09/11/2022
𝗧𝗿𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗱𝗲, 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶 𝗲 𝗿𝗶𝗺𝗽𝗮𝘀𝘁𝗶, 𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗵 𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗶𝗻𝗲̀𝘁𝗮 𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮 𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗻𝗲𝘁𝘂̀𝗻.
Facciamo un passo indietro.
Estate 2021: a Cassinetta di Lugagnano si candida Domenico Finiguerra, già sindaco del borgo dal 2002 al 2012. Incombono appuntamenti politici importanti e la fascia tricolore gli garantirebbe la visibilità di cui ha bisogno per tentare l'ennesima candidatura alle poltrone che contano. Un trampolino è quello che ci vuole e Cassinetta è il luogo perfetto.
(dimenticate tutto ciò che avete appena letto: Finiguerra torna perchè a lui batte forte il ♥️ per Cassinetta)
Negli anni, i tentativi di trovare uno scranno si ripetono, ma per l'ambizioso politico è un nulla di fatto. Decide quindi di ripartire dal suo feudo, ma per farlo, dà vita ad un gruppo che per storia, personalità, trascorsi, idee e visioni di chi ne fa parte, durerà poco ⏱️💣
Arrivano le elezioni e, come da previsioni, vince, anzi stravince. "El segna semper lü" (almeno a Cassinetta).
Nemmeno il tempo di un cin, che la bomba esplode.
Passano due mesi e si dimette il capogruppo di maggioranza in aperto contrasto con alcune decisioni del sindaco.
Passano sei mesi e si dimette una consigliera di maggioranza, sempre in aperto contrasto con la politica del sindaco.
Il primo cittadino non si scompone e nel frattempo indossa la maglia di Unione Popolare per correre al senato. "La Cassinetta che verrà" era il suo slogan. Già, "Cassinetta verrà"...ora ci sono cose più serie.
Alla corte di De Magistris Finiguerra arriva dopo una storia che lo vede accamparsi senza successo qua e là: parte nelle fila del PDS, devia sui verdi, tenta invano con Beppe Grillo, si unisce a Tsipras, prova con Ingroia e così via. Insomma, 'ndo cojo cojo. L'importante è arrivare, poco importa con chi.
Il problema è che anche stavolta il sogno si ferma allo zero virgola, mentre a Cassinetta i problemi si moltiplicano.
Dieci mesi dopo l'ascesa al trono, altri tre consiglieri - accompagnati da altri tre componenti del gruppo che aveva sostenuto la sua candidatura - contestano pubblicamente i modi, le politiche e le scelte del sindaco.
Questi ultimi chiedono di affrontare la questione in consiglio comunale, ma quello del sindaco è un secco niet: questo consiglio non s'ha da fare, nè domani, nè mai! 😱
Poi però succede che l'assemblea debba essere necessariamente convocata per via di alcune scadenze. Finalmente.
Tutto è pronto per il grande confronto. Il paese attende da mesi la resa dei conti tra il sindaco e la sua maggioranza.
Parla il sindaco, che redistribuisce le deleghe tolte via social ai tre consiglieri, ma al termine del suo intervento, in aula (o meglio, sul pc, visto che siamo online) cala un assordante silenzio. Nessuno prende la parola........🤔
Quando l'opposizione chiede conto di tale silenzio, uno dei consiglieri dissidenti chiosa: "Il sindaco mi ha diffidato, non posso parlare"😳
Un secondo consigliere conferma: "Sono stata diffidata anch'io, non mi sento di parlare"😳😳
Cosa, cosa, cosa? Il sindaco ha diffidato i suoi consiglieri? Accusare qualcuno di prendere decisioni senza prima condividerle (vero o meno che sia) legittima una diffida? È così grave parlare di individualismo? È così grave contestare una candidatura? (...che poi, diciamolo una volta per tutte: bisogna spiegarlo che non puoi fare il sindaco, il consigliere di città metropolitana e pure il senatore?)
Replica il sindaco, sostenendo di essersi offeso per essere stato accusato di aver violato il codice etico del suo gruppo. Ammazza che affronto. Immaginatelo in senato...avrebbe dispensato diffide a destra e a manca.
Prende parola anche il terzo consigliere: "Io non sono stato diffidato, ma non mi sento sereno e non parlerò"😳😳😳
Cosa, cosa, cosa? Ne diffida soltanto due? E perchè mai? In fondo il comunicato di protesta lo firmano tutti e tre. La risposta arriva quando prende parola la capogruppo di maggioranza, che rivolgendosi al giovane consigliere, afferma: "A me spiace, potevi dire 'ho fatto una ca***ta' [ndr: giuro, l'ha detto davvero] e tornavi con noi". In pratica, una parabola del figliol prodigo versione 2022.
T'è capì? Due li diffido, il terzo no, magari lo recupero 🙈
Il tutto in diretta streaming, con l'intero abbiatense che vede e ride. Un cinema 🤡
Nel frattempo, a soccorrere quel che resta della maggioranza ci pensa la consigliera di opposizione Milena Bertani. Politicamente distante anni luce dal sindaco, dispensa dichiarazioni d'amore per la giunta, elogia sindaco e assessori e vota l'impossibile 🚑
Ma non era una formigoniana di destra? Ma non era accusata di avere portato a Cassinetta l'ex ministro Garavaglia storicamente a favore di quelle grandi opere cui Cassinetta si oppone?
Va beh. Quel che importa è andare avanti in qualche modo e con una qualche maggioranza. La comunità è divisa, la politica ha perso, ma il panettone si mangia.
God save the mayor. No matter what.