20/04/2026
Abbiamo iniziato a seguire il Cassino Calcio quando davvero i campi sapevano di polvere e fango. Quando si giocava in trasferta e per sapere i risultati si telefonava alle caserme dei carabinieri o ai centralini del comune. Abbiamo iniziato a seguire con il presidente D'Ambrosio. La domenica sera ci si riuniva sotto il porticato dove oggi c'è l'edicola e si aspettava il rientro di Tele Cassino; Michele Giordano portava le videocassette della trasferta e tutti insieme, da un televisore improvvisato guardavamo la partita del "nostro Cassino." Eravamo dei ragazzini. Il Salveti si chiamava "Stadio Comunale dei Ventimila." Abbiamo vissuto il Cassino "proletario" di Gallaccio: tutta anima e sudore. Abbiamo conosciuto tutti i presidenti che si sono succeduti e avvicendati nell'arco delle loro presidenze societarie. Siamo cresciuti, invecchiati, diventati padri, alcuni nonni. Abbiamo trasmesso la nostra passione ai nostri figli. Abbiamo gioito, vinto, pianto, perso. Promossi di categoria. Retrocessi. Vinto finali di Coppa Italia. È ricco il nostro bagaglio di emozioni. Abbiamo sempre lottato anche quando venivamo sconfitti. Mai e poi mai abbiamo vissuto l'umiliazione di un campionato mortificante come questo.
Questa sarà ricordata come la peggior presidenza di sempre del Cassino Calcio. A mai più rivedervi. Noi invecchiamo, ma ancora e sempre lì ci ritroverete.
LA STORIA NON RETROCEDE.
NOI NON RETROCEDIAMO.