25/11/2025
Oggi, 25 novembre, ci riuniamo per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza che non è soltanto una data, ma un richiamo potente alla coscienza di ciascuno di noi.
È una giornata che chiede silenzio, riflessione e soprattutto responsabilità.
Una giornata che ci chiede di guardare in faccia un dolore che spesso si preferisce ignorare.
In questo luogo, in questo tempo di memoria e di impegno, il nostro pensiero vola anche a Sant’Agata, giovane donna catanese che più di mille anni fa conobbe sulla sua pelle la ferocia della violenza, del potere usato contro chi non si piega.
Agata non fu solo martire religiosa: fu una donna che pagò il prezzo più alto per difendere la sua libertà, la sua dignità.
Agata affrontò il dolore con una forza disarmante, senza mai arretrare.
La sua storia è l’immagine di ciò che la violenza tenta di distruggere: il coraggio, l’identità, la libertà di essere se stesse.
E ciò che lei ha rappresentato allora è ciò che tante donne rappresentano oggi: una resistenza silenziosa, quotidiana, spesso invisibile ma profondissima.
Le sue ferite, quelle che la tradizione ci consegna come segno del martirio, sono le stesse ferite che, nel mondo reale, oggi portano tante donne. Ferite fisiche, ma anche emotive, psicologiche, che non si vedono ma lacerano l’anima.
Per questo, nel 25 novembre, la memoria di Sant’Agata diventa ancora più viva:
ci ricorda che la violenza sulle donne non è un fatto di ieri, non è un episodio isolato, non è una storia lontana.
È una lotta che attraversa i secoli, che ancora chiede giustizia, che ancora chiede voce.
Oggi, davanti alla sua figura e davanti alle vite spezzate di troppe donne, ci sentiamo chiamati a un compito che non può più essere rimandato:
rompere il silenzio,
rifiutare l’indifferenza,
educare al rispetto,
difendere chi non può difendersi.
Perché la violenza non si combatte solo con le leggi, ma con la cultura, con le parole che scegliamo, con l’esempio che diamo, con l’ascolto che offriamo.
Sant’Agata ci insegna che il coraggio di una sola donna può diventare luce per un intero popolo.
E tutte le donne che oggi cercano aiuto, che lottano per uscire dalla paura, hanno lo stesso diritto di essere viste e protette.
Oggi, 25 novembre, ricordiamo che ogni donna merita rispetto, libertà, amore, sicurezza.
E che questa battaglia appartiene a tutti: donne e uomini, giovani e adulti, istituzioni, scuole, famiglie.
Che il sacrificio di Agata, e il silenzio spezzato di tante donne di ieri e di oggi, ci guidino verso un futuro in cui nessuna debba più avere paura di essere semplicemente sé stessa.