Protezione Civile Castelnuovo di Garfagnana

Protezione Civile Castelnuovo di Garfagnana Protezione Civile del Comune di Castelnuovo di Garfagnana - Profilo Ufficiale del Gruppo Volontario Comunale

Emesso dal Centro Funzionale della Regione Toscana per la Ns. area avviso di criticità così suddiviso:- Avviso di critic...
08/09/2026

Emesso dal Centro Funzionale della Regione Toscana per la Ns. area avviso di criticità così suddiviso:
- Avviso di criticità GIALLO per TEMPORALI FORTI CON RISCHIO IDROGEOLOGICO-IDRAULICO RETICOLO MINORE dalle ore 00:00 alle ore 23:59 di domani Mercoledì 09 Settembre 2026

02/09/2026

Torna a tremare la terra in Valle del Serchio. Nella notte, alle 2.40, una scossa di magnitudo 3.2. L’epicentro è stato individuato dalla Sala Ingv di Roma a 7 chilometri nord-est del comune di Coreglia Antelminelli. notizia in aggiornamento

02/09/2026
01/09/2026

IL VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE

NON È “QUELLO CON LA DIVISA”. È UNA COMPONENTE DEL SISTEMA NAZIONALE.

Quando arriva un’emergenza, spesso vediamo arrivare mezzi, divise, tende, motopompe, generatori, unità cinofile e uomini pronti a lavorare.

E qualcuno pensa:

“Sono volontari.”

Sì.

Ma essere volontari non significa essere improvvisati.

Il Codice della Protezione Civile definisce il volontario come una persona che sceglie liberamente di mettere a disposizione tempo e capacità per la comunità, acquisendo attraverso le organizzazioni la formazione e la preparazione necessarie per operare in modo efficace, integrato e consapevole.

Il volontario organizzato di Protezione Civile è parte integrante del Servizio Nazionale della Protezione Civile.

E questa differenza è fondamentale.

COSA FA LA PROTEZIONE CIVILE?

La Protezione Civile non interviene soltanto dopo un terremoto o un’alluvione.

Il Codice individua quattro grandi aree:

PREVISIONE

PREVENZIONE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO

GESTIONE DELL’EMERGENZA

SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA

La gestione dell’emergenza comprende le attività coordinate per soccorrere e assistere la popolazione colpita e ridurre l’impatto dell’evento.

Quindi il volontario può essere impegnato:

* prima dell’emergenza;
* durante l’emergenza;
* nelle attività di assistenza alla popolazione;
* nelle esercitazioni;
* nella prevenzione;
* nel ripristino delle condizioni di normalità.

MA CHI COMANDA?

Questa è una delle cose più importanti da capire.

Il volontario non arriva sulla scena e decide autonomamente cosa fare.

La Protezione Civile funziona attraverso una struttura organizzata e coordinata.

Il Codice individua come autorità di protezione civile, nei rispettivi ambiti, il Presidente del Consiglio, i Presidenti delle Regioni e Province autonome e i Sindaci. Il sistema comprende inoltre Dipartimento, Regioni, Comuni, strutture operative e altri soggetti che concorrono alle attività.

Quindi:

VOLONTARIO ≠ AUTONOMIA DECISIONALE

Il volontario opera all’interno della catena di comando e coordinamento prevista per quello scenario.

COME VIENE ATTIVATO?

Non basta decidere:

“C’è un’alluvione, prendo la divisa e parto.”

L’impiego del volontariato organizzato avviene attraverso le procedure di attivazione previste dal sistema.

Le attività autorizzate possono comportare specifici benefici previsti dagli articoli 39 e 40 del Codice della Protezione Civile.

Questo è particolarmente importante per i volontari lavoratori.

In determinate attività autorizzate sono previsti strumenti per consentire la partecipazione, compresi meccanismi di rimborso ai datori di lavoro e specifiche tutele per volontari lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Non significa che ogni uscita del volontario generi automaticamente un rimborso.

L’attività deve rientrare nelle procedure e nelle autorizzazioni previste.

