Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania

Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania La Soprintendenza BCA di Catania è un organo periferico del Dipartimento Regionale BB.CC. e I.S.

La legge regionale 80/77 ha istituito in Sicilia le Soprintendenze BBCCAA su base provinciale al fine di valorizzare e tutelare il patrimonio storico-culturale dell' Isola. La Soprintendenza BBCCAA di Catania si articola in sezioni tecnico-scientifiche in relazione alle caratteristiche ed alla natura dei beni. Essa ispirandosi a principi di uguaglianza e imparzialità, efficienza ed efficacia eroga

servizi pubblici attraverso un’ attività tecnico-amministrativa con funzione di controllo svolta al precipuo fine della tutela, protezione e conservazione di ogni bene che presenti interesse artistico, storico, archeologico, bibliografico nonché beni paesaggistici intesi come espressione di valori culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio di tutta la provincia di Catania .

Il 27 luglio scorso, nella chiesa cappuccina dell'Immacolata di Linguaglossa, è stato presentato il restauro dei quattro...
30/07/2026

Il 27 luglio scorso, nella chiesa cappuccina dell'Immacolata di Linguaglossa, è stato presentato il restauro dei quattro dipinti della pala dell'altare maggiore, alla presenza di una numerosa partecipazione di cittadini e delle autorità civili e religiose. L'intervento, finanziato dal Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana e realizzato su progetto e direzione lavori della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, ha restituito opere di straordinario interesse storico-artistico. La pala dell'Immacolata, firmata e datata 1659 da Frate Umile da Messina, ha rivelato una tavolozza cromatica sorprendentemente vivace e un luminismo più complesso rispetto a quanto finora noto, oltre a dettagli iconografici inediti, come la mezzaluna e il serpente sul globo, una città murata e un'eruzione vulcanica, ancora oggetto di studio. Ancora più sorprendenti le scoperte emerse dai dipinti laterali e del sommo: le indagini diagnostiche hanno infatti rivelato, sotto l'attuale raffigurazione di Santa Chiara, un San Felice da Cantalice, certo frutto di un ripensamento della committenza o di un adattamento di un’opera commissionata per un altro contesto ma eseguito probabilmente dallo stesso autore. La qualità pittorica emersa dopo la pulitura suggerisce la mano di un artista di altissimo livello, aggiornato sulla cultura figurativa fiamminga di Antoon Van Dyck e vicino all'ambito di Pietro Novelli, cui potrebbero addirittura essere attribuite le tre tele. L'ipotesi di una possibile attribuzione al pittore palermitano costituisce un'importante proposta scientifica elaborata dalla storica dell'arte della Soprintendenza di Catania, che ha già avviato un articolato percorso di ricerca volto ad approfondire, documentare e validare tale ipotesi attraverso ulteriori studi storico-artistici, diagnostici e comparativi.

Il 20 luglio 2026 nella Basilica della Cattedrale di Catania sono stati presentati i complessi lavori di restauro del bu...
21/07/2026

