Catania Possibile

Catania Possibile Pagina FB ufficiale del Comitato "La Locomotiva di Catania"

Grande partecipazione ieri alla manifestazione contro l'affossamento del ddl Zan a Catania, eravamo in tantissimə!Tanta ...
08/11/2021

Grande partecipazione ieri alla manifestazione contro l'affossamento del ddl Zan a Catania, eravamo in tantissimə!

Tanta la commozione dovuta al ricordo di tutte le vittime di odio omolesbobitransfobico, alle sofferte testimonianze dirette e agli interventi spontanei della comunità presente.

E poi un dignitoso e dovuto minuto di silenzio per lə mortə e feritə della comunità LGBTI+, in risposta a quelle vergognose esultanze di senatori e senatrici felici per aver spazzato via con manovre di palazzo i diritti delle categorie più fragili del paese.

Anche Catania c'è, una piazza per nulla intimidita dall'odio ma più unita che mai e più di prima pronta a lottare per un paese a misura di tuttə.
Non ci cancellerete!

26/10/2021

Dopo un’estate contraddistinta da ondate di calore e fiamme, Catania è sott’acqua.

È bastato l’aumento di 1°C dall’inizio del secolo scorso per farci assistere a grandi anomalie climatiche.
La comunità scientifica indica da tempo nelle attività umane le responsabili dell’emergenza climatica in atto, in particolare a causa dell’aumento di gas serra immessi in atmosfera.
Questi cambiamenti rendono sempre più frequenti e intensi fenomeni di inondazioni, dissesto idrogeologico, siccità e incendi, eventi amplificati dalla mancata pianificazione e gestione del territorio, emblema dell’incuria amministrativa.
È tempo di cambiare: superare la soglia dei 2°C vorrebbe dire intensificare il numero di questi eventi estremi, aumentando di conseguenza i danni all’uomo e all’ambiente.

Grande successo di partecipazione ieri al   nella splendida location di piazza Nettuno sul lungomare di Catania.Nessuna ...
05/09/2021

Grande successo di partecipazione ieri al nella splendida location di piazza Nettuno sul lungomare di Catania.
Nessuna parata per questioni di sicurezza, ma tanta voglia di festa e rivendicazione, soprattutto da parte delle nuove generazioni. E ancora più importante, una comunità unita più che mai.

La richiesta: immediatamente! Senza alcuna mediazione al ribasso che ne comprometta l'efficacia, senza stralcio al riferimento dell'identità di genere e alle misure educative necessarie a combattere in maniera decisa l'omolesbobitransfobia.
Gli episodi di odio e violenza contro la comunità LGBTI+ sono sempre più in preoccupante crescita, le persone trans e nonbinary che rischiano di essere escluse dal ddl sono le categorie più in pericolo. Nessunə verrà lasciato indietro!

La splendida piazza di ieri e le nuove generazioni presenti rendono l'idea di come il paese reale sia molto più avanti della sua classe politica, i sondaggi (per quanto possano interessare in materia di diritti civili) confermano un cambiamento nella società che come sempre parte dal basso. Un parlamento questo incapace di legiferare contro la violenza, tra partiti apertamente omotransfobici e altri che per calcoli elettorali hanno voltato la faccia alla comunità arcobaleno.

Un pensiero dal palco pure per le donne e le persone LGBTI+ in Afghanistan, con la consapevolezza che i talebani da combattere ce li ritroviamo pure in casa nostra; nessun progresso anche in occidente è mai "al sicuro", basti vedere cosa accade negli USA con l'abortion ban di una destra statunitense strettamente connessa con quella italiana.

Una marea di bandiere rainbow ieri a Catania e in tutte le sue declinazioni (pan, bi, trans, demi...), tante emozioni, musica, persino una proposta di matrimonio sul palco: uno dei pride più belli nonostante la pandemia e che fa ben sperare per un futuro più libero e armonioso.

Un sentito grazie al comitato organizzativo del Catania Pride che seppur in un momento così delicato è riuscito a ti**re fuori dal cilindro un coniglio e in pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. 🌈

Possibile Catania aderisce al documento politico del Catania Pride 2021, ringrazia l'organizzazione e sarà presente al  ...
03/09/2021

Possibile Catania aderisce al documento politico del Catania Pride 2021, ringrazia l'organizzazione e sarà presente al domani 4 settembre, ore 17 in piazza Nettuno sul lungomare di Catania.

