31/08/2026
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La Sacralità dei Luoghi - Nonostante ci si appresti a inaugurare l’ennesimo dispendio nella creazione di un parco pagato a caro prezzo dalla comunità, sembra assistere all’avvicinarsi lento, ma inesorabile del crollo di tutto ciò che credevamo solido e rassicurante. Spesso nascono in me delle osservazioni che a molti potrebbero sembrare dissociate, ma che rispondono a una logica profonda: se a un pugile viene vietato adoperare la propria disciplina in strada, allo stesso tempo, un avvocato non dovrebbe esercitare politica. La legge dovrebbe preservare un senso autentico, tutelare la collettività, i due mondi dovrebbero restare separati. Equilibri di una condizione umana complessa, dove il povero si ritrova a vendere per strada per assoluta esigenza e non per negligenza. Eppure, oggi assistiamo al paradosso della regola: il verbale viene sbattuto con cinismo sulle pagine dei giornali ampiamente consolidati dal regime, tra gli applausi di coloro che in coda sperano accedere alle grazie di quest’ultimo. In questo mare sociale non nuotano più soltanto delfini, ma nelle reti troviamo grossi squali. In lontananza, l’ennesimo incendio, plastica bruciata, fumo tossico, patine nei cieli, una luna sempre più dispiaciuta nel viverci confinati in questa dimensione così sofferta. Intorno, non più cicale o le oramai estinte lucciole, ma polveri e sabbia, cenere e vento, carbone e pentimento.