Il 20 luglio 2026 nella Basilica della Cattedrale di Catania sono stati presentati i complessi lavori di restauro del busto reliquiario, del velo e dei gioielli di Sant’Agata.
L'incontro, che ha visto la partecipazione della stampa locale e delle massime autorità civili, militari e religiose, è stato aperto dal saluto di S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Catania, Luigi Renna, accompagnato dal parroco della cattedrale Mons. Barbaro Scionti, a cui sono seguiti gli interventi del sindaco Enrico Trantino, del Soprintendente ai Beni Culturali Maurizio Auteri, del Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Suor Raffaella Petrini, e del Direttore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, a testimonianza del respiro internazionale e dell'alto valore scientifico dell'operazione.
Sono seguiti gli interventi degli esperti che hanno materialmente curato il restauro: il professor Luca Ventura che ha illustrato il recupero del cranio, la dottoressa Chiara Pavan del Laboratorio di Restauro Arazzi e Tessuti dei Musei Vaticani che ha dettagliato il delicato recupero del Sacro Velo, seguiti dalla relazione della Direttrice dei lavori, la professoressa Elisabetta Cioni, che ha ricostruito la storia e l'inestimabile valore artistico dell'opera, e dalle importanti testimonianze delle restauratrici del laboratorio metalli e ceramiche dei Musei Vaticani, Barbara Pinto Folicaldi, esperta in oreficeria storica, Eva Mentelli e Joyce Terreni, specializzate in materiali ceramici, vitrei, organici e lapidei.
Dopo gli interventi sono stati esposti il busto reliquiario rinnovato, la teca con il teschio della Martire, il restaurato Velo all'interno della sua storica teca ritornata all'antico splendore e persino un busto tattile per i non vedenti in 3D scala 1:1, un busto con in dosso un corpetto con i gioielli recuperati e restaurati.
Il momento assume un valore ancora più profondo perché si inserisce nelle celebrazioni del IX centenario del ritorno delle reliquie della Patrona da Costantinopoli, avvenuto il 17 agosto 1126, una delle pagine più emozionanti della storia Catanese
Un ringraziamento va innanzitutto all'Arcidiocesi di Catania e al suo Arcivescovo, Sua Eccellenza Monsignor Luigi Renna, per avere concepito, sostenuto e fortemente voluto questo importante progetto di restauro. Affidare il più prezioso bene della Chiesa catanese, uno dei massimi capolavori dell'oreficeria medievale europea, ai Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani significa assumere una responsabilità altissima e, insieme, dare un segnale preciso: riconoscere che la tutela del patrimonio non consiste semplicemente nel conservarlo, ma nell'adottare le migliori procedure conservative, fondate sulla ricerca scientifica, affinché il bene possa continuare a parlare alle generazioni future
Il busto reliquiario di Sant'Agata e i suoi gioielli non sono soltanto oggetti di culto; costituiscono un patrimonio spirituale, storico, artistico e civile che appartiene all'intera comunità catanese e, al tempo stesso, una delle testimonianze più alte della cultura figurativa europea del XIV secolo.
Nell'esercizio delle proprie funzioni la Soprintendenza è stata particolarmente lieta di accompagnare questo percorso, condividendo con la direzione dei lavori ogni scelta metodologica e scientifica riguardante il restauro del busto, dei preziosi ornamenti che nei secoli lo hanno arricchito e, soprattutto, il delicato equilibrio tra il capolavoro trecentesco e la sua successiva storia devozionale. È stato un confronto continuo, rispettoso e fecondo.
Il busto reliquiario costituisce uno dei documenti più importanti della storia medievale di Catania. Esso dimostra che la nostra città apparteneva pienamente alla geografia artistica del Gotico internazionale e ci ricorda che Catania fu la Capitale del Regno nel Trecento, quando il Regno di Sicilia, sotto il governo di Federico III, era pienamente inserito nelle reti politiche e culturali del Mediterraneo e dell'Europa. Non soltanto un capolavoro dell'oreficeria gotica europea, ma un documento storico di eccezionale valore, capace di raccontare il ruolo che Catania occupava nel panorama artistico e culturale del Trecento.
Per secoli la devozione dei fedeli lo ha rivestito di doni preziosi. Una stratificazione di fede, di gratitudine e di amore che costituisce essa stessa una pagina fondamentale della storia della città. Quei gioielli sono parte integrante della biografia dell'opera e nessuno potrebbe immaginare di separarli dalla memoria della devozione agatina.
Tuttavia ogni epoca è chiamata a interrogarsi sul modo migliore per trasmettere il patrimonio che ha ricevuto. In questa prospettiva, insieme all'Arcivescovo Monsignor Luigi Renna, al parroco della Cattedrale Monsignor Barbaro Scionti, alla direzione scientifica, ai restauratori e a tutti gli altri protagonisti di questo percorso si è condiviso la scelta di custodire e valorizzare alcuni gioielli di minore rilevanza storico-artistica nel Tesoro della Cattedrale
Così facendo si restituisce al busto parte della sua originaria leggibilità e si torna ad ammirare la straordinaria eleganza delle mani modellate da Giovanni di Bartolo, la finezza anatomica delle dita, troppo a lungo celata da una sovrabbondanza di anelli
Con coraggio e lungimiranza si è scelto non soltanto di restaurare un capolavoro, ma di restituire alla città il volto più autentico del suo simbolo identitario. Si è scelto di riconsegnare ai catanesi non semplicemente un oggetto prezioso, ma una pagina fondamentale della loro storia.
Questo è il significato più alto della tutela: non conservare il passato come una reliquia immobile, ma renderlo nuovamente vivo, comprensibile e capace di parlare al presente.
Un sentito e doveroso ringraziamento ai funzionari della Soprintendenza che hanno seguito questo impegnativo percorso. In particolare alla dottoressa Roberta Carchiolo, storico dell'arte, che ha seguito con competenza e costanza tutte le fasi del restauro, e ai colleghi architetti Salvatore Sorbello, Salvatore Girianni e alla restauratrice Carmela Di Blasi per il prezioso supporto assicurato.