Vi aspettiamo per fare rumore, in sicurezza, tuttə insieme! 🏳️‍🌈

"È la bandiera LGBT, a colori invertiti", inizia così il delirio omofobo di Edy Bandiera, ex assessore regionale di Forz...
30/08/2021

"È la bandiera LGBT, a colori invertiti", inizia così il delirio omofobo di Edy Bandiera, ex assessore regionale di Forza Italia, sull'arcobaleno che l’attuale amministrazione di Siracusa ha fatto dipingere in piazza della Repubblica. Prosegue il forzista, "ritengo che farlo davanti a una scuola, che tra l'altro non ha nel proprio programma ministeriale l’educazione sessuale, sia un errore, se non una provocazione".
Peccato che il simbolo incriminato sia quello della pace e non la bandiera rainbow della comunità LGBTI+, basterebbe contare i colori.
A difendere Bandiera dopo la gaffe pure il commissario di Forza Italia, Bruno Alicata per il quale "quei colori possono essere travisati e rappresentare un messaggio subliminale poco condiviso".

Un arcobaleno che dunque veicola messaggi sessuali e subliminali, una serie di colori che diventa provocazione e che "plagia" le menti dellə bambinə alla sola visione: ci sarebbe da ridere se in questo paese l'omobitransfobia non fosse una reale piaga che affligge tutte le persone LGBTI +.

Ad una destra sempre più delirante in questione di diritti civili, serve più che mai l'approvazione immediata del , e senza modifiche che ne compromettano l'utilità.
Che sia simbolo di pace o della comunità LGBTI+, perché fa così tanta paura l'arcobaleno?

Dall'ultimo report del Ministero della Salute e dai dati raccolti dalle associazioni pro-choice emerge ancora una volta ...
25/08/2021

Dall'ultimo report del Ministero della Salute e dai dati raccolti dalle associazioni pro-choice emerge ancora una volta un quadro drammatico sulla mancata applicazione della legge 194 in Sicilia: il tasso di obiezione di coscienza è all'82,7% (in alcune zone, come Marsala, raggiunge il 100%), inferiore solo al Molise e alla provincia autonoma di Bolzano.

5 ginecologi su 6, quindi, rifiutano di interrompere le gravidanze, mettendo a rischio la salute di molte donne che si trovano sempre più frequentemente costrette a ricorrere a metodi clandestini o a rivolgersi a strutture fuori regione.

La presenza massiccia delle associazioni pro-vita all'interno dei consultori e delle strutture ospedaliere anche nelle grandi città come Catania e Palermo, in aperta opposizione alla legge e allo stesso principio di laicità dello stato garantito dalla Costituzione, rappresenta un ostacolo insormontabile alla libera scelta delle donne.
Tante sono le testimonianze violente raccolte: c'è chi subisce pressioni psicologiche dalle organizzazioni religiose nell'attesa di procedere, chi viene dissuasa dallo stesso staff sanitario, chi tenta per settimane di rivolgersi telefonicamente ai consultori che risultano irreperibili, chi si vede negata l'ecografia che certifica lo stato di gravidanza all'interno del proprio comune ed è costretta a percorrere lunghe distanze sforando i 90 giorni dal concepimento previsti dalla legge.

Inoltre, dalle mappe online delle associazioni pro-choice si scopre che l'accesso all'Ivg farmacologica con la pillola RU486, possibile solo entro le prime 9 settimane, è attuata solo in 8 strutture in tutta la Sicilia.
Le linee guida del Ministero della Salute emanate il 12 agosto dello scorso anno che cancellano l'obbligo di ospedalizzazione e consentono la possibilità di somministrare la pillola in day hospital, nei consultori e nelle strutture ospedaliere autorizzate non sono ancora state recepite dall'assessorato della Sanità.
Considerando che questa pratica sicura e consolidata in tutta Europa avrebbe permesso anche di evitare l'affollamento dei reparti già saturi a causa della pandemia, risulta ancora più grave, in tal senso, l'inadempienza di un'amministrazione regionale che, oltre ad aver gestito in modo disastroso un sistema sanitario già al collasso da decenni, dimostra per l'ennesima volta di voler smantellare il diritto alla salute e all'autodeterminazione dei corpi.

Il femminicidio di Vanessa Zappalà, la ventiseienne uccisa a colpi di pi***la sul lungomare di Aci Trezza dall'ex fidanz...
24/08/2021

Il femminicidio di Vanessa Zappalà, la ventiseienne uccisa a colpi di pi***la sul lungomare di Aci Trezza dall'ex fidanzato Antonino Sciuto, è l'ennesimo capitolo di una strage senza fine, di un'escalation di violenza patriarcale radicata nella nostra società che segue sempre lo stesso copione e di cui, svanite le lacrime e l'indignazione mediatica, nessunə a livello istituzionale sembra voler riconoscere e combattere la matrice sistemica.

