08/12/2016
OfficineCiviche
Questo schema è un piccolo prospetto del risultato referendario in alcuni territori in lotta contro devastazione territoriale, grandi opere, estrattivismo ecc. E' una raccolta breve e incompleta di città e comuni simbolo dei conflitti ambientali in Italia. Questi dati NON vogliono avere valore statistico, consapevoli che sul risultato referendario hanno influito svariati fattori, dalla stratificazione sociale al sentore diffuso che per mettere mano alla Costituzione non basta qualche slogan. Tuttavia non si può negare come le "maggioranze bulgare" per il si siano verificate proprio in quei territori dove esistono lotte radicate e spazi alternativi, dove movimenti, associazioni e comitati lavorano da anni per un modello di sviluppo diverso. Questo fa pensare che il pasticcio del Titolo V e sopratutto la clausola di supremazia contenuti nella riforma Renzi-Boschi, forse, non hanno lasciato indifferenti quei cittadini e quelle realtà organizzate che si sono mobilitate per questo motivo al referendum. La paura di vedere ridotti i propri spazi di intervento democratico, in Costituzione, per la difesa dei propri luoghi, hanno evidentemente influito in queste zone d'Italia, ampliando la forbice a favore del No. L'impegno dei territori, adesso, è di giocare non più solo in difesa, ma di lavorare per l'allargamento di quegli spazi di democrazia e partecipazione alle scelte che riguardano il futuro dei propri luoghi e delle proprie risorse, così come sancito dalla nostra Carta fondamentale.