La Moda Al Tempo Di Margarita

La Moda Al Tempo Di Margarita Mostra del Costume Rinascimentale nelle Corti italiane presso il castello Orsini di Castel Madama dal 14 dic 2014 al 6 gennaio 2015

La Mostra si propone di esporre i costumi realizzati dal Rione Borgo per diverse finalità, tra le quali, promuovere la Manifestazione “Palio Madama Margarita”, far conoscere la Storia del Costume ai tempi della Madama, realizzare visite didattiche guidate per gli alunni delle classi elementari e medie dell’Istituto Comprensorio Cavour di Castel Madama e gruppi organizzati privati. Il costo del biglietto varierà da 1 a 3 Euro, per studenti, gruppi organizzati e singoli.

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09/12/2014

Per le scolaresche che desiderano fare la visita guidata è consigliata la prenotazione al fine di organizzare i turni.
costo della visita guidata 1 euro.

09/12/2014

Perchè prenotare la visita? perchè prenotando il giorno e l'ora potete avere la visita guidata di circa 45 min dedicata esclusivamente al vostro gruppo e una sconto di 1 euro sul biglietto.Gruppo min. 10 persone.nel calendario delle aperture troverete i giorni per i gruppi.
dal 15 al 18 dicembre.

07/12/2014

Caratteristica covestimune dell’abbigliamento maschile furono spalle larghe, maniche imbottite, giacchette attillate, calzoni imbottiti sulle cosce.

Scomparve la camicia di lino, sostituito da tessuti preziosi. Sulla camicia veniva indossato il farsetto, diverso dall’indumento del secolo precedente, stretto, privo ora della falda, tutt’al più sostituita da una corta balza.

A volte, come nel nostro esempio (vestito di giovanni per esempio), il vestito era unico, chiamato jerkin, con le maniche cucite al farsetto, a volte ampie e trapunte, con tagli dai quali veniva fatta uscire la camicia ; altre volte larghe fino al gomito e strette al polso, dove potevano chiudersi a punta, circolare, con pizzi e merletti inamidati; spesso di tessuto diverso, a volte intercambiabili.

L’evoluzione più importante nel costume maschile fu l’introduzreione dei pantaloni sopra le calze braghe, più o meno lunghi, più o meno gonfi.

All’inizio del secolo comparve una curiosa borsa, legata in vita sul davanti, di piccole dimensioni, inizialmente con un’utilità pratica, che alla metà del secolo assunse però diversa funzione: veniva ricucita tra le fasce, di dimensioni sempre più lunghe e sporgenti, divenne una ostentazione della virilità, con l’inequivocabile nome di braghetta.

Le calze sostituirono definitivamente le braghe, divenendo simili ai calzini, tenute su da gpantaloneiarrettiere e fiocchi.

Il mantello a cappa, nel secolo precedente di tessuto pesante e con usato più che altro a fini pratici per ripararsi dal freddo, assunse una funzione puramente decorativa, sostituito dal corto mantello a ruota, ora di tessuti ricchi e splendenti. A volte era più lungo, fino alle ginocchia, con tagli sui lati o maniche.

07/12/2014

Per quanto riguarda le donne si può parlare, per questo periodo, di una vera e propria rivoluzione estetica. Tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna, i canoni della bellezza femminile cambiarono radicalmente: l'ideale medievale della signora nobile, dai fianchi stretti e dal seno piccolo, eterea, confluì in un modello di bellezza più rotondeggiante con fianchi larghi e seno procace.

La bellezza femminile seguiva un preciso schema, i cui principi fondamentali erano: pelle rigorosamente bianca, capelli lunghi e biondi, labbra e guance rosse, sopracciglia scure, collo e mani lunghe e sottili, occhi neri (colore amato dagli italiani). La carnagione bianca, però non doveva essere uniforme, ma occorreva dare della punte di rosso sugli zigomi, sulle guance e sul mento, al fine di trasmettere un senso di benessere e attirare l'attenzione. Il petto, incipriato ed imbellettato,divenne,con la sua abbondanza, un indice preciso di delicatezza e "morbidezza" ,qualità fondamentale di una dama.

