Osservatorio Urbano e Laboratorio Politico per Catania

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Della serie: I quaderni di San Berillo. E oltre                                           (Dialoghi con Peppininu do Fur...
29/03/2026

Della serie: I quaderni di San Berillo. E oltre (Dialoghi con Peppininu do Furtinu)
Mercoledì,1 aprile 2026 Via Crucis di San Berillo
Peppininu: - Sintiti Sintiti Sintiti! Viniti Viniti Viniti! Curriti Curriti Curriti!"
'A Cucca do Quarteri: - Ma-cchi è, 'mpare...mancu 'u tempu?
Peppininu: - Jornu Uno d'Aprili, Via Crucisi di San Berillu..
'A Cucca: -Jornu... Unu? Unu d'Aprili?
Peppininu: -Seh... Jornu Unu d'Aprili..picchì?
'A Cucca: -Ancora fa friiiiddu! C'è capaci ca bi chiovi d'in coddu... E appoi... Jornu unu, sghezzu d'Aprili! Booh...ma-cchi faciti 'nta 'ssa cresia..!
Peppininu: - Chiesa Crucifissu di la Bona Morti...
'A Cucca: - Comu comu comu? ...di la Bona Morti? A-ppostu semu, tuccamu ferru, facemucci 'i scunciuri... E cu' ci avissa a veniri 'nta 'ssa Via Crucisi?"
Peppininu: - Dâ Chiazza Farconi, ancuminciannu dê quattru e-mmenza...
'A Cucca: - Ma... e ccu' si susi ê quattru e-mmenza? Ahhhh... accanuvoti tutti chiddi ca stânu stinnicchiati sutta l'Archi dâ Marina... o-nnunca ss'autri...chiddi ca s'â fânu curcati a-ccà-ssutta... Viri cchi bedda cumpagnia... Aspetta a-mmia!
Peppininu: - Anzemula cco Viscuvu...
'A Cucca: - Macari 'u Viscuvu! ma non n'avi a cchi fari 'ssu Viscuvu?
Peppininu: - ... anzemi ê cristiani di l'autri riliggioni...
'A Cucca: - Ma-cchi ci 'ncucchi? ma tu 'u sai cu su' 'i chistiani? o su' chistiani o su' di l'autri riliggioni!
Peppininu: - Anzemi ccu l'Imammi dâ Moschea...
'A Cucca: - 'I mammi? â casa 'i mammi!... tutti 'ssi fimmini... e, appoi...ma cchi è 'ssa mu**hia? ni mancavunu mu**hi, mu**hitti, pulici, zicchi e zampalè! 'u Diddittì ci voli...'u Diddittì ppi sdirrignalli a tutti!
Peppininu: - ... l'associazzioni... 'a genti ca ci sta e ca ci campa a San Berillu...
'A Cucca: - E ddocu iù ti vuleva! stai tranquillu ca chiddi giusti... chiddi-bboni... chiddi dê palazzini, dê necozzii e dê banchi canciunu strata 'u primu d'aprili...
Peppininu: - ... tanti e tanti ca ci venunu di fora...
'A Cucca: - ...ma a cu' ci spercia di calari jornu unu, ppi 'n tintu sghezzu d'Aprili, a San Berillu... a-mmenzu ê latri e 'i buttani, cchê drocati e 'i sfacinnati? V'avissa a chioviri a sdilluviu!
Peppininu: - E su chiovi... voli diri ca è ppi binirizzioni e facemu tutti 'i Stazzioni intra...
'A Cucca: - Stazzioni? bravu! bravu! vo' itavinni â stazzioni... d'accussì... finammenti v'attaccunu!
Peppininu: - 'Mpare...su ci vo' veniri, ci veni... e s'annunca...
'A Cucca: - ... s'annunca-cchi?
Peppininu: - ... e s'annunca... fora 'i cucchi!

