Ecologia Politica - Catania

Ecologia Politica - Catania Collettivo di Ecologia Politica di Catania.

L'ecologia politica intende affrontare il rapporto catastrofico tra l’attuale modello economico-sociale e l’ambiente.

15/02/2022
In questi giorni il sindaco di Palermo e presidente dell'ANCI Sicilia ha firmato un protocollo di intesa per la sostenib...
20/12/2021

In questi giorni il sindaco di Palermo e presidente dell'ANCI Sicilia ha firmato un protocollo di intesa per la sostenibilità ambientale con l'azienda che più è responsabile dell'inquinamento ambientale in Sicilia: Eni.
A Palermo oggi il collettivo di Ecologia Politica - Palermo e altre realtà che si occupano della difesa ambientale cominciano un percorso di opposizione alla delega della conversione alla sostenibilità ambientale alla multinazionale che ha prodotto negli ultimi 50 anni solo ecomostri.

❗️Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: Eni è sinonimo di inquinamento, miseria e morte.

08/12/2021

☠️IL COMUNE DI PALERMO FIRMA UN PROTOCOLLO CON ENI SULLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

«La riduzione delle emissioni, la tutela dell’ambiente cittadino e la gestione dei rifiuti urbani deve guidare le nostre politiche pubbliche. Un protocollo, quello firmato oggi con ANCI ed Eni volto a promuovere i concetti base della economia circolare attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti sociali, economiche e culturali della Città di Palermo». Con queste parole il sindaco Orlando e l'assessore Marino presentano la buona notizia.

No, non è una barzelletta, il Comune di Palermo ha davvero firmato un accordo con Anci Sicilia e ENI su Ambiente, rifiuti e mobilità. Il protocollo punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi dell'economia circolare e della sostenibilità ambientale, anche dal punto di vista della gestione dei rifiuti e dell'energia.

Leoluca Orlando, per sensibilizzare i cittadini e le cittadine sulla sostenibilità ambientale, interpella una delle più grandi compagnie mortifere del mondo, responsabile dei peggiori disastri socio-ecologici, sia nella nostra isola che nel resto del pianeta. Eni punta a rifarsi di verde la faccia per accedere ai miliardi per la riconversione green; e la politica istituzionale - dando vita a teatrini tragicomici - gli spiana la strada.

Orlando ritiri subito questo accordo!!

In queste ore la Sicilia orientale è in ginocchio a causa di un ciclone che da qualche giorno sta investendo la provinci...
27/10/2021

In queste ore la Sicilia orientale è in ginocchio a causa di un ciclone che da qualche giorno sta investendo la provincia di Catania. Si contano già le vittime: tre morti, due uomini e una donna.

Le strade di Catania si sono trasformate in fiumi in piena, le piazze in laghi; nelle campagne gran parte dei raccolti sono andati persi.
Eventi gestiti come emergenze, ma che di eccezionale ormai non hanno nulla. Sono infatti il manifestarsi della crisi climatica in atto. Il clima dei territori mediterranei si sta trasformando: assistiamo a una tropicizzazione del clima, con estati roventi - caratterizzate da ondate di incendi incontrollabili - e inverni con precipitazioni violentissime.

Tra le concause dei danni che Catania ha subito c'è poi la cementificazione selvaggia, accompagnata da una mancata azione di messa in sicurezza dei territori. La città etnea detiene il record per cementificazione in Sicilia; in un anno sono spariti 106 ettari di suolo assorbente.

Crisi ecologica da un lato e incuria da parte delle amministrazioni nazionali, regionali e locali dall'altro. Incuria dietro la quale si nasconde la volontà di non mettere in discussione il modello di produzione e di non intaccare gli interessi di chi specula da anni sui territori. Non si spiega altrimenti il dibattito eterno sull'inserimento, tra i progetti del Pnrr, del Ponte sullo Stretto; e l'assenza quasi assoluta di capitoli di spesa dedicati alla messa in sicurezza dei territori, evidentemente considerata non prioritaria.

Serve pretendere adesso azioni concrete, messa in sicurezza dei territori, bonifiche e manutenzione. Non possiamo più perdere tempo. Giustizia climatica è giustizia sociale!