📌  Oggi, alla presenza del Vicepresidente della Regione Siciliana e Assessore all'Agricoltura Luca Sammartino, del Capo ...
13/07/2026

📌 Oggi, alla presenza del Vicepresidente della Regione Siciliana e Assessore all'Agricoltura Luca Sammartino, del Capo di Gabinetto dell'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana dott. Alberto Cardillo, del Sindaco di Mineo Giuseppe Mistretta e del Soprintendente dott. Maurizio Auteri, si è proceduto alla consegna dei lavori di ristrutturazione e recupero del Borgo Pietro Lupo.

👉 All'incontro sono intervenuti i funzionari della Soprintendenza di Catania — l'arch. Salvatore Sorbello, il RUP geom. Concetto Stagnitti con il supporto del geom. Nello Costanzo, il Direttore dei Lavori arch. Giuseppe Marano e l'arch. Oriana Borinato per l'Ufficio di Direzione dei Lavori —, i funzionari dell'ESA in qualità di Ente Gestore con l'ing. Nunzio Priolo e l'ing. Raffaella Novelli e l'amministratore sig. Blundo Emanuele dell'impresa esecutrice Consorzio stabile Galileo soc. cons. a.r.l. .

🟢 Il Progetto
Il complesso rappresenta uno dei principali esempi di borghi rurali realizzati in Sicilia durante il periodo fascista, nell'ambito delle politiche di colonizzazione del latifondo. Inserito nel progetto regionale "La Via dei Borghi" (promosso dall'Ente di Sviluppo Agricolo) e riconosciuto come nucleo storico dal Piano Territoriale Paesistico Regionale, il borgo è oggetto di un importante intervento di recupero filologico e consolidamento strutturale.

🚧 L'intervento punta a trasformare il borgo in un hub multifunzionale di promozione culturale, turistica ed economica. Il complesso potrà ospitare, in sinergia con gli agricoltori e allevatori del luogo, che saranno mantenuti e incentivati a continuare la loro attività :
Centro didattico e di sperimentazione agricola: legato a realtà locali quali la Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone e la biofabbrica E.S.A. di Ramacca;
Innovazione e attività espositive: spazi per startup innovative, laboratori espositivi, aree degustazione e mercati contadini;
Ricettività ed eventi: strutture ricettive (foresteria, case scout) e spazi per eventi e spettacoli all'aperto, per la cui gestione si ricercheranno apposite partnership sia pubbliche che private.

✅  Caltagirone, 7 Luglio 2026. ⛪  Si è svolto ieri, presso la sede del Palazzo Vescovile di Caltagirone, la Cattedrale d...
08/07/2026

✅ Caltagirone, 7 Luglio 2026.
⛪ Si è svolto ieri, presso la sede del Palazzo Vescovile di Caltagirone, la Cattedrale di Sangiuliano e la Chiesa San Bonaventura il Convegno regionale BCE della CESI: “L’Evoluzione della luce. Energia Luce e Comunità. Efficienza energetica, sostenibilità e valorizzazione degli edifici ecclesiastici”.

