerimento, andando da solo per la sua strada contro tutti i cittadini, associazioni, comitati e comuni limitrofi, in pratica l’intera comunità.

Oggi la Regione Campania ha deciso di revocare definitivamente i fondi, perché si è resa conto che ormai l’impianto è irrealizzabile e il progetto sostanzialmente oltre che essere sbagliato e raffazzonato, non esiste, infatti il Comune non è nemmeno in grado di rispondere alle domande dei tecnici regionali.

Siccome sappiamo che i circa 2.7 milioni di euro, in gran parte sono stati spesi dal Comune di Caserta anche in varie consulenze, quando tutti sapevamo che si stavano in pratica buttando dalla finestra, adesso chi ripagherà i cittadini di questo enorme danno economico?

Attenzione che in questo caso non ci sono scuse, io ad esempio sono stata sempre presente, le interrogazioni sono atti pubblici ed è quindi tutto nero su bianco, c’è anche un mio esposto denuncia molto puntuale presso la Procura della Repubblica, come ho scritto sopra.

Che nessuno pensi di farla franca, o che possa finire a tarallucci e vino, qui si sono persi anni ed anni a discapito della comunità, e c’è anche un danno economico, chi ha provocato tutto questo si assuma le sue responsabilità.

20/04/2022

“Più armi, più armi” è quello che sentiamo in queste ultime settimane, la via della Pace e della diplomazia mai veramente intrapresa sembra essere stata definitivamente abbandonata, così dopo le restrizioni dovute alla pandemia ci stiamo abituando anche alla guerra, come se fosse un qualcosa di impossibile da fermare.
Il Governo Draghi, che sin da subito si è affrettato ad inviare le armi in Ucraina per sostenere questa guerra, sta accumulando errori su errori, arrecando danni su danni all’Italia.

Ma chi pagherà per questi errori?
Tutte le previsioni e le stime danno l’Italia come lo ‘stato più colpito al mondo’ dagli effetti delle sanzioni a cui si sommano le ripercussioni della pandemia, un mix distruttivo che si trasformerà sempre più in aumento dei prezzi di ogni cosa, e della scarsità dei materiali.
Il peso più grande si abbatterà sulle famiglie e sulle imprese, e si prevede anche un aumento della disoccupazione.
La transizione ecologica, anche questa mai iniziata dal governo, verrà definitivamente cancellata dal gas che viaggerà con le navi dagli USA fino in Italia, e nel frattempo sembrerebbe che il Governo stia valutando di nominare anche un commissario per costruire in tutta fretta nuovi rigassificatori.

Alla fine quanto ci costerà il governo dei migliori?

13/04/2022

La notizia di abbandonare il gas sarebbe stata una buona notizia se l’idea del Governo non fosse stata quella di rimpiazzarlo con altro gas, al quale si aggiungeranno costi pazzeschi per il trasporto e soprattutto per l’ambiente.
La transizione ecologica con questo Governo non è mai iniziata, e nemmeno è stata tentata.

Eppure l’Italia prima del Governo Draghi stava compiendo grandi sforzi in quella direzione. Il Superbonus 110% distrutto da questo Governo, come tutte le altre norme del resto, puntava a diffondere l’idea del risparmio energetico, perchè il miglior KW è sempre quello non prodotto.
Il rispetto per l’ambiente era una delle conseguenze positive, perchè se ristrutturi una casa che sarà in grado di creare energia per il suo fabbisogno, e ti stacchi definitivamente dal gas, non è cosa di poco conto. Oggi per fortuna essere indipendenti dal gas per un’abitazione è possibile, grazie ai pannelli solari e alle pompe di calore che possono provvedere al riscaldamento e al raffrescamento delle abitazioni. Ed è questa, senza ombra di dubbio, la strada da perseguire.

Quella di importare il gas americano con le navi, è certamente una sorta di follia dal punto di vista economico, come l’articolo di questa mattina del Sole24ore ha ben descritto, non c’è bisogno di commentare ulteriormente, le conseguenze per i cittadini e le imprese italiane sono facilmente intuibili e del resto le stiamo già vivendo.

Quello di cui non si parla invece sono i danni ambientali che ne derivano.
Innanzitutto il Governo Draghi dimostra che non ha compreso le conseguenze devastanti dei cambiamenti climatici e del fatto che davvero non c’è più tempo per cercare di arrestare la corsa verso l’innalzamento irreversibile della temperatura della terra, battaglia che non vinceremo mai continuando ad utilizzare le fonti fossili come fonti primarie di energia.

Non si spiega poi ai cittadini, che il gas prodotto con il fracking crea enormi immissioni di metano in atmosfera, sia quando lo si estrae, sia per trasportarlo dagli USA verso i rigassificatori italiani, con navi che devono mantenere temperature di meno 160 gradi sotto lo zero, immaginate quanto inquineranno queste navi.

Questa operazione dunque, oltre che costosissima energeticamente per le tasche degli italiani lo sarà anche per l’ambiente.