27/03/2026

Della serie: I quaderni di San Berillo. E oltre
Cari Amici, la posta in palio è alta. Molto. Anzi, estrema. Qui c’è in gioco l’Orizzonte. Come per una migrazione biblica…Perciò dedico queste righe ai Visionari del Movimento Rete in Strada di Catania, che si ostinano a dare voce e visibilità, vero rispetto a donne e uomini che sopravvivono e vivono per strada, in diverse parti della Città: senza casa, senza riparo, esposti a qualsiasi rischio, alla perdita della sicurezza, della salute, della stessa dignità di esseri umani…
Il respiro della Terra
La prima volta ci siamo conosciuti all’angolo tra via delle Finanze e via Carro. Quasi ogni settimana (ma dovrei farlo tutti i giorni) torno a San Berillo Vecchio, in cerca di amici di cui non ho notizia da un po’. E mi capita di conoscerne altri. La maggior parte delle mie conoscenze risale ai due anni trascorsi, sabato dopo sabato, una stagione dopo l’altra, ad arbitrare partitelle di calcio e, poi, a suonare e cantare e ballare insieme, per le stradine, per qualche ora di spensieratezza e condivisione, dentro una bolla di serenità e di reciproca fiducia. A prima vista solo un ghetto per drogati e spacciatori, giovani migranti irregolari e reietti, fatalmente calamitati dall’antico, irredimibile quartiere “a luci rosse”, ormai in via di gentrificazione. Eppure, per altri versi, paradossalmente, anche occasione di comunità. Il primo impatto è stato di diffidenza. “Ciao! Come stai? Come ti chiami?”… “Sto bene, non ho bisogno. Niente nome..”. Per lui potevo essere un curioso, ‘mpaccidderi, o qualcuno in cerca di avventure. O altro. “Io mi chiamo Nino e vengo qui da un po’. Giocavamo a calcio in via Buda e a calcetto in via Carro… Tu lo sai che è rinata la squadra della San Berillo?”. Lui continua a guardarmi con sospetto, ma la storia delle partitelle a “calcio” lo spiazza e gli fa abbassare le difese. “A te piace il calcio? giochi?”. “Sì…”. “Ma davvero? E posso chiederti in che ruolo?”. “Io portiere.” “ Portiere? Ma veramente? Ma lo sai che in questo momento la San Berillo cerca portieri?”. “Portiere a Scordia.” “Come? cosa? Ma tu lo sai che a Scordia ho lavorato per tanto tempo e conosco molte persone, ho tanti amici anche là?...I giocatori della San Berillo si allenano la domenica pomeriggio a Piazza Carlo Alberto…”. “Dove piazza?”. “Alla fiera!...se ci diamo appuntamento, ti faccio conoscere allenatore, dirigenti e compagni di squadra…”. Ora il mio interlocutore misterioso si è un po’ sciolto rispetto a prima. “E se te lo chiedo adesso?”. “Zaccaria..”. La “Z” è dolce, come quella del ronzio delle zanzare, o come Zio di Zio and Brò! “Zaccaria… Gambia?”. “No. Burkina…”. Gli propongo una passeggiatina nei paraggi. Accetta dopo qualche titubanza. Ci incamminiamo e, ghiotto come sempre di musica africana e generi consimili, gli chiedo di canticchiarmi una canzone. Siamo arrivati a Piazza Majorana, al’altezza del monumento a Giovanni Formisano, l’autore di “E vui durmiti ancora”. Un attimo di smarrimento o di ripensamento. Boh…Zaccaria si gira bruscamente e senza preavviso cambia direzione, torna indietro. In pratica, se ne va. “Ma…Zaccaria…che succede? Ti aspetto?”