👉 Il tema trattato nel corso della conferenza 𝐿’𝑒𝓋𝑜𝓁𝓊𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 𝒹𝑒𝓁𝓁𝒶 𝓁𝓊𝒸𝑒, organizzato dalla Diocesi di Caltagirone e patrocinato dall’Assessorato per i beni culturali e dell’identità siciliana, tocca una delle sfide più stimolanti e complesse del nostro tempo: coniugare la transizione ecologica con la tutela e la valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, architettonico e sacro del nostro territorio.
I lavori sono stati introdotti, tra gli altri, dal Soprintendente dott. Maurizio Auteri: "Troppo spesso, in passato, l'archetipo della Soprintendenza è stato associato a un'idea di rigido e burocratico "no" dinanzi all'innovazione. In realtà la vera tutela non è una teca di vetro che cristallizza il passato, ma un processo dinamico che permette ai nostri monumenti, alle nostre chiese e ai nostri complessi parrocchiali di continuare a vivere, a essere fruiti in sicurezza e a essere sostenibili per le generazioni future.
Papa Francesco nella 𝐿𝒶𝓊𝒹𝒶𝓉𝑜 𝓈𝒾’ parla di un'ecologia integrale che include chiaramente la tutela del patrimonio culturale e storico. Quando parliamo di efficientamento energetico e di Comunità Energetiche applicate ai beni ecclesiastici, stiamo parlando esattamente di questo: proteggere la bellezza del Creato e, insieme, la bellezza della storia dell'uomo.
I contributi del convegno ci ricordano come la riduzione dei costi e il relamping siano passi urgenti, e come Soprintendenza, guardiamo con particolare attenzione e curiosità al tema "𝐼𝓁𝓁𝓊𝓂𝒾𝓃𝒶𝓇𝑒 𝒾𝓁 𝓈𝒶𝒸𝓇𝑜: 𝓁𝓊𝒸𝑒, 𝒷𝑒𝓁𝓁𝑒𝓏𝓏𝒶 𝑒 𝓋𝒶𝓁𝑜𝓇𝒾𝓏𝓏𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒".
La Soprintendenza di Catania è pronta a fare la sua parte come partner istituzionale, offrendo ascolto, dialogo preventivo e supporto tecnico alle diocesi e alle parrocchie che vorranno intraprendere questo cammino virtuoso".

La rinascita del Borgo della Cunziria: un modello di valorizzazione del patrimonio culturaleOggi la Soprintendenza ha pr...
04/07/2026

La rinascita del Borgo della Cunziria: un modello di valorizzazione del patrimonio culturale
Oggi la Soprintendenza ha preso parte all'inaugurazione del rinnovato Borgo della Cunziria di Vizzini, rappresentata dall'arch. Salvatore Sorbello, che ha portato i saluti del Soprintendente, dott. Maurizio Auteri.
La restituzione alla collettività di questo luogo di straordinario valore storico, paesaggistico e identitario rappresenta molto più del recupero di un borgo: è il risultato di una visione moderna della valorizzazione del patrimonio culturale, fondata sulla collaborazione tra istituzioni e sull'utilizzo delle risorse del PNRR.
Grazie alla sinergia tra Ministero della Cultura, Regione Siciliana, Università degli Studi di Catania e Comune di Vizzini, il Borgo della Cunziria torna a essere un simbolo di memoria, identità e sviluppo, valorizzando un sito profondamente legato alla tradizione della concia delle pelli e all'opera di Giovanni V***a, che qui trovò ispirazione per alcuni dei suoi capolavori.
La Soprintendenza ha seguito tutte le fasi dell'intervento, dall'approvazione del progetto all'Alta Sorveglianza dei lavori, contribuendo alla tutela dei valori storici e paesaggistici del sito. Un particolare ringraziamento va al funzionario Concetto Stagnitti e al dott. Vittorio Di Blasi per l'impegno e la professionalità dimostrati.
La rinascita del Borgo della Cunziria rappresenta un esempio concreto di come la tutela del patrimonio possa diventare motore di crescita culturale, sociale e territoriale, offrendo un modello virtuoso per il futuro.

VIZZINI (CT) - Borgo della Cunziria04 luglio 2026
04/07/2026

VIZZINI (CT) - Borgo della Cunziria
04 luglio 2026

✅ Sabato 23 maggio 2026, alle ore 19.30, nella chiesa Maria SS. Annunziata di Paternò, è stato presentato il restaurato ...
25/05/2026

✅ Sabato 23 maggio 2026, alle ore 19.30, nella chiesa Maria SS. Annunziata di Paternò, è stato presentato il restaurato dipinto settecentesco raffigurante la Madonna dell’Alto, proveniente dalla omonima chiesa e oggetto di antica venerazione. Un momento importante per la comunità civile e religiosa cittadina, a conclusione dell’intervento proposto dalla Soprintendenza per i beni culturali di Catania e realizzato grazie al finanziamento dell’Assessorato regionale per i beni culturali. Dopo il benvenuto di don Salvatore Patané, un pubblico attento ha seguito gli interventi dello storico Francesco Giordano, che ha delineato la storia della chiesa di Santa Maria dell’Alto e del culto alla Madonna e di Domenico Cretti, che ha illustrato le varie fasi del restauro e gli esiti delle indagini diagnostiche che hanno rilevato le preesisistenze trecentesche e cinquecentesche. Per la Soprintendenza di Catania, che ha progettato e diretto i lavori, erano presenti le funzionarie storiche dell’arte Mariagrazia Patti e Roberta Carchiolo, che hanno relazionato rispettivamente su nuove tracce e riletture nelle iscrizioni del verso della tavola e sulla particolarità dell’opera come palinsesto pittorico nell’ambito della raffigurazione della Madonna con Bambino nell’arte siciliana di epoca normanno-sveva.

