Castelfranco Veneto

Castelfranco Veneto Castelfranco Veneto (Castèo in veneto) è un comune italiano di 33. 234 abitanti della provincia di Treviso in Veneto.

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Quello che è successo sotto la foto di Elly Schlein a Castelfranco è qualcosa di molto triste: il livello a cui siamo ar...
27/05/2026

Quello che è successo sotto la foto di Elly Schlein a Castelfranco è qualcosa di molto triste: il livello a cui siamo arrivati.
Parla di noi.
Parla di come siamo diventati.
Di come ci comportiamo quando abbiamo davanti qualcuno che non ci piace, che non votiamo, che non rappresenta le nostre idee.
Basta aprire Facebook.
Una foto.
Un nome.
Un partito.
E sotto: insulti, battute, prese in giro, cattiveria gratuita.
Non critiche politiche.
Non opinioni sui programmi.
Non domande sui temi della città.
Solo offese.
E la cosa più grave è che tutto questo non è rimasto solo sui social.
Io ero presente per lavoro durante il discorso di Elly Schlein a Castelfranco.
E da lontano ho visto persone arrivate più per curiosità che per ascoltare.
Persone che facevano battute sulla sua persona, sul suo aspetto, su cose che non c’entrano nulla con la politica.
Non ragazzini.
Non profili anonimi nascosti dietro una tastiera.
Nonni.
Mamme.
Padri di famiglia.
Persone adulte.
Ed è questo che dovrebbe farci riflettere.
Perché non è obbligatorio votare Elly Schlein.
Non è obbligatorio essere di sinistra.
Non è obbligatorio essere d’accordo con nessuno.
Si può contestare.
Si può criticare.
Si può dire: “Non condivido una parola di quello che dice”.
Ma quando il confronto diventa insulto, quando si colpisce la persona invece delle idee, quando si ride dell’aspetto fisico invece di parlare di programmi, allora il problema non è più la politica.
Il problema siamo noi.
Noi castellani.
Noi cittadini di Castelfranco Veneto.
Noi che diciamo di volere una città migliore, ma poi spesso alimentiamo il clima peggiore.
Perché ormai sembra tutto una curva da stadio.
Destra contro sinistra.
Civici contro partiti.
Simpatizzanti contro simpatizzanti.
Si applaude o si fischia in base alla maglia.
Non si ascolta più nulla.
Non si entra nel merito.
Non si parla di viabilità, commercio, sicurezza, giovani, anziani, famiglie, servizi, centro storico, quartieri.
No.
Si va direttamente all’offesa.
E poi ci chiediamo perché Castelfranco sia messa così.
Forse anche per questo.
Perché se il livello del confronto è questo, non possiamo stupirci se poi la città resta ferma.
Se nessuno ascolta davvero.
Se nessuno costruisce davvero.
Se tutto diventa solo rabbia, tifo e rancore.
La politica locale dovrebbe riguardare la vita di tutti noi.
Le strade che percorriamo.
Le scuole dei nostri figli.
I negozi che chiudono.
I servizi che mancano.
I problemi che viviamo ogni giorno.
E invece finiamo a commentare il volto, il corpo, il modo di parlare o di vestirsi di una persona.
Questa non è libertà di pensiero.
È povertà di pensiero.
Non serve essere d’accordo con qualcuno per rispettarlo.
Non serve votarlo per riconoscere che davanti abbiamo una persona.
Non un bersaglio.
Non una caricatura.
Non un nemico.
Castelfranco merita cittadini più lucidi.
Più maturi.
Più capaci di discutere senza scadere nel fango.
Perché finite le elezioni, finiti i comizi, finiti i post su Facebook, noi restiamo tutti qui.
Nelle stesse piazze.
Negli stessi bar.
Nelle stesse scuole.
Negli stessi quartieri.
E forse prima di chiederci chi governerà Castelfranco, dovremmo chiederci che cittadini stiamo diventando.

22/05/2026

Elly Schlein a Castelfranco Veneto!

