03/09/2026
✍️ Leggi la mia intervista a Fax. Ecco il testo integrale ⤵️
❓ Onorevole L’Abbate, il 3 settembre interverrà alla Festa nazionale dell’Unità sul tema dei trasporti. Da dove partirebbe per descrivere oggi il problema della mobilità in Italia?
"Partirei dalla vita quotidiana delle persone. Quando aumenta la benzina, diciamo ai cittadini che devono usare meno l’automobile. Ma quale alternativa offriamo? Se vivi in un piccolo comune pugliese, se devi raggiungere il posto di lavoro in una zona industriale o accompagnare un figlio a scuola, molto spesso l’auto non è una scelta: è una necessità. Il caro carburanti è quindi una questione economica, ma anche sociale. E dopo quasi quattro anni di Governo Meloni non possiamo continuare a intervenire soltanto quando esplode l’emergenza".
❓ Il Governo può davvero intervenire sul prezzo di benzina e gasolio?
"Può e deve intervenire quando si verificano condizioni eccezionali. Ma non basta agire sulle accise per qualche mese. Io propongo di intervenire sui veri extraprofitti dei grandi operatori della raffinazione e della filiera petrolifera quando la redditività cresce in maniera eccezionale rispetto ai livelli ordinari. Non parlo dei piccoli benzinai e nemmeno di tassare il normale profitto delle imprese. Parlo di chiedere un contributo quando una crisi produce contemporaneamente costi straordinari per milioni di famiglie e margini straordinari per alcuni operatori".
❓ E come utilizzerebbe queste risorse?
"Con un principio molto semplice: la rendita prodotta dalla dipendenza dal petrolio deve finanziare l’uscita dalla dipendenza dal petrolio. Una parte delle risorse può servire a proteggere temporaneamente famiglie e imprese quando i prezzi alla p***a raggiungono livelli eccezionali. L’altra deve finanziare trasporto pubblico, mobilità sostenibile e riduzione strutturale della nostra dipendenza dai combustibili fossili. Altrimenti continueremo ogni volta a curare la febbre senza affrontare la malattia"
❓ Quindi la priorità è il trasporto pubblico?
"Assolutamente sì. Ma dobbiamo smettere di dire semplicemente “lasciate l’auto a casa”. La transizione ecologica funziona quando l’alternativa è migliore, più semplice e più conveniente. Se un autobus passa tre volte al giorno o un pendolare deve affrontare ritardi e coincidenze impossibili, non possiamo colpevolizzarlo perché utilizza l’automobile. Dobbiamo dargli un’alternativa vera".
❓ Cosa propone concretamente?
"Dobbiamo arrivare anche in Italia a un abbonamento nazionale integrato e accessibile per il trasporto pubblico locale e regionale, accompagnato però da più autobus, più treni, maggiore frequenza e collegamenti migliori. La Germania con il Deutschlandticket ha costruito un sistema semplice e riconoscibile. Noi dobbiamo pensare a un modello italiano che tenga conto soprattutto del Mezzogiorno, delle periferie e delle aree interne. Perché ridurre il prezzo dell’abbonamento serve a poco se poi l’autobus non passa".
❓ Il divario Nord-Sud resta quindi centrale?
" È fondamentale. Nel Mezzogiorno il diritto alla mobilità è ancora troppo spesso condizionato dal luogo in cui si nasce o si vive. E questo produce anche una disuguaglianza economica: chi non dispone di un trasporto pubblico efficiente è costretto a possedere un’automobile, pagare carburante, assicurazione e manutenzione. Una famiglia che deve mantenere due auto perché i genitori lavorano in luoghi diversi sostiene ogni anno migliaia di euro di costi che una rete di trasporto efficiente potrebbe ridurre. Il trasporto pubblico è quindi anche una politica contro le disuguaglianze".
❓ Lei ha criticato anche l’investimento per il Ponte sullo Stretto. Perché?
"Perché prima delle grandi opere simboliche dobbiamo chiederci quali siano le necessità quotidiane dei cittadini. Io utilizzerei quelle enormi risorse per rafforzare le reti ferroviarie, il trasporto regionale e locale, i collegamenti tra le città del Sud e le aree interne. Il Mezzogiorno ha bisogno innanzitutto di poter arrivare velocemente al Ponte, non di avere un Ponte mentre interi territori continuano ad avere collegamenti insufficienti".
❓ Ma non tutti potranno rinunciare all’automobile.
"Esattamente. E sarebbe sbagliato costruire una politica ambientale contro chi ha bisogno dell’auto. Per questo dobbiamo rendere popolare anche la mobilità elettrica. Non possiamo immaginare la transizione semplicemente sostituendo grandi automobili a benzina con grandi automobili elettriche da 40 o 50 mila euro. Servono piccole auto elettriche, leggere ed efficienti, con incentivi concentrati sui redditi medio-bassi e sulle persone che hanno realmente bisogno dell’auto per lavorare".
❓ Ci sono modelli europei che potrebbero essere replicati?
"La Francia ha sperimentato il leasing sociale dell’auto elettrica rivolto proprio alle famiglie con redditi più bassi e con necessità di mobilità per ragioni lavorative. È una strada interessante perché cambia completamente la logica degli incentivi: non bonus indistinti, ma sostegno a chi ha meno disponibilità economica e meno alternative. La transizione ecologica deve ridurre le disuguaglianze, non aumentarle."
❓ E l’elettricità necessaria per milioni di auto elettriche da dove dovrebbe arrivare?
Qui dobbiamo finalmente mettere insieme politica dei trasporti e politica energetica. Più elettrifichiamo la mobilità, più dobbiamo produrre energia da fonti rinnovabili. Pensiamo a una famiglia che produce energia con il fotovoltaico, la accumula e utilizza parte di quell’energia per ricaricare una piccola automobile elettrica. Significa ridurre contemporaneamente la bolletta e la spesa per il carburante, oltre alla dipendenza energetica del Paese.
❓ Ma questo modello rischia di favorire chi possiede una casa indipendente e può installare pannelli sul tetto.
" È proprio quello che dobbiamo evitare. Chi vive in condominio deve poter partecipare attraverso comunità energetiche e autoconsumo collettivo. E abbiamo enormi superfici già impermeabilizzate che possiamo utilizzare senza consumare altro suolo: parcheggi, stazioni, ospedali, aeroporti, depositi degli autobus, aree industriali e di servizio. Una pensilina fotovoltaica sopra un parcheggio produce energia, crea ombra e può alimentare le colonnine di ricarica. È economia circolare applicata anche alla mobilità e all’uso dello spazio."
❓ Qual è, allora, la proposta politica che porterà alla Festa dell’Unità?
" Una politica della mobilità che tenga insieme giustizia sociale e transizione ecologica. Nel breve periodo dobbiamo proteggere chi oggi è costretto a comprare benzina e gasolio. Nel medio periodo dobbiamo dare alle persone un trasporto pubblico affidabile e conveniente. E per chi continuerà ad avere bisogno dell’automobile dobbiamo rendere accessibile la mobilità elettrica, collegandola alla crescita delle rinnovabili e dell’autoproduzione."
❓ In una frase, quale dovrebbe essere l’obiettivo?
" Oggi dobbiamo proteggere chi è costretto a comprare carburante; domani dobbiamo fare in modo che abbia bisogno di comprarne sempre meno. Questa è la differenza tra rincorrere un’emergenza e costruire una politica dei trasporti. La transizione ecologica deve significare per un cittadino una cosa molto concreta: spendere meno per muoversi, avere più possibilità di scelta e dipendere meno dalle oscillazioni del prezzo del petrolio".