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12/04/2022

Ambiente in Costituzione? Transizione Ecologica? Green New Deal? Consumo del suolo? Tutte parole e norme prive di significato per Mario Draghi, che come un marziano appena atterrato sulla Terra, ha firmato un decreto pubblicato il 23 marzo in Gazzetta Ufficiale per costruire una nuova base militare in un parco naturale in Toscana con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La zona si chiama Coltano e si trova nel Parco Naturale regionale di San Rossore, e già solo questo dovrebbe tenere lontano chiunque voglia costruire o speculare, e invece non basta evidentemente per Mario Draghi, Presidente del Consiglio e primo ministro del Governo “dei migliori” che invece vuole costruire proprio qui nel Parco Naturale una nuova base militare, nello specifico :

⚠️ una pista di atterraggio per elicotteri;
⚠️ due poligoni di tiro;
⚠️ caserme;
⚠️ centri di addestramento;
⚠️ laboratori;
⚠️ magazzini;
⚠️ palestre;
⚠️ piscine;
⚠️ uffici;
⚠️ mensa;
⚠️ infermeria;
⚠️ officine;
⚠️ un autolavaggio;
⚠️ 18 villette a schiera;
⚠️ per un totale di 440mila metri cubi su 730mila metri quadrati di area protetta;

Sembrerebbe che verranno abbattuti anche 937 alberi che dovranno fare spazio all’ampliamento della base militare americana già esistente Camp Darby.

E così il Governo “dei migliori” con i soldi che l’Italia si è conquistata per essere stata la nazione più colpita dalla pandemia in Europa e che dovevano essere usati in maggior parte per realizzare la cosiddetta “Transizione Ecologica” li utilizzerà per demolire l’ambiente, e per realizzare una base militare dichiarata “opera destinata alla difesa nazionale”.

Ma non finisce qui, perché Draghi si è dato anche i super poteri del decreto semplificazioni, che sono talmente super che nessuno è stato avvisato di questa nuova opera di devastazione ambientale, infatti sia il Presidente dell’Ente parco, sia la Regione Toscana, stando ad informazioni di stampa, non ne sapevano nulla, mai nessun atto sarebbe passato sulle loro scrivanie, nè nulla sarebbe stato reso pubblico.

Se questo dovesse risultare vero, e se la Regione Toscana tiene all’ambiente, al territorio e alla sua tutela, credo che dovrebbe opporsi a questa decisione calata dall’alto anche attraverso le vie legali, perché è inconcepibile che il Governo si muova in questo modo, così antidemocratico. Questa base militare, in quel luogo priverà i cittadini di un’area naturale tutelata e cancellerà per sempre un enorme patrimonio di biodiversità.

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08/04/2022
07/04/2022
05/04/2022

L’amministrazione comunale di Caserta vuole realizzare in città questo biodigestore dal 2016, siamo nel 2022 e ancora non è in grado di rispondere a domande sul progetto che riguardano l’impianto?
Nel frattempo se avesse coinvolto i cittadini come la legge prevede, se le proposte che avevo fatto sin da subito https://bit.ly/3LJEYAU fossero state almeno prese in considerazione oggi non si troverebbe in questa situazione.
È molto probabile che il progetto possa saltare o essere bocciato, ma restano i 2.6 Milioni di euro che il Comune ha già ricevuto e in gran parte speso in varie consulenze e progetti.

Chi restituirà questi soldi ai cittadini e gli anni persi per un’idea e un progetto sbagliato?
La Regione Campania interverrà in extremis per salvare il Comune e tirarlo fuori dai guai?

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31/03/2022

Ho votato NO al decreto Ucraina del governo Draghi perché questo governo non merita la fiducia né mia né del popolo italiano. L’Italia ripudia la guerra e questo governo la sta alimentando. Mandare armi, uomini e mezzi non potrà far altro che allungare i tempi della guerra e aumentare il rischio di nuovi conflitti internazionali, mentre invece non si vede nessuno sforzo per la ricerca della Pace.

Questo decreto va in deroga ai principi dettati dalla nostra Costituzione, alle leggi nazionali e ai trattati che vietano l’esportazione di armi. Non pone limiti alle tipologie di armi e nemmeno alle quantità, da carta bianca al Governo che potrà inviare dunque qualsiasi tipo di arma.
(https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01343543.pdf)

L’ordine del giorno 9/03491-A/035 approvato il 16 marzo alla Camera dei Deputati e sottoscritto anche dal M5S 2050, autorizza il Governo Draghi all’incremento delle armi fino al 2% del pil, e fa sì che questo avvenga nell’immediato.
(https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/3491-A/35&ramo=C&leg=18)

Sull’ordine del giorno presentato al Senato, su cui si è tanto discusso e che è stato accolto in commissione dal Governo, c’è da dire che questo non è rilevante, in quanto chiedeva soltanto di dare seguito all’odg già approvato alla Camera dei Deputati, che di fatto ha vita propria.
Quell’odg sull’aumento delle spese in armi approvato alla Camera, è stato rafforzato dall’approvazione con il voto di fiducia da parte di tutta la maggioranza, M5S 2050 compreso.
Draghi ha chiesto ai suoi l’ennesima manifestazione di fiducia totale e loro gliel’hanno accordata, fiducia che potrebbe costarci molto ma molto cara, e sicuramente non si tratta di passi verso la Pace, come è evidente a tutti, il resto sono chiacchiere e propaganda.
(https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=18&id=1344195&idoggetto=1347942)

Continuiamo come cittadini, come popolo a chiedere a gran voce SI alla Pace NO alle armi, fino a che questo governo della guerra non sparirà!

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