03/09/2026
Educare lo sguardo: undici pellicole, undici serate, undici modi diversi di raccontare il vivere civico attraverso il linguaggio del cinema. Commedie che hanno fatto sorridere e riflettere allo stesso tempo, drammi che hanno scavato nelle pieghe più dolorose della cronaca e della storia, musical capaci di trasformare la leggerezza in strumento di denuncia. Educare lo sguardo ha mescolato i generi con un unico filo conduttore, quello dei diritti, della memoria e del voler essere comunità.
Durante la rassegna cinematografica in Arco Barberio ogni proiezione è stata preceduta da una breve introduzione che ha collocato il film nel suo contesto storico e sociale ed è stata seguita da un momento di confronto con il pubblico.
I film proiettati hanno attraversato epoche e tematiche di diverse sfumature: un mosaico di storie che, messe una accanto all'altra, ha composto un vero e proprio percorso di educazione allo sguardo, appunto. Dietro l'organizzazione di ogni serata c'è stato un lavoro silenzioso ma fondamentale, quello delle volontarie e dei volontari del Servizio Civile Universale. Sono stati loro a curare la rassegna nel suo farsi quotidiano. Il loro contributo non è stato un semplice supporto tecnico, ma la linfa che ha dato corpo e vita a questo progetto, coordinato dalla responsabile Eugenia Maria Rubino. Significativo l'apporto di Elena Guglielmi, consigliera comunale con delega all'Educazione Civica, promotrice del progetto fin dalla sua prima edizione. Un impegno istituzionale che si è tradotto, sera dopo sera, in un dialogo vivo con il pubblico, che ha discusso, si è commosso e ha applaudito.
A chiudere il cartellone, martedì 2 settembre, è stato Lo Spaccone, il film di Robert Rossen che ha raccontato l'ambizione, la sconfitta e il riscatto di un giocatore di biliardo: una scelta che ha restituito, nell'ultima serata, il senso più profondo dell'intera rassegna, quello di uno sguardo che non si arrende mai davanti alla complessità della vita.
Educare lo Sguardo ha dimostrato, edizione dopo edizione, che il cinema all'aperto può essere molto più di un piacevole passatempo estivo. È diventato un laboratorio di cittadinanza diffusa.