04/05/2025
QUESTIONE “FUSIONE DEI COMUNI”
Condividiamo le considerazioni del Sindaco di Castelmassa Federico Ragazzi, in merito alla questione “fusione dei comuni”.
La lista “Castelmassa Nuova” ha da sempre sostenuto che la fusione tra Comuni possa rappresentare un’opportunità concreta per rivitalizzare il territorio. Un tentativo in tal senso fu intrapreso già nel lontano 2012 ma, nonostante la grande determinazione dell’allora Amministrazione Boschini, tutto si è poi arenato. La triste realtà, però, è andata avanti, mentre noi siamo ancora fermi: ogni giorno che passa rappresenta, a mio parere, un’occasione persa per il nostro territorio.
Non posso sottrarmi dal commentare alcune “critiche” mosse sull’ipotesi di fusione.
Le peculiarità culturali delle diverse Comunità verrebbero certamente preservate: non è certo una fusione a cancellare secoli di storia. Basti pensare alla Fiera Nazionale di San Martino, che ha più di 200 anni. In questo lungo arco di tempo, Castelmassa ha cambiato forma — tra fusioni e successive divisioni — ma la Fiera continua ancora oggi a essere celebrata.
La rappresentanza democratica delle diverse Comunità all’interno del nuovo Comune verrebbe garantita dalla presenza, nel Consiglio comunale, di Cittadini provenienti da tutti i Comuni coinvolti nella fusione.
I servizi presenti sul territorio verrebbero finalmente gestiti da un unico Ente, in modo più efficace ed efficiente, nell’interesse di tutti, con indubbie economie di scala
I tanto discussi “debiti” (che tra l’altro, a partire dal 01 aprile 2026, si ridurranno del 60%), di cui tanto si parla riferendosi al Comune di Castelmassa, non sono altro che investimenti effettuati, in gran parte, per garantire servizi importanti all’intero territorio altopolesano (il distaccamento dei Vigili del Fuoco e la sede della Compagnia dei CC ne sono l’esempio più eclatante).
È evidente che si tratta di un percorso da costruire insieme, partendo dal basso, coinvolgendo la Società civile, il mondo dell’Associazionismo, del Volontariato e tutti coloro i quali ritengono che il nostro territorio non possa ridursi in luogo da cui i giovani fuggono, senza alcun tipo di prospettiva, e con un indice di vecchiaia tra i più alti del Veneto. Personalmente, sarei disposto a lasciare immediatamente il mio incarico, se questo potesse servire a raggiungere un risultato di così grande importanza per il nostro Altopolesine.