. Brontola qualcosa in moorè (moorè? forse…in Burkina – onesto, ah, leggo da wikipedia- ci sono almeno 66 lingue indigene…66!!! E vabbè, di che ti meravigli? Pensa che già, da noi, solo solo tra Catania, Belpasso, Adrano, Paternò…e via di seguito, si parlano varianti formidabili e distintive!) e tira dritto in direzione dei vicoli di San Berillo. Mi rassegno. Anzi no. Gli vado dietro, senza correre, ma comunque sulle sue tracce, da buon segugio. Si è perso. Io no. Intuisco e accelero. “Josefa, hai visto passare un ragazzo africano così e così?”. Lei non se ne è accorta, ma Zaccaria non può che essere passato per di là. E ora fila in via De Curtis. Eccolo! Vedo che incrocia un altro giovane africano, tipo eritreo, più alto e segaligno. Quello alto gli porge qualcosa, gli mette in mano non so che. “Zaccaria…”. Neanche si gira. Riparte, direzione Piazza Stesicoro. Devo essere io a suscitare queste fughe (…mio fratello mi dice che alla Piana, dai miei nonni, quand’ero proprio piccino, Cumpari Giuvanni, altro massaro di epoca e identità verghiana, appena arrivavo, si congedava in fretta dal nonno e se la scappottava…ma perché?). Con discreta discrezione gli grido: “Zaccaria… Ti aspetto!”. Deve essergli suonata quasi come una minaccia, a usu “T’aspettu fora…”. Rinuncio all’inseguimento. Ma solo per quel giorno. Il giorno appresso torno alla carica. Alcuni amici dei vicoli mi assicurano che potrei trovarlo al “24”, in via di San Giuliano. Numero 24? Ma dove sarebbe il numero 24? Chiedo alle Operatrici di “Penelope”. Clo (Clo Redana) mi dice: “Sì! Un po’ più in là, c’è sempre aperta una stanzetta con le macchinette per caffè e bevande.”… Ventiquattr’ore! Arrivo sul posto. Entro. In un angolo, coperto completamente, da capo a piedi, qualcuno se ne sta disteso. “Zaccaria?”. La mummia bofonchia qualcosa, credo in moorè. “Zaccaria, sono Nino, quello delle partite… ieri te ne sei andato senza nemmeno salutarmi. Ma perché? Hai mangiato? Hai bisogno?”. “Mangiato. Io sempre trovo mangiare. Non bisogno niente. A San Berillo nessuno aiuta…”. Su questo avrei qualcosa da replicare, ma evito di indisporlo e di controbbattere. In fondo sono io a disturbarlo in un momento di riposo. Taccio e gli metto una mano sulla spalla. Lui, serio serio, a capo sempre coperto, mi fa: “Tu senti il respiro della Terra?”…Bella domanda…non so che rispondere. Forse sì! Però…se dico sì, che gran presunzione la mia... Lui incalza: “Tu senti il dolore della Terra?”. E daje… “Forse sì, qualche volta, magari se faccio molto silenzio dentro di me…”. Non gli basta e mi allunga l’ultimo upper cut, decisamente da KO. “E tu senti il dolore degli altri?”. Faccio un attimo di silenzio, ma poi, con la mia faccia tosta, replico: “Forse sì!”. E come un mantra, ripeto: “Forse sì, se faccio spazio dentro di me…”. Zaccaria scopre il viso. Si toglie la coperta gialla a strie nere, e si rialza. Appallottola la coperta dentro un sacco di plastica, e mi dice di andare con lui lì di fronte, a recuperare 10 euro da un distributore automatico di si*****te, di fianco a una tabaccheria. E’ sicuro che la telecamera di sorveglianza lo ha inquadrato stanotte, verso le 2. Però…niente si*****te, niente ricevuta, niente soldi. Certuni restano invisibili, anche all’occhio vigile di una telecamera per strada. Rientriamo a San Berillo, da via Buda. Ci salutiamo e ci rimandiamo al prossimo appuntamento. Mi porto domande antiche, ancestrali…come strali diretti al cuore. “Tu…senti… il respiro…della Terra?”. Io…e voi?
P.S. E ora… tutti in cerca di Tania!

29/11/2025

San Berillo calcio ❤️

23/06/2025

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San Berillo
Catania
95125

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