PRIMA REGOLA: LA SICUREZZA

Una delle idee più pericolose è:

“Sono volontario, quindi devo essere disposto a rischiare.”

No.

Il volontario non deve essere mandato allo sbaraglio.

La normativa e gli indirizzi nazionali prevedono formazione, informazione, addestramento, DPI adeguati e controllo sanitario in relazione agli scenari e ai compiti svolti.

La sicurezza del volontario non è un optional.

È parte integrante dell’organizzazione.

NON ESISTE “UN VOLONTARIO BUONO PER TUTTO”

Questo è un altro punto fondamentale.

Un volontario formato per la logistica non diventa automaticamente:

* operatore idraulico;
* addetto antincendio boschivo;
* cinofilo;
* sommozzatore;
* operatore NBCR;
* sanitario;
* tecnico SAF;
* operatore specializzato in ricerca e soccorso.

Ogni attività richiede competenze, formazione e addestramento adeguati allo specifico scenario e al compito.

Il quadro nazionale prevede infatti indirizzi comuni sugli scenari di rischio e sui compiti dei volontari, lasciando poi a Regioni, Province autonome e organizzazioni nazionali la disciplina dei relativi percorsi formativi nei rispettivi ambiti.

ESEMPI DI SPECIALIZZAZIONE

Il mondo del volontariato di Protezione Civile comprende competenze molto diverse.

LOGISTICA

Montaggio e gestione di strutture, supporto alle aree di accoglienza, movimentazione di materiali e organizzazione dei servizi.

RISCHIO IDRAULICO

Attività legate agli scenari di alluvione e dissesto, sempre nel rispetto della formazione e delle procedure operative.

UNITÀ CINOFILE

Ricerca di persone disperse attraverso unità adeguatamente addestrate.

SOMMOZZATORI

Attività specialistiche che richiedono formazione e standard specifici.

ANTINCENDIO BOSCHIVO

Un settore nel quale esistono requisiti specifici anche per formazione, idoneità e DPI.

TELECOMUNICAZIONI

Supporto alle comunicazioni quando le infrastrutture ordinarie sono compromesse.

ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE

Accoglienza, distribuzione di beni, supporto logistico e assistenza alle persone colpite dall’emergenza.

Il Dipartimento pubblica procedure e standard specifici anche per attività come cinofilia e volontari sommozzatori.

IL DPI NON È UN ACCESSORIO

Casco.

Guanti.

Calzature adeguate.

Indumenti ad alta visibilità.

Protezione degli occhi.

Protezione respiratoria quando prevista.

E tutto ciò che è necessario in relazione allo specifico rischio.

Il principio è semplice:

prima si identifica il rischio, poi si individua la protezione adeguata.

Il volontario deve essere formato e addestrato all’utilizzo dei DPI e delle attrezzature previste per il proprio impiego.

FORMAZIONE NON SIGNIFICA SOLO CORSO

Un attestato da solo non rende operativo nessuno.

Servono:

FORMAZIONE

INFORMAZIONE

ADDESTRAMENTO

ESERCITAZIONE

La differenza è enorme.

Sapere teoricamente come funziona una motopompa non significa necessariamente essere capaci di utilizzarla in sicurezza alle tre del mattino durante un’alluvione.

Sapere cosa sia una struttura di accoglienza non significa averne mai montata una.

Per questo le esercitazioni sono fondamentali.

Il Codice considera infatti esercitazioni e attività addestrative strumenti della prevenzione non strutturale e della preparazione del sistema.

E LA SORVEGLIANZA SANITARIA?

Anche questo aspetto viene spesso dimenticato.

Il sistema prevede un controllo sanitario dei volontari e, quando le attività li espongono a determinati fattori di rischio oltre le soglie previste, l’individuazione dei volontari da sottoporre alla necessaria sorveglianza sanitaria.

Perché anche il volontario è una risorsa da proteggere.

Non un pezzo di ricambio.

COSA NON DEVE FARE?

Un buon volontario deve conoscere anche i propri limiti.