L’abito femminile vero e proprio del rinascimento fece la sua comparsa dopo il 1510. Come per i cavalieri anche per le dame della nobiltà l’enfasi dell’effetto verticale venne cambiato in orizzontale, con spalle quadrate e larghe. La profonda scollatura a V fu sostituita da un decolletè quadrato e alto, con un leggero rialzo al centro.

L'ampiezza delle scollature dipendeva dall'età e dalla posizione sociale della dama; le cortigiane spesso erano identificate con un ampio collo a barca. Le maniche persero molta della loro ampiezza, acquisendo però importanza nelle lavorazioni e nei ricami; in alcuni casi erano rigonfie all’avambraccio, in altri molto attillate. In questo secondo caso però si trattava della manica della sottoveste, poiché quella della veste era più ampia, rivoltata e fissata in modo da mostrare la fodera, molto spesso di pelliccia. Il polsino talvolta arrivava fino alla punta delle dita, dalla parte del dorso della mano e, sotto, invece, si apriva a "V" a partire dal polso, in modo da lasciare liberi i palmi delle mani.

Le gonne erano ampie e con lo strascico, per i primi decenni del 500 non erano attaccate al corpetto. Verso il 1530 si verificò un’importante novità: la gonna del vestito spesso era aperta sul davanti a forma di V rovesciata dalla vita all’orlo in modo da mettere in risalto la sottoveste.

Le parti del vestito (bustino e vari lembi della gonna) erano unite da laccetti, che lasciavano intravedere la biancheria candida delle signore: la dame nobili amavano evidenziare il loro distaccamento della Plebe anche attraverso la pulizia ed il candore della biancheria. Questa traspariva dalle scollature, dalle gonne e dalle attaccature delle maniche.

Per dare ampiezza alla gonna non si utilizzavano ancora i cerchi, ma numerose sottogonne, e l’antenato del “sellino”, una sorta di cuscino tenuto sui fianchi.

La veste era spesso guarnita in vita da una lunga fascia ricamata, annodata lenta sui fianchi.

07/12/2014

La storia della moda è strettamente connessa con la storia sociale, politica, religiosa di ogni tempo e Paese: l'abito, per l'uomo e per la donna, è sempre stato, ed è tuttora, oltre che un indumento per coprirsi, difendersi dal sole e dal freddo, mascherare la propria nudità agli altri, anche un messaggio al mondo sul proprio stato sociale, sulla propria identità sessuale e perfino sulla propria creatività nell'interpretare le leggi del costume imperante. Non si può leggere quindi la storia della moda senza riferirsi alla storia in senso più lato; e, reciprocamente, si riesce a decifrare la struttura di civiltà sepolte, riemerse alla luce dopo millenni di oblio, o di civiltà primitive, sviluppatesi nell'ignoranza più assoluta del mondo occidentale, quando si riesce a interpretare il significato che l'abito aveva nel contesto sociale: così si vestiva un uomo, così una donna, così un capo, un sacerdote, un guerriero, e così un mercante, un contadino, uno schiavo. La storia della moda, inoltre, coinvolge non solo gli indumenti ma anche ogni tipo di accessorio, dal gioiello al ventaglio, dall'acconciatura alla cosmetica, spaziando in un campo assai vasto. L'evoluzione di questo fenomeno collettivo ha proceduto gradualmente nei secoli attraverso esperienze e invenzioni innumerevoli, variando con maggior fantasia e con una gamma più vasta di forme e di accessori nel mondo occidentale.

07/12/2014

Durante la manifestazione Natale Insieme venerdì, sabato e domenica 19- 20- 21 Dicembre le curatrici della mostra saranno a disposizione dei bimbi con attività didattiche e giochi e per permettere il mercatino l'esposizione dei Costumi si sposterà nelle sale del ricamo permettendo comunque la visita al pubblico adulto.

04/12/2014

Indirizzo

Castel Madama
00024

Orario di apertura

Venerdì 10:00 - 13:00
16:30 - 19:30
Sabato 10:00 - 13:00
16:30 - 19:30
Domenica 10:00 - 13:00
16:30 - 19:30

Sito Web

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