27/05/2025
Immagini, simboli e archetipi: un viaggio con Mircea Eliade nella biblioteca FGS
Tra gli scaffali della nostra biblioteca si trova un volume fondamentale per comprendere l’intreccio profondo tra mito, immaginario e cultura visiva: Immagini e simboli di Mircea Eliade, uno dei più grandi storici delle religioni del Novecento.
Il libro, consigliato da Gothy Lopez, arricchisce la nostra collezione di testi che indagano il legame tra arte, memoria e società. Eliade, filosofo e antropologo romeno, ha dedicato la sua vita allo studio delle strutture profonde dell’immaginario umano. In Immagini e simboli indaga come figure archetipiche e simboliche — dal labirinto all’albero cosmico, dalla maschera alla luna — si manifestino in civiltà lontanissime tra loro, con una sorprendente unità di significato.
Questo sguardo "verticale", capace di leggere il mito come codice universale dell'inconscio collettivo, ci offre strumenti preziosi per interpretare non solo il passato, ma anche l’arte contemporanea. Nel contesto della nostra biblioteca, orientata a esplorare il rapporto tra arte e società, il volume diventa una chiave di lettura importante anche per comprendere come le immagini non siano solo estetiche, ma cariche di memoria, psiche e identità.
Una prospettiva che dialoga profondamente con la neuroestetica, disciplina che studia l’effetto biologico e psichico delle immagini sul nostro cervello. I simboli, in questo senso, non sono solo oggetti culturali, ma anche fenomeni neurologici che attivano emozioni, ricordi e visioni condivise.
È proprio su questo confine tra archetipo, trauma e rappresentazione che si muove anche l’opera di Gothy Lopez, attualmente in mostra alla Fondazione con la serie Mártires. Come Eliade, anche Gothy interroga la forza simbolica dell’immagine: i suoi ritratti sono attraversati da segni e dettagli che rimandano a un patrimonio iconografico cristiano e mitico, ma lo reinventa secondo una nuova grammatica del dolore e della resistenza. In questo, l’artista non si limita a rappresentare: propone una nuova mitologia contemporanea, dove i simboli tornano ad avere potere evocativo, curativo, sociale.
Vi invitiamo a scoprire questo libro in biblioteca, dove l’antropologia dell’immaginario dialoga con le sfide del nostro presente.