Non deve:

❌ improvvisarsi tecnico specializzato;

❌ entrare in uno scenario pericoloso senza autorizzazione e adeguata formazione;

❌ utilizzare attrezzature per le quali non è formato;

❌ ignorare i DPI;

❌ ostacolare le altre componenti operative;

❌ prendere iniziative al di fuori della catena di coordinamento;

❌ esporsi inutilmente al rischio;

❌ trasformare un intervento di Protezione Civile in un’azione individuale.

E soprattutto:

NON DEVE CONFONDERE CORAGGIO CON INCOSCIENZA.

IL VOLONTARIO NON SOSTITUISCE TUTTI

Questo concetto è altrettanto importante.

La Protezione Civile è un sistema integrato.

Vigili del Fuoco.

Forze dell’Ordine.

118 e sistema sanitario.

Forze Armate quando coinvolte.

Soccorso Alpino.

Comuni.

Regioni.

Dipartimento.

Volontariato organizzato.

Altre strutture e componenti operative.

Ognuno ha competenze e responsabilità differenti.

Il volontario non deve fare il lavoro degli altri.

Deve fare bene il proprio.

Ed è proprio l’integrazione delle competenze che permette al sistema di funzionare.

E QUANDO L’EMERGENZA FINISCE?

Il lavoro non necessariamente finisce quando viene tolta l’emergenza.

Il superamento dell’emergenza comprende attività coordinate per ripristinare i servizi essenziali, rimuovere gli ostacoli alla ripresa della normalità e ridurre il rischio residuo.

E anche qui il volontariato può essere una risorsa fondamentale.

IL VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE NON È GRATIS

Anche se presta gratuitamente il proprio tempo.

Ci sono:

* mezzi;
* carburante;
* manutenzione;
* assicurazioni;
* DPI;
* formazione;
* attrezzature;
* comunicazioni;
* strutture;
* logistica;
* esercitazioni.

E in caso di attività autorizzate esistono specifici meccanismi di rimborso e benefici previsti dalla normativa.

Quindi la frase corretta non è:

“Il volontario non costa niente.”

La frase corretta è:

IL VOLONTARIO NON VIENE PAGATO PER IL TEMPO CHE DONA.

Ed è una differenza enorme.

ALLA FINE RIMANE UNA COSA

Il volontario di Protezione Civile non è un eroe mandato allo sbaraglio.

Non è un dipendente gratuito.

Non è una persona con una divisa che corre dove gli altri non vogliono andare.

È una persona che sceglie liberamente di mettere tempo, capacità, formazione e disponibilità al servizio della comunità, dentro un sistema organizzato.

E proprio perché è volontario, il sistema ha il dovere di formarlo, coordinarlo e proteggerlo.

Perché dietro quella divisa c’è una persona.

Una persona che quando parte per un’emergenza lascia a casa una famiglia, un lavoro, una vita.

E va dove qualcuno ha bisogno.

VOLONTARIATO NON SIGNIFICA IMPROVVISAZIONE.

SIGNIFICA GRATUITÀ DEL TEMPO, NON GRATUITÀ DELLA PROFESSIONALITÀ.

FORMAZIONE. ORGANIZZAZIONE. SICUREZZA. RESPONSABILITÀ.

QUESTO È IL VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE.

Fonti principali

* Dipartimento della Protezione Civile – Codice della Protezione Civile, D.Lgs. 1/2018⁠
* Dipartimento della Protezione Civile – Decreto 12 gennaio 2012: scenari di rischio, formazione, DPI e sorveglianza sanitaria⁠
* Dipartimento della Protezione Civile – Procedure per i rimborsi⁠
* Direttiva 24 febbraio 2020 – rimborsi e benefici per volontari e organizzazioni⁠
* Dipartimento della Protezione Civile – Procedure e indicazioni per il volontariato⁠
* Normattiva – D.Lgs. 1/2018, art. 39⁠

Indirizzo

Località Orto Murato
Castelnuovo Di Garfagnana
55032

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