05/03/2026
Castel Volturno: La Responsabilità del Voto e il Dovere del Cambiamento
La fortuna di una città è nelle mani dei suoi abitanti. Nemmeno il degrado sociale o l'abbandono del territorio possono giustificare il declino, se i cittadini restano custodi consapevoli del proprio destino. È il popolo, infatti, a eleggere i propri amministratori; è il cittadino che, nell'urna, affida il futuro della collettività a un nome piuttosto che a un altro.
Osservando l’attuale condizione di Castel Volturno, appare evidente che questa scelta sia stata troppo spesso dettata dalla superficialità. Nonostante le dure lezioni del passato, non è stata data al voto la giusta importanza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una classe politica composta da amministratori, visti i risultati, che sembrano rivolgere lo sguardo esclusivamente ai propri interessi privati, mostrando un’allarmante indifferenza verso il mandato o incarico ricevuto.
Castel Volturno ha un disperato bisogno di amministratori generosi, mossi da una reale motivazione per il bene comune e sostenuti da una visione condivisa con la cittadinanza, al di là delle appartenenze partitiche. Al contrario, ci ritroviamo circondati da figure "accomodanti", o peggio, sagome radiocomandate, amministratori attenti a non contraddire il "macchinista" di turno pur di tutelare i propri piccoli o grandi vantaggi sul territorio o per garantirsi un doppio stipendio.
Castel Volturno non può e non deve essere una vetrina per arrampicatori sociali. È inaccettabile che l’incarico pubblico venga utilizzato non come uno strumento di servizio, ma come un trampolino di lancio per elevare il proprio status, acquisire prestigio o accedere a circoli di potere altrimenti preclusi (Provincia; Regione; Parlamento; o posti apicali). Questi soggetti non cercano alleati per realizzare programmi di sviluppo, ma "padrini" politici in grado di facilitare la loro ascesa. Nel peggiore dei casi, alimentano il clientelismo, trasformando il potere amministrativo in una rete di piccoli favori per consolidare un bacino di voti personale.
Per scardinare questo sistema di opportunismo, è necessario un cambio di paradigma che parta dal basso. Non possiamo più permetterci il lusso dell'indifferenza o del voto di scambio.
In questo contesto, la Comunità Più Uno di Castel Volturno rappresenta non solo una speranza, ma una necessità concreta. Essa si pone come l'antidoto alla politica dei "padrini", promuovendo un modello di cittadinanza attiva dove ogni individuo non è più un semplice numero o un serbatoio di voti, ma un valore aggiunto (quel "più uno") essenziale per la rinascita del territorio. Solo attraverso una comunità coesa, che vigila sull'operato degli eletti e ne pretende l'integrità, potremo restituire a Castel Volturno la dignità che merita e amministratori che siano finalmente degni di questo nome.