Il roseto La Sorpresa è una casa di campagna astigiana dell'Ottocento, circondata da giardino con un piccolo bosco, che si estendo per circa 14.000 mq lungo il fianco della collina. Il giardino ha un aspetto un po' selvatico, per rispettare l'habitat locale: vi crescono roveri, carpini, tigli, noci, bagolari (rispettivamente: Quercus robur, Carpinus betulus, Tilia spp., Jugland regia, Celtis austr
alis), tra cui spiccano un Celtis centenario ed alcuni grandi faggi (Fagus sylvatica) pluridecennali, e vi abitano uccelli e piccoli animali del sottobosco. Particolarmente rilevante la presenza delle specie selvatiche: quasi 100 specie sulle 160 descritte nei testi botanici; delle vecchie rose da giardino europee create prima delle ibridazioni con il germoplasma cinese; le antiche varietà di Rosa gallica: circa 100 cultivar di cui molte rarissime. Il Roseto comprende inoltre la quasi totalità delle rose antiche europee dei gruppi alba, centifolie, damascene, Portland, molte rose bourboniane, noisettiane, chinensis, rugose e Ibridi Perpetui, e un centinaio di rose moderne "vecchie" ormai molto rare. Inserito nell'Elenco ufficiale dei giardini storici della Regione Piemonte, il Roseto La Sorpresa opera sotto il patrocinio della Regione stessa, della Provincia di Asti, del Comune di Castell'Alfero ed in collaborazione scientifica con la Facoltà di agraria dell'Università di Torino. Dal 2014, l’Associazione Amici del Roseto della Sorpresa e la Galleria Moitre di Torino collaborano per incoraggiare i giovani artisti contemporanei a lavorare sui temi del paesaggio e del giardino. Viene così rinnovato lo stretto legame che intercorre tra arte e paesaggio in un contesto, quello di un giardino, che a sua volta è già in qualche modo uno spazio espositivo, nel quale al posto di veri e propri oggetti artistici viene ospitata una vasta collezione di rose botaniche e antiche.