Si prova una rabbia indescrivibile e la solita, amara consapevolezza di non essere mai al sicuro in nessun luogo nell'apprendere le dinamiche di possesso che hanno ucciso Vanessa: le violenze psicologiche e fisiche che già avvenivano all'interno della relazione, le minacce all'ordine del giorno, i post violenti di Sciuto sui social che non accettava la fine della relazione, i pedinamenti, lo stalking che ha portato la ragazza e la sua famiglia a denunciare, l'arresto disposto dalla Procura di Catania poi disatteso dal Gip che, se da un lato aveva fissato il divieto di avvicinamento alla vittima, dall'altro aveva disposto la scarcerazione del suo aguzzino, a causa di una inaccettabile stortura della legge. Non da ultimo, la solita narrazione tossica e minimizzante dei giornali che riconducono il tutto a moventi di "raptus di gelosia" e "amore malato", colpevolizzando e togliendo voce ancora una volta a Vanessa e a tutte le nostre sorelle vittime della violenza maschile.

Se è vero infatti che, secondo i dati Censis, il 73% dellз cittadinз riconosce che quello della violenza sulle donne sia un problema reale della nostra società, rimane quel preoccupante 23% che ritiene riguardi solo una minoranza e che si tratti di casi isolati a cui viene data un'eccessiva attenzione mediatica.
Abbiamo un bollettino di guerra che mostra una realtà ben diversa: dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021 ci sono stati 105 femminicidi, quasi uno ogni 3 giorni, con picchi di 3 nel giro di 24 ore.

Non ci stancheremo mai di ripetere quanto sia necessario e urgente sdradicare la retorica di autoassoluzione del "not all men" che nasconde sotto il tappeto un fenomeno che oltre che sistemico è anche radicato nella cultura patriarcale di questo paese, e su cui anche a livello culturale bisognerebbe agire educando all'affettività e prevenendo l'insorgere di una mascolinità tossica fin dall'infanzia.

È caos sull'ordinanza del presidente Musumeci che stabiliva l'obbligo di mascherina all'aperto in affollamento e il gree...
17/08/2021

È caos sull'ordinanza del presidente Musumeci che stabiliva l'obbligo di mascherina all'aperto in affollamento e il green pass negli uffici pubblici.
Una misura più severa della norma nazionale che è stata però sospesa dal Garante per la Privacy che ha ricordato che le misure di sanità pubblica che implichino il trattamento di dati personali sono riservate a legge statale e non possono essere introdotte con ordinanze regionali.

E mentre regna la confusione i dati parlano chiaro, la Sicilia è la prima regione per contagi e ricoveri: nelle ultime 24 ore ben 881 nuovi positivi, 7 le vittime. Nell'ultima settimana sono stati rilevati 104 casi ogni 100mila abitanti, più del doppio della soglia fissata a 50 casi, mentre il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale al 14%, record in Italia.

Musumeci intanto si difende dichiarando di aver perseguito "la linea del rigore". Peccato che la realtà lo smentisca, il dubbio è che si stia ripetendo lo stesso copione dell'anno scorso e che noi già abbiamo denunciato.
Prima di tutto la totale assenza di controlli nella stagione turistica, nessuna richiesta di green pass o tampone per chi arrivava sull’isola. L'anno scorso Musumeci accusò i migranti per i cluster di contagio, ma i dati confermarono che derivavano tutti dal turismo.
Ancor più grave la mancanza di una campagna mediatica vaccinale efficiente, la Sicilia ora è l’ultima regione per immunizzazione degli over 80, ultima nella fascia 70-79 anni, e con ben 153mila tra i 60-69 anni senza nemmeno una dose.

Insomma l’emergenza si allenta e con essa i controlli e la prevenzione nonostante le migliaia di turisti. Inoltre la sensazione è che per falsare i dati si stiano ancora "spalmando i morti" parafrasando proprio l'assessore Razza, prima fatto dimettere dopo lo scandalo delle intercettazioni e dopo reinserito ai vertici a riflettori spenti.
Musumeci, invece di ammettere le sue responsabilità, continua a generare confusione tra la cittadinanza, recita la parte dello sceriffo e improvvisa toppe peggiori del buco che lui stesso ha creato. Chiediamo pertanto le sue dimissioni, quanto ancora dovremo subire la sua inadeguatezza?

Nelle ultime ore oltre cinquecento focolai, dodici grandi incendi, quattro fronti di fuoco che hanno già raggiunto o sta...
13/08/2021

Nelle ultime ore oltre cinquecento focolai, dodici grandi incendi, quattro fronti di fuoco che hanno già raggiunto o stanno raggiungendo i centri abitati con circa 800 persone evacuate, un morto a Paternò e migliaia di animali arsi vivi. Questo il terribile bilancio che sta trasformando la Sicilia in un vero e proprio inferno di fuoco.

A Floridia sono stati raggiunti 48,8 gradi, la temperatura più alta mai registrata in Europa. Un'estate questa che a causa dei cambiamenti climatici rischia pure di essere la più fresca dei prossimi decenni. Una politica, locale e nazionale, incapace di fornire soccorso o soluzioni a lungo termine.

