22/06/2026
L'Anteprima di Terra Madre a Tropea (che si è appena conclusa ieri, 21 giugno 2026) è andata benissimo ed è stata un grandissimo successo di pubblico e di critica. L'evento ha trasformato il centro storico della "Perla del Tirreno" in un enorme mercato all'aperto, accogliendo oltre 150 produttori della rete Slow Food. È stato definito dalle istituzioni e dalla stampa come il "coronamento di una strategia vincente" e il simbolo di un Sud che fa rete per il riscatto agroalimentare, posizionando la Calabria come vero hotspot della biodiversità mediterranea.
Il ruolo chiave dei GAL (Gruppi di Azione Locale) I GAL calabresi sono stati il vero motore narrativo e gastronomico della tre giorni. Il loro quartier generale è stato Piazza Vittorio Veneto, dove hanno organizzato—in stretta collaborazione con l'Alleanza Slow Food dei Cuochi—un palinsesto continuo di show cooking tematici.
Invece di limitarsi a esporre i prodotti sui banchi, i vari GAL hanno permesso al pubblico di assaporare le materie prime trasformate in piatti d'autore, raccontando storie di recupero agricolo e tutela dei paesaggi attraverso il cibo.
Il ruolo da protagonista del GAL Pollino Il GAL Pollino ha avuto un ruolo di primissimo piano nell'evento, lavorando in stretta sinergia con la vivacissima Condotta Slow Food Magna Graecia-Pollino.
Il GAL pollino ha sostenuto il potenziamento della microfiliera della Cipolla Bianca di Castrovillari con la pubblicazione di ben 2 bandi finanziando complessivamente 7 aziende ed attivando investimenti complessivi per € 358.047,88, altre a due edizioni del festival della Cipolla di Castrovillari.
Gli investimenti hanno riguardato sia l’ammodernamento delle aziende con nuove attrezzature oltre a ad opere strutturali per la creazione di laboratori di trasformazione e lavorazione.
Il loro momento clou è stato lo show cooking di sabato 20 giugno alle ore 21:00. In questa occasione, supportati dai cuochi dell'Alleanza, hanno portato in piazza alcune delle eccellenze agroalimentari più identitarie del vostro territorio, puntando i riflettori su prodotti di assoluta nicchia:
- La Cipolla Bianca di Castrovillari: Un Presidio Slow Food cruciale per il GAL Pollino, che da tempo ne supporta il rilancio e la semina anche attraverso bandi di finanziamento specifici (e che sarà presto celebrata anche da una festa De.Co. in città).
- L'Origano del Pollino: Un'eccellenza aromatica selvatica e coltivata, simbolo dei profumi del Parco Nazionale.
- Il Moscato Passito al Governo di Saracena: Un altro storico Presidio Slow Food supportato dal GAL, eccellenza enologica da meditazione rinomata in tutta Italia.
- Il Fagiolo Poverello Bianco è un vero e proprio miracolo di archeologia arborea e biodiversità contadina. Questo ecotipo locale di Phaseolus vulgaris rappresenta l'anima più autentica del Parco Nazionale del Pollino, coltivato principalmente nei territori montani di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello, sul versante calabrese del massiccio.
L'Identikit: Come riconoscerlo
L'Aspetto: Il seme è di dimensioni medio-grandi, di forma ovoidale (quasi tondeggiante). Il colore è un bianco candido, opaco e privo di qualsiasi venatura o screziatura.
La Buccia "Invisibile": Questo è il suo vero segreto gastronomico. Ha una buccia finissima, quasi inconsistente. Durante la cottura non si stacca dal corpo del fagiolo (evitando quell'effetto fastidioso tipico di molti legumi commerciali) e si scioglie letteralmente in bocca.
Alta Digeribilità: Proprio grazie alla quasi totale assenza di buccia coriacea, è un fagiolo incredibilmente digeribile che non causa i classici problemi di gonfiore addominale.
La Consistenza: Al palato risulta estremamente cremoso, pastoso e con una nota dolce e delicata che ricorda la castagna fresca.
Il Poverello è un fagiolo "di montagna" che esige un microclima specifico: l'aria fresca delle altitudini del Pollino e la purezza delle acque di sorgente.
Il Presidio Slow Food (sostenuto fortemente dall'Ente Parco del Pollino e dall'ARSAC, l'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese) è nato con un obiettivo preciso: evitare l'estinzione genetica di questa varietà e strutturare una microeconomia locale sostenibile.
Oggi il disciplinare di produzione vieta rigorosamente l'uso di diserbanti chimici e pesticidi invasivi. Acquistare il Fagiolo Poverello significa sostenere una rete di giovani agricoltori che hanno deciso di restare sul territorio, garantendo una remunerazione equa per un lavoro interamente manuale ed eroico.
Sono stati altresì fatti degustare oltre ai prodotti del presidio, anche altre specialità del territorio, dai numerosi produttori presenti all’evento, quale il tartufo del Pollino, l’aglio fermentato di Laino, lo zafferano, i vini e gli spumanti del territorio, a volte impreziositi da essenze aromatiche e officinali che caratterizzano uno degli scrigni botanici più ricchi d’Europa, il Pollino appunto, che da solo rappresenta 1/3 della biodiversità italiana.
È stata dunque un’ottima vetrina che ha dimostrato come la sinergia tra il GAL, i giovani agricoltori e la rete Slow Food stia dando frutti concreti nel preservare queste micro-filiere.