08/11/2025
Non ero presente in regione all’intervento dell’assessora Mahmoud quindi ogni mio commento è ovviamente basato solo su articoli o sul breve post dell’autrice.
Credo che l’intervento abbia due errori di fondo.
Il primo è parlare del corpo insegnante come di un gruppo insensibile ai cambiamenti della società e poco propenso alla formazione permanente.
Chi conosce almeno un po’ il mondo della scuola di Reggio e dell’intera regione sa che questa sensazione non risponde al vero.
La sensibilità e la voglia di guardare al futuro c’è. Quello che manca semmai sono gli strumenti per svolgere al meglio il proprio compito.
Il secondo è nell’idea di integrazione che ha permeato l’intervento.
Gli studenti stranieri, sempre più numerosi e da diverse parti del mondo, se vogliono avere un futuro, trovare un lavoro, vivere una vita piena e libera devono innanzitutto imparare bene e rapidamente la lingua italiana e magari anche le lingue straniere richieste dalla società e dal mondo del lavoro.
Non è una forma di disprezzo per la loro lingua d’origine. È l’unico modo per consentire loro di avere una vita piena.
(Mi ricorda la polemica di qualche decennio fa sulla salvaguardia del dialetto nelle nostre scuole).
Il nostro futuro è in Europa. E sono già anche troppe le lingue che ci dividono al nostro interno senza favorirne altre.
Infine una considerazione sullo sguardo “coloniale” che dovremmo evitare.
Credo che lo sguardo che dobbiamo avere è quello in realtà dell’uguaglianza, del dare a tutti le stesse possibilità.
Non si ottiene l’uguaglianza delle possibilità con comunità chiuse che, per scarsa conoscenza della lingua, dei diritti e degli strumenti messi a disposizione dalla nostra società restano di fatto isolate dal tessuto sociale che le circonda.