17/09/2021

Dal Collettivo Umberto
Negli ultimi due anni le studentesse e gli studenti hanno imposto il tema della crisi climatica nel dibattito pubblico. Scioperi, azioni, iniziative, dibattiti.
Centinaia di morti per il caldo, alluvioni, inondazioni, siccità, aumento delle temperature; la crisi climatica è qui e adesso. Anche quest'anno non intendiamo lasciare che il nostro futuro venga sacrificato in nome del profitto! Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un'assemblea studentesca in occasione del Global strike per il clima.
📣 Il 24 settembre alle 15:30 al Liceo Umberto, in palestra esterna.
🧑🏻‍🏫 Intervengono il prof. Siragusa e Clara Pipitone di
⚡Nni viriamu dda

📍CAMPEGGIO DI ECOLOGIA POLITICA.📆28 LUGLIO🌱SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO: RIPENSARE LE PRATICHE DI PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE...
16/07/2021

📍CAMPEGGIO DI ECOLOGIA POLITICA.
📆28 LUGLIO
🌱SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO: RIPENSARE LE PRATICHE DI PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E CONSUMO DEL CIBO

Le dinamiche di produzione, vendita e consumo del cibo sono centrali per il funzionamento del capitalismo e stabiliscono uno specifico ordine sociale, ormai determinato dalle grandi catene di produzione e dalle grandi corporation. Il cibo è al centro delle diseguaglianze globali: la sua produzione, la distribuzione, i mercati, i processi che lo hanno portato dentro il sistema finanziario, tutte le componenti della filiera determinano carestie periodiche, migrazioni, crisi ecologiche e sanitarie. La variazione nel suo costo espone costantemente al rischio di povertà milioni di persone e determina nuove gerarchie sociali.
Il cibo che mangiamo è il risultato di una catena di sfruttamento del lavoro umano e non umano, dello sfruttamento delle risorse, della violenza sistemica. Tutta la catena di produzione e distribuzione del cibo ha inoltre un impatto enorme sulla crisi ecologica e su quella climatica, causa la desertificazione di aree enormi, causa crisi ecologiche di enorme portata, comporta l’aumento delle emissioni di gas serra (CO2 e metano).
Confrontandoci con diverse esperienze di lotta, ci chiederemo dunque come ripensare le pratiche di produzione, diffusione e consumo del cibo, come sostenere le pratiche che sono in aperto conflitto con quelle della grande distribuzione organizzata e delle catene globali di produzione. Ci chiederemo come sostenere le forme alternative di produzione. Ragioneremo su come produrre un cibo che sia al centro di relazioni solidaristiche, che sia il risultato delle pratiche di lotta e l’espressione di nuovi modelli di comunità.

📍CAMPEGGIO DI ECOLOGIA POLITICA.📆27 LUGLIO ♀️ECOLOGIA POLITICA E FEMMINISMISGUARDI CRITICI SUL PRESENTELe esperienze di ...
15/07/2021

📍CAMPEGGIO DI ECOLOGIA POLITICA.
📆27 LUGLIO
♀️ECOLOGIA POLITICA E FEMMINISMI
SGUARDI CRITICI SUL PRESENTE

Le esperienze di lotta transfemminista e per la giustizia ambientale ci insegnano come abbandonare il modo dualistico e monodimensionale di pensare e agire, a partire dall’importanza della riflessione sulle pratiche, dalla considerazione che le pratiche mutano e trasformano le teorie, abbassano le pretese di astrazione tipiche della modernità, ridefiniscono le relazioni tra umano ed extra-umano. Un confronto continuo e costruttivo realizzato attraverso le pratiche di lotta è fondamentale per opporsi all'espropriazione della nostra felicità da parte di un sistema al suo massimo grado storico di contraddizione e ferocia.

In questo senso il concetto di riproduzione è fondamentale, il capitale sfrutta e si appropria del lavoro gratuito delle donne per la riproduzione della forza lavoro, è la sua base per rigenerarsi e realizzare accumulazione. Vi è un parallelismo in questo senso tra corpi e territori; il capitalismo sfrutta, devasta, saccheggia e mette in atto pratiche estrattiviste come se le risorse fossero gratuite e infinite, tanto quanto il lavoro senza fine e non pagato delle donne, a cui esso attinge per riprodursi.

