30/05/2026
Comunicato del sindaco Giovanni Di Giacinto:
"È ormai noto che la corte di cassazione abbia respinto il mio ricorso sui fatti del fiume Milicia e confermato, per l’effetto, la sentenza della corte d'appello di Palermo che mi vedeva condannato alla pena di due anni di reclusione, pena sospesa.
Fino a oggi ho sempre preferito evitare di commentare, per rispetto, qualsiasi cosa riguardasse i tristi fatti del 3 novembre 2018. Evento tragico, imprevedibile, inarginabile, per il quale nulla sarebbe stato in mio potere fare per impedirlo. In tutti i gradi di giudizio ho provato con tutte le mie forze ad affermare la mia innocenza. Ma la giustizia ha fatto il proprio corso ed è addivenuta ad un convincimento diverso.
La sentenza di oggi, tuttavia, non rispecchia quella che è la verità e le vere responsabilità. In qualità di cittadino, non posso fare altro che rispettare questa sentenza, ma voglio comunque ribadire di non condividerla. Le sentenze che si sono susseguite avrebbero certamente potuto giungere a diverse considerazioni in relazione alla mia posizione perché ripeterò sino allo sfinimento di non sentirmi responsabile per quanto tragicamente e imprevedibilmente successo.
La pena a due anni di reclusione, sospesa in quanto incensurato, è una condanna che ritengo impossibile da accettare e per questo mi sento amareggiato e deluso. Continuerò la mia attività da primo cittadino e a farlo con ancora più forza e determinazione. Oggi, però, il mio sentimento è di tristezza e rammarico per una sentenza che ha anche un qualcosa di unico nel panorama giudiziario e politico italiano".