Oggi, 5 maggio, ricordiamo una piazza che Castelfranco Veneto non ha dimenticato. Sette anni fa, nonostante freddo e pio...
05/05/2026

Oggi, 5 maggio, ricordiamo una piazza che Castelfranco Veneto non ha dimenticato.
Sette anni fa, nonostante freddo e pioggia, quasi 2mila persone si ritrovarono in piazza Giorgione per difendere l’ospedale San Giacomo.
Un segnale forte, nato dal territorio, senza bandiere e senza colori.
In quella manifestazione si ascoltarono voci diverse: cittadini, lavoratori, rappresentanti della sanità e delle associazioni.
Furono letti anche messaggi di medici e infermieri del San Giacomo.
Ci fu spazio per il ricordo del sindaco Silvano Marchiori, venuto a mancare il giorno prima, e per un ringraziamento che colpì tutti: una signora di 98 anni, in sedia a rotelle, presente fino alla fine.
Oggi condividiamo questo ricordo con rispetto.
Solo per non perdere la memoria di un momento che ha segnato la comunità.

Dalle nostre piazze alla guida del Paese,Tina Anselmi ha sempre portato con sé i valori della Resistenza.Oggi celebriamo...
25/04/2026

Dalle nostre piazze alla guida del Paese,
Tina Anselmi ha sempre portato con sé i valori della Resistenza.

Oggi celebriamo il 25 aprile con il suo monito più prezioso, per non dimenticare mai il prezzo della nostra libertà.

Buon 25 Aprile a tutti 🇮🇹

E se la nostra piazza fosse davvero così? 🌿 Abbiamo immaginato questo spazio senza auto: più aperto, più vivibile, più n...
31/03/2026

E se la nostra piazza fosse davvero così? 🌿

Abbiamo immaginato questo spazio senza auto: più aperto, più vivibile, più nostro.
Una piazza dove ci si ferma davvero — tra alberi, luce, persone, biciclette e piccoli momenti quotidiani.

Nessuna modifica agli edifici: solo meno traffico e più vita.

Secondo voi, potrebbe funzionare?
Vi piacerebbe vivere la piazza così ogni giorno?

👇 Diteci cosa ne pensate!

A livello nazionale ha vinto il NO: 53,74% contro 46,26%.A Castelfranco Veneto il risultato è andato al contrario.SÌ al ...
24/03/2026

A livello nazionale ha vinto il NO: 53,74% contro 46,26%.
A Castelfranco Veneto il risultato è andato al contrario.
SÌ al 55,93%, NO al 44,07%.

Hanno votato 17.052 persone su 26.388 elettori: affluenza al 64,62%.
Il Veneto si è confermato territorio favorevole alla riforma Nordio.
L'affluenza nazionale si è assestata intorno al 58,9%.
Il NO ha vinto in 17 regioni su 20.

La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere non entra in vigore.
Resta il sistema attuale con un unico CSM.

fonte: elezioni.interno.gov.it

Daniela Pucar, 24 anni.Vive a Vittorio Veneto (TV) ed è scomparsa dopo essersi allontanata da casa lunedì scorso.Da quel...
11/03/2026

Daniela Pucar, 24 anni.
Vive a Vittorio Veneto (TV) ed è scomparsa dopo essersi allontanata da casa lunedì scorso.
Da quel momento non si hanno più sue notizie.
Daniela è alta circa 175 cm.
Ha una corporatura robusta.
Ha capelli scuri con taglio a caschetto.
Ha occhi neri e carnagione chiara.
Quando è scomparsa indossava una felpa nera.
Portava pantaloni cargo verde militare.
Aveva scarpe Nike scure.
Con sé aveva uno zaino nero.
Chiunque abbia informazioni contatti subito il 112.
Condividete per supportare le ricerche.

