12/05/2026
CASTELLO DI ANNONE: UN ALTRO COLPO AL NOSTRO PAESE. TAGLIATO UN TIGLIO SECOLARE IN PIAZZA STAZIONE
Complimenti all’attuale amministrazione comunale: un altro pezzo della storia di Castello di Annone se ne va, sacrificato nel silenzio generale e senza alcuna spiegazione pubblica ai cittadini.
In Piazza Stazione c’erano tre splendidi tigli secolari. Oggi ne restano due. Uno è stato abbattuto, lasciando al suo posto un ceppo e tanta amarezza.
La domanda è inevitabile: perché?
Perché è stato deciso di tagliare un albero monumentale che appariva in buone condizioni? Esiste una perizia? Un problema strutturale? Un rischio documentato? Oppure, ancora una volta, il verde viene considerato un fastidio da eliminare anziché un patrimonio da proteggere?
Perché questa amministrazione sembra avere una straordinaria facilità nel togliere, nel tagliare, nel peggiorare ciò che rende bello e vivibile il nostro paese?
Un tiglio secolare non è un palo della luce che si cambia in giornata. È storia, memoria, identità, ombra, qualità della vita. È qualcosa che appartiene alla comunità. E quando viene abbattuto, non basta raccontare che “si pianterà qualcosa di nuovo”: servono decenni, spesso oltre un secolo, per ricostruire ciò che è stato distrutto in poche ore.
Guardate la foto. Guardate quel vuoto.
Davvero qualcuno pensa che questo renda Piazza Stazione più bella?
La sensazione, purtroppo, è che Castello di Annone stia diventando sempre più brutto, più povero di verde, più povero di identità. Si taglia ciò che è storico, si impoveriscono gli spazi pubblici, e ai cittadini restano solo decisioni già prese.
E ora la domanda più inquietante: toccherà anche agli altri due tigli?
Sono già nel mirino? Dobbiamo prepararci a vedere sparire anche quelli?
L’amministrazione abbia almeno il coraggio di dire chiaramente ai cittadini: perché è stato abbattuto questo albero e quale destino attende gli altri due?
Perché il silenzio, davanti a uno scempio del genere, è ancora più grave del taglio stesso.
Castello di Annone merita rispetto. I suoi alberi secolari meritavano rispetto.