Carissimo anche il conto che stiamo pagando per la riforma del governo Renzi che nel 2015 ha militarizzato il corpo forestale, eliminato prevenzione, affidato la gestione dei mezzi a privati (che potrebbero essere in conflitto di interessi con chi appicca il fuoco), e lasciato ai soli pompieri l'incarico di spegnimento degli incendi: una manovra che dati alla mano ha diminuito le risorse disponibili e aumentato a dismisura i costi.

“La Regione ci lascia da soli davanti a questi incendi di stampo mafioso e un ragazzo è appena morto cercando di spegnerlo. Che cosa dobbiamo fare?”, così si è sfogato un giovane collega del ragazzo morto a Paternò in un video diventato virale nei social.

La Sicilia, e tutto il mediterraneo, brucia e la politica continua, o meglio vuole continuare, a far finta di nulla.

Una battuta omofobica sul predecessore Crocetta condita dai sorrisini dei presenti suoi fedelissimi, questo il disgustos...
06/08/2021

Una battuta omofobica sul predecessore Crocetta condita dai sorrisini dei presenti suoi fedelissimi, questo il disgustoso siparietto con protagonista Musumeci all'inaugurazione dei giardini di Palazzo d'Orleans.

Purtroppo non c'è da sorprendersi, la destra ormai da tempo legittima e sdogana la violenza omotransfobica anche nelle istituzioni, riuscendo a dare il peggio di sé con l'opposizione al Ddl Zan attraverso costanti disinformazione e intimidazioni.

Condanniamo le parole di Musumeci e ne chiediamo ancora una volta le dimissioni per la sua totale inadeguatezza, dimostrata soprattutto nella gestione dell'emergenza sanitaria. La Sicilia merita di meglio.

Siamo a fianco della comunità LGBTI+ che presto risponderà a questo bruttissimo episodio di omofobia istituzionale con la bellissima piazza del Catania Pride il 4 settembre prossimo.
Invitiamo dunque tuttɜ a seguire il Catania Pride e a partecipare alla sua raccolta fondi: https://buonacausa.org/cause/rumore-pride-catania-2021

Non c'è più tempo, legge contro omolesbobitransfobia subito!

Accade a Licata. Il consigliere comunale eletto con la Lega Gaetano Aronica ieri notte ha sparato quattro colpi di pi***...
29/07/2021

Accade a Licata. Il consigliere comunale eletto con la Lega Gaetano Aronica ieri notte ha sparato quattro colpi di pi***la contro l’ex socio, ferendolo ad un braccio.
È indagato per tentato omicidio e per porto abusivo di arma da fuoco.
Un regolamento di conti che avviene pochi giorni dopo l'omicidio a Voghera di Youns El Boussettaoui per mano dell'assessore leghista Adriatici, episodio che lo stesso Salvini non è riuscito a condannare proteggendo l'assassino.
Questa è l'idea di paese della Lega? Quella delle armi diffuse, della giustizia personale e del far west?
I leghisti continuano ad alimentare la paura verso lə stranierə, ma intanto quelli che sparano e rendono poco sicure le nostre strade sono proprio loro.

A 20 anni esatti dai fatti di Genova, non rimane che una memoria collettiva sempre più sbiadita e divisoria, questo è fo...
21/07/2021

A 20 anni esatti dai fatti di Genova, non rimane che una memoria collettiva sempre più sbiadita e divisoria, questo è forse il punto che dovrebbe far riflettere maggiormente. Genova è storia ma soprattutto è attualità.

Un giovane lasciato morente a terra, la Diaz prima, la caserma di Bolzaneto poi.
La repressione totale, spietata e illegale compiuta durante quei giorni.
Genova ha lasciato in eredità tantissime vittime e pochissimi carnefici (molti dei quali non hanno pagato, o lo hanno fatto in minima parte).

Genova non è un caso, bensì “il caso”, l’inizio anzi il continuo a cui non si è mai data una fine. Nello specifico, l’intreccio perfettamente fallimentare tra politica, etica e giurisdizione.

Uno stato che non riesce a gestire una situazione di emergenza, lasciando nel caos e nella violenza sfrenata il decorso “naturale” degli eventi, forte dell’assenza di leggi come i codici indentificativi per le forze dell’ordine (siamo ancora oggi tra i pochissimi paesi dell’UE a non disporne).

Genova non è stata né lotta di classe, né lotta tra oppressi e oppressori: non è stata lotta.
Genova è stata la concretizzazione del concetto stesso di voglia di cambiamento, diretta conseguenza della visione di qualcosa di sbagliato, qualcosa di non più tollerabile, un sistema che va rivisto e modificato.
Genova è storia ma soprattutto attualità, con errori e orrori da correggere e non ripetere mai più.

Marco Vasta

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