Tataratà

Tataratà Gruppo folkloristico armato, unico nel suo genere.
92025 Casteltermini (Ag) Sicilia, Italia. http://www.youtube.com/user/afctatarata

Del Tataratà la prima testimonianza è un atto del 17 agosto 1685 dato a Casteltermini dal notaro A. Chiarelli e trovato dal Di Giovanni. Di esso molti hanno tentato una spiegazione e taluni anche in modo palesemente assurdo. Alcuni l'hanno creduto una danza di spatolatori di lino, altri un tripudio di schiavi liberati. Il Pitrè, nella sua opera: "Spettacoli e feste popolari siciliane", dopo aver d

ato una descrizione della Festa di Santa Croce in Casteltermini fornitagli dal Di Giovanni ed avere parlato del Tataratà, dice: "In tutto questo spettacolo vuolsi vedere una allusione all'invenzione della Croce per opera di Costantino, E' un antico ludo non nato certamente a Casteltermini, che è paese formato da pochi secoli, ma a Casteltermini venuto da qualcuno dei paesi ad esso vicini e dai quali si partì il grosso de' siciliani che andavano a colonizzare quella terra". Nell'altra sua opera: "Feste patronali in Sicilia", definisce il gruppo del Tataratà "...corpo degli spazzatori di lino che, camuffati da turchi o ebrei, non una ma due sciabole impugnano ed hanno un capo che fa da re a cui circondano ministri, dottori e l'immancabile segretario. A codesto re tutti fanno ad ogni piè sospinto inchini e salamelecchi...". Ma più avanti, parlando deglim spettacoli commemorativi di combattimenti arabo-normanni e di rappresentazioni mute, così si esrpime: "...e forse non andremmo lontani dal vero se volessimo associare a quasti anche il Tataratà di Casteltermini". Ai tempi del Pitré gli studi etnografici non avevano ancora assunto un carattere scientifico e, mentre ferveva l'opera di raccolta e valorizzazione delle tradizioni popolari, di cui lo stesso Pitré fu insuperabile maestro, il problema esegetico connesso con i fatti del folklore fu affrontato e risolto in tempi successivi, quando si pervenne al fondamentale risultato che qualunque forma di rappresentazione, sia essa teatrale o no, come qualunque festa, ha avuto all'origine carattere sacro ed è nata nel mondo ritualistico delle religioni pagane come rito propiziatorio o di rinnovamento. Sfuggì pertanto al Pitré il vero significato del Tataratà e non poteva essere altrimenti. Chi invece individuò perfettamente la moresca del Tataratà, e in essa la primitiva danza propiziatoria della fecondità, è stato il Toschi il quale, parlando delle innumerevoli manifestazioni folkloristiche d'Italia, così si esprime:
"Elementi più arcaici conserva il Tataratà di Casteltermini...Siamo davanti ad una rappresentazione a tema agonistico la cui struttura è costituita dalla moresca... Quei soldati che hanno per copricapo una corona di fiori, quel Re ed il suo seguito, tra cui il medico di corte, e soprattutto quella danza armata eseguita a piccoli salti, ricordano aspetti e personaggi delle feste primaverili e forme coreutiche nelle quali tracce di riti agresti sono ben visibili"
E se, la storicizzazione della primitiva danza, il vero significato propiziatorio del combattimento è scomparso dalla coscienza di tutti, basta quel serto di fiori sul capo dei duellanti, i quali combattono infatti con la testa " ammajata", a garantire l'origine pagana di un rito di primavera sopravvissuto con la Croce nelle nostre campagne fino all'avvento dei Normanni e storicizzatosi allora nella forma della moresca, nella quale è giunto fino a noi. Per questo la Croce e il Tataratà formano un binomio inscindibile i cui due termini si spiegano e si valorizzano a vicenda ed ancora oggi trovano giusta collocazione in quella festa straordinaria che ogni IV domenica di maggio fa miracolosamente rivivere quei fasti plurimillenari che le diedero origine.

Indirizzo

Piazza Duomo
Casteltermini
92025

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