Durante questa serata di confronto esploreremo insieme in una tavola rotonda i presupposti dell’incontro tra il pensiero femminista e quello ecologico a partire dall’esperienza della lotta No Tav e della sua interazione con i movimenti transnazionali.
L’incontro partirà da due domande:
• Quali strumenti ci fornisce l’interazione tra ecologia politica e femminismi per capire e affrontare la crisi che attraversa le società, l'economia e le nostre vite?
• Come si possono superare alcune categorie imposte dalle varie forme di potere e costruire un nostro percorso di ricomposizione di piani rappresentati come differenti, come personale e politico, sfera produttiva e riproduttiva, natura e tecnologia, specie umana e biosfera?

🔴NOVARA: UCCISO UN OPERAIO DURANTE UN PICCHETTO. È STATO INVESTITO DA UN CAMION In seguito all'uccisione di Adil, coordi...
18/06/2021

🔴NOVARA: UCCISO UN OPERAIO DURANTE UN PICCHETTO. È STATO INVESTITO DA UN CAMION

In seguito all'uccisione di Adil, coordinatore del Sicobas di Novara, investito brutalmente in un picchetto, come componenti della rete di Ecologia Politica vogliamo esprimere la nostra rabbia e la nostra solidarietà dopo l'ennesimo caso di violenza padronale su operai in lotta.

Abbiamo più volte affermato l'importanza di costruire un percorso collettivo in cui le esperienze di lotta per la trasformazione del sistema sociale possano sostenersi a vicenda.
Consideriamo ad esempio la giustizia climatica e quella ambientale, il superamento del patriarcato, la liberazione dallo sfruttamento del lavoro capitalista come parti della stessa lotta.
Il nostro percorso passa attraverso la solidarietà attiva nei confronti di chi subisce in modo diretto le forme di repressione più dura, soprattutto in una fase in cui la crisi porta alla luce le modalità più violente di esercizio dello sfruttamento del lavoro.
Siamo dunque al fianco di chi oggi sciopera, di chi domani manifesta, e di chiunque si difenda e lotti affinché la violenza padronale venga cancellata per sempre.

🔥È DISPONIBILE IL PRIMO LIBRO DI ECOLOGIA POLITICA NETWORK🔥🌹 Presto news sulle presentazioni!! 👉 DIALOGHI SULLA PANDEMIA...
10/06/2021

🔥È DISPONIBILE IL PRIMO LIBRO DI ECOLOGIA POLITICA NETWORK🔥

🌹 Presto news sulle presentazioni!!

👉 DIALOGHI SULLA PANDEMIA
Crisi, riproduzione, lotte

La crisi pandemica non è stata casuale, è stata, al contrario, provocata da un sistema predatorio che sta prosciugando, distruggendo e alterando la vita e le relazioni tra esseri viventi. L’aria che respiriamo è contaminata da elementi dannosi per la salute prodotti dalle industrie, dai trasporti, dalle combustioni e anche dagli allevamenti intensivi. Proprio questi ultimi sembrano tra i maggiori veicoli dei virus. Allo stesso modo lo stare a casa non ha significato e non significa per tuttə la stessa cosa. La reazione a catena delle crisi dentro le crisi non si ferma, ogni livello coinvolge l’altro. Il capitalismo basa il proprio funzionamento sul modello colonialista perpetuato da corporation che si impossessano delle risorse dei territori, specialmente dei paesi resi più poveri. Chi investe sull’agroindustria, sulle monocolture e sull’allevamento intensivo tenta di costruire un nuovo monopolio alimentare, aumentando a dismisura la pressione sulla biosfera e contribuendo in modo sostanziale ai salti di specie dei virus, alla diffusione di agenti patogeni, all’aumento incontrollato delle malattie, alla scomparsa di interi ecosistemi.
Questo volume raccoglie una serie di riflessioni sulla pandemia, la cura, il corpo, la giustizia climatica, la crisi ecologica. Gli strumenti dell’ecologia politica sono stati ciò di cui ci siamo volutə dotare per analizzare meglio il processo in corso e capire come confrontarci con il presente, provando a costruire un dialogo aperto tra saperi differenti e pratiche di lotta.