📣  La Soprintendenza di Catania insieme al Prevosto Parroco Don Salvatore Patanè della Chiesa del Monastero della SS. An...
23/05/2026

📣 La Soprintendenza di Catania insieme al Prevosto Parroco Don Salvatore Patanè della Chiesa del Monastero della SS. Annunziata di Paternò è lieta di presentare l’intervento di restauro che ha riportato all'antico splendore il dipinto su tavola di "Santa Maria dell'Alto".
Oggi 23 maggio 2026 ore 19:30
Piazza Indipendenza - Paternò (CT)

Lavori finanziati con fondi dell'Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana

🟢 Domenica 17 maggio alle 17:00, lo stand dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana al Salone del Li...
18/05/2026

🟢 Domenica 17 maggio alle 17:00, lo stand dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana al Salone del Libro di Torino ha ospitato un intenso momento culturale, coordinato da Laura Cappugi, direttrice del C.R.I.C.D. e della Biblioteca centrale della Regione Siciliana di Palermo, nonché mente logistica dello spazio espositivo.
Al centro dell'incontro la presentazione del volume "Nei luoghi degli invisibili". Dopo la premessa di Maurizio Auteri, Soprintendente di Catania, il libro, curato da Ida Buttitta, è stato introdotto da Vito Messina, professore di archeologia iranica all'Università di Torino. I fotografi Gaetano Gambino e Salvo Emma hanno raccontato la genesi delle fotografie e il valore di questo progetto.
In chiusura, le storiche dell'arte Roberta Carchiolo e Michela Becchis hanno condiviso le loro riflessioni critiche sul volume.

L'evento è proseguito con un affascinante viaggio intorno alla passione fotografica di due grandi della letteratura: Laura Cappugi ha illustrato il corpus fotografico di Luigi Capuana, custodito nella Casa Museo di Mineo, Lucia Giangrande, bibliotecaria della Soprintendenza di Catania, ha approfondito l'attività fotografica di Giovanni V***a. Un patrimonio di oltre 300 lastre, recentemente acquisito dallo Stato e restaurato dalla Regione Siciliana tramite la Soprintendenza di Catania, che oggi ne garantisce la conservazione.

LA MEMORIA COME PROGETTO Castiglione di Sicilia, 9 maggio 2025La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catani...
11/05/2026

LA MEMORIA COME PROGETTO
Castiglione di Sicilia, 9 maggio 2025

La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, con il Soprintendente dott. Maurizio Auteri, ha partecipato alla seconda tappa del ciclo “Piccoli Grandi Borghi” tenutasi sabato 9 maggio presso il Castello di Lauria a Castiglione di Sicilia.

La giornata, promossa dalla Fondazione dell'Ordine degli architetti PPC di Catania, ha messo al centro il tema della memoria come progetto. Nella prima parte della giornata, un percorso itinerante tra la Cuba di Santa Domenica, la chiesa di San Nicola e la Basilica della Catena, la seconda parte della giornata ha visto il confronto tra Università di Catania, Ordine degli Architetti, INARCH Sicilia, associazioni culturali, amministrazioni e comunità locale.
Sono intervenuti per la Soprintendenza, l’Arch. Salvo Sorbello, P.O. Sezione Beni Architettonici Paesaggistici, e l' Arch. Giuseppe Marano, P.O. Sezione beni Storico Artistici collegato online, per un interessante contributo alla tavola rotonda, moderata dall'arch Oriana Borinato.

Gli spunti emersi saranno consegnati come contributo pubblico al nuovo PUG della città, a conferma del ruolo della tutela come motore di sviluppo sostenibile.

Indirizzo

Via Luigi Sturzo 80
Catania
95131

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
Martedì 09:00 - 12:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:30 - 17:30
Giovedì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30

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