28 dicembre 1944.Ore 10:20 del mattino.La foto guarda Castelfranco da sud verso nord.Un Vickers Wellington inglese vola ...
02/03/2026

28 dicembre 1944.
Ore 10:20 del mattino.
La foto guarda Castelfranco da sud verso nord.
Un Vickers Wellington inglese vola dritto verso il cuore della città.
Sotto di lui si riconosce la campagna veneta, ordinata, geometrica, e il centro che si stringe attorno alle mura.
Ha appena sganciato il suo carico.
Se osservi bene sotto la fusoliera vedi le bombe scendere verso lo scalo.
L’obiettivo è la ferrovia.
Un nodo strategico fondamentale per i rifornimenti tedeschi tra nord e sud.
Distruggere quei binari significava bloccare uomini, armi, mezzi.
Al centro della foto una colonna di fumo si alza tra le case.
Un’esplosione appena avvenuta.
Pochi secondi prima un altro aereo ha colpito.
Prima ancora di vedere le bombe si sentiva il rumore.
Il rombo dei due motori di ogni velivolo, moltiplicato per decine di aerei, faceva tremare i vetri di tutta la città.
La precisione di allora non era quella di oggi.
Molte bombe mancavano i binari e cadevano sui quartieri.
A pagare erano civili innocenti.
I nostri nonni.
I nostri bisnonni.
Anche per l'equipaggio a bordo era un inferno.
Volavano nel gelo, tra le esplosioni della contraerea.
Molti avevano poco più di vent’anni.
Erano coetanei dei ragazzi che oggi frequentano il centro il sabato pomeriggio sotto i portici.
Questa non è solo una foto di guerra.
È la nostra Castelfranco in uno dei suoi giorni più duri.
Quelle campagne oggi piene di vita erano attraversate da fumo e macerie.
Ricordarlo non è retorica.
È consapevolezza.
Qualcuno dei vostri nonni vi ha mai raccontato cosa ha provato quel mattino del 28 dicembre?

Sono passati 13 anni da quel 27 febbraio 2013.Qui a Castelfranco Veneto, Marianna Cendron, 18 anni, scomparve nel nulla....
27/02/2026

Sono passati 13 anni da quel 27 febbraio 2013.
Qui a Castelfranco Veneto, Marianna Cendron, 18 anni, scomparve nel nulla.
Aveva appena terminato il turno come aiuto cuoca al Golf Club di Salvarosa.
Prima di andare via lasciò ai colleghi alcuni biglietti con semplici istruzioni.
Gesti normali, che non lasciarono presagire ciò che sarebbe accaduto.
Quella sera avrebbe dovuto incontrare il fidanzato nel convitto dell’Istituto alberghiero.
Non arrivò mai a quell’appuntamento.
Da qualche tempo viveva fuori casa.
Stava affrontando un periodo difficile, segnato anche dall’anoressia.
L’allarme ai genitori fu dato solo il giorno successivo.
Un ritardo che rese tutto ancora più complicato.
Con lei sparirono anche la bicicletta, quella con cui si spostava dal lavoro alla fermata della corriera.
E i suoi telefoni cellulari.
L’ultimo segnale fu registrato in via dei Carpani, a pochi passi dai Giardini del Sole.
Luoghi che conosciamo bene.
Nei giorni successivi qualcuno cancellò il suo profilo Facebook.
Non fu mai chiarito chi fosse stato.
Marianna non aveva con sé né denaro né documenti.
Erano rimasti nella casa in cui abitava.
Le ipotesi si moltiplicarono.
Si parlò di una fuga all’estero.
Di un ritorno nel Paese in cui era nata, da cui era stata adottata insieme al fratello.
O di un viaggio per inseguire il sogno di diventare cuoca.
Le ricerche e le indagini non furono all’altezza.
Il tempo perso nelle prime ore risultò decisivo.
Negli anni successivi furono organizzate nuove campagne di ricerca.
Anche nella cava vicino all’abitazione in cui viveva.
Fu aperto un fascicolo per sequestro di persona.
Ci furono interrogatori.
Poi, nel 2018, arrivò l’archiviazione.
Oggi questa vicenda resta sospesa.
I suoi genitori continuarono e continuano a sperare che Marianna sia viva.
E la nostra comunità non smise di chiedere verità.

Voto allo spettacolo di ieri sera?
18/02/2026

Voto allo spettacolo di ieri sera?

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