08/09/2026
Ma scusate, ma i tedeschi della Sassonia... (e della Tedeschia in genere) ci sono o ci fanno?
No, perché bisogna capirsi. Stiamo parlando di gente che vota un partito, l’AfD, che propone cose da Medioevo: classi separate per i disabili, difesa a oltranza della “famiglia tradizionale” formato Mulino Bianco, guerre sante contro i diritti LGBTQ+ e “remigrazione” di massa per chiunque non corrisponda esattamente all’idea di tedesco che hanno in testa.
E fin qui, la solita minestra dell’estrema destra europea, direte voi.
Il capolavoro però arriva quando vai a guardare chi sta a capo di ’sta baracca.
La loro leader si chiama Alice Weidel.
E com’è la vita della nostra cara Frau Weidel?
Dunque: è una donna lesbica, legata da un’unione civile registrata a una produttrice televisiva nata in Sri Lanka. Insieme hanno due figli adottivi e, per non farsi mancare nulla, vivono pure in Svizzera.
Cioè: una coppia omogenitoriale e interrazziale, con due figli adottivi, che vive all’estero. Praticamente il catalogo completo delle cose che l’estrema destra identitaria ci spiega da anni essere la rovina dell’Occidente.
E qui casca l’asino, perché sulla residenza la faccenda si fa ancora più comica.
La signora ha un indirizzo ufficiale in Germania per motivi elettorali, mentre la sua famiglia vive a Einsiedeln, in Svizzera. Quando i giornalisti le chiedono quante notti all’anno passi davvero in Germania e quante oltreconfine, lei si innervosisce e taglia corto.
Perché la sovranista che vuole chiudere i confini agli altri, la vita la fa comodamente oltreconfine, in un Paese che non fa nemmeno parte dell’Unione Europea.
E se glielo fai notare sul lato dei diritti, la risposta è più o meno: “Eh, ma la famiglia è dove ci sono i bambini”.
Ah, beh.
Quindi quello che vale per Frau Weidel può tranquillamente non valere per tutti gli altri. Una comodissima eccezione ad personam.
Il bello è che pure da noi in Italia c’è chi applaude.
“Finalmente la Germania si sveglia!”, dicono i nostri patrioti da tastiera.
Senza manco accorgersi che stanno tifando per una che, se applicasse alla lettera il programma del suo stesso partito, dovrebbe probabilmente compilare per prima il modulo di “remigrazione”.
Destinazione: Svizzera.
Siamo al livello dell’ipocrisia elevata ad arte: l’AfD può usare Weidel come scudo umano, “Ma come facciamo a essere omofobi se la nostra leader vive con una donna?”, gli elettori possono chiudere entrambi gli occhi pur di avere qualcuno che dia una forma politica alla loro rabbia, e la coerenza, nel frattempo, saluta e se ne va.
Con buona pace della famiglia tradizionale.
Quella degli altri, naturalmente.
Roberto Mileti