ECOLOGIA POLITICA NETWORK: È una rete di compagnə, uno spazio di discussione e dibattito sulla questione ecologica e sulle alternative al capitalismo, un insieme di realtà che ha cercato di costruire un dialogo proficuo con i movimenti globali per la giustizia climatica e con le esperienze di lotta nate dai conflitti ambientali. Dal confronto su queste questioni e dalla loro contaminazione con altre tematiche come quelle femministe e transfemministe, sono nati, disseminati in tutta Italia, laboratori e collettivi di Ecologia Politica, dentro cui si è costruito un dialogo aperto – tuttora in aggiornamento – che è partito dall’analisi dei casi in cui la violenza della crisi ecologica è più evidente. Ciò a cui ambisce la rete è di dotarsi di strumenti nuovi, immaginare pratiche e percorsi autonomi di liberazione, per rappresentare una voce collettiva e radicale sulla questione ecologica e sociale, ragionare sul modo in cui si coniugano il sapere critico e le pratiche quotidiane di lotta, di agitazione e di movimento.

https://bit.ly/34ZQAMU
DIALOGHI SULLA PANDEMIA. Crisi, riproduzione, lotte
A cura di Ecologia Politica Network
Red Star Press - Hellnation Libri
212 pp - 18 euro

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🟢 MEGA IMPIANTO FOTOVOLTAICO: IL SIRACUSANO COME LE EGADI, ECCO LA LORO TRANSIZIONE ECOLOGICA📣La Regione Siciliana ha de...
29/05/2021

🟢 MEGA IMPIANTO FOTOVOLTAICO: IL SIRACUSANO COME LE EGADI, ECCO LA LORO TRANSIZIONE ECOLOGICA

📣La Regione Siciliana ha depositato la Valutazione favorevole di Impatto Ambientale per la costruzione di un mega impianto fotovoltaico nel territorio tra Canicattini Bagni, Siracusa e Noto, all’interno del parco nazionale degli Iblei. La concessione della VIA arriva a fronte di tre no dei Consigli comunali coinvolti, che già lo scorso anno si erano opposti, in rappresentanza delle comunità, all’impianto.

⚙️Il progetto, della società romana Lindo srl, prevede la collocazione di una distesa di pannelli in almeno un milione di metri quadri di terreno a Cavadonna, tra l’area artigianale alle porte di Canicattini Bagni e Siracusa. L’energia prodotta verrebbe veicolata mediante un cavidotto MT (media tensione) interrato, lungo circa 10 km, transitando da 67 cabine inverter, 5 cabine MT, 1 controllo room, una cabina di consegna e una cabina utente di trasformazione MT/AT (da media ad alta tensione).

💨Questo progetto ricorda tanto quello del mega parco eolico a largo delle isole Egadi, e non a caso in questi giorni è arrivata questa accellerata. È il modello della transizione ecologica dell’Europa, del Governo Draghi e che Musumeci non ha atteso ad assencondare.

🏜️Nei loro programmi l’abbandono del fossile nel nostro territorio passerà proprio da questo: sostituire i mega impianti di raffinazione con i mega impianti dell’eolico e del solare, dipingere di verde la devastazione dei territori. Il progetto per la Sicilia non cambia. Non cambia il suo ruolo di terra da cui estrarre risorse, energia, profitti. Terra in cui non lasciare niente, se non devastazione e inquinamento. Una terra da abbandonare: se andiamo via tutti è anche meglio; più spazio per i progetti di estrazione dell’energia!

🌱Serve opporsi adesso a questo modello, al loro piano di transizione energetica. Mettere in discussione il fabbisogno di energia, invertire la rotta, decentrare le decisioni.

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La nostra storia

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dalla stretta connessione, ormai indissolubile, tra crisi economica e crisi ambientale che ha portato ad un’intensificazione dei processi di messa a valore e sfruttamento del mondo naturale. Questo allargamento del panorama su cui il capitale agisce ha messo in luce tutte le criticità di un sistema di sviluppo malsano e instabile. Abbiamo poco tempo per attuare un vero e proprio stravolgimento sociale e ecologico. Ecologia Politica nasce quindi dalla necessità di riunire i sempre più numerosi conflitti ambientali, le esperienze che rivendicano la necessità di modificare la relazione tra l’uomo e il mondo naturale, e gli studi inerenti alla relazione che ad oggi esiste tra questi due enti.

È necessario oggi più che mai prendere parte ad un cambiamento radicale, numerosissimi sono stati i movimenti ambientalisti che negli ultimi tempi sono nati ed è il momento di prendere forza. Iniziamo anche noi questo percorso a Catania, unisciti anche tu!

#climatejustice