02/09/2026
LA DISCUSSIONE INUTILE
Renato Schifani vorrebbe poter svolgere il secondo mandato da presidente della Regione Siciliana. Cerca puntelli per potersi ricandidare e ne trova qualcuno. Il Ministro Nello Musumeci non è fra essi e dall’ipotesi di una seconda candidatura prende le distanze. Partiti, correnti e notabili della politica iniziano a giocare a scacchi. La partita è ancora lunga. Sullo sfondo proseguono le proteste e le aggregazioni delle nuove forme di partito che sono soprattutto una estensione di soggetti che riescono a trovare visibilità contestando il sistema. L’ultimo partito ma non l’unico è Controcorrente coagulatasi interno a Ismaele La Vardera. Il gruppo di Cateno De Luca è più strutturato ma è il leader che non trascina più come un tempo. La spinta contestataria gli è stata strappata. Sono logiche di una democrazia che bascula tra clietelismo e contestazione assolutamente legittima nelle motivazioni. L’alternativa è tra l’autenticamente stantio e inefficiente e il potenzialmente diverso. Alla base un popolo che ha perso la capacità di sognare e di immaginare il proprio futuro nella misura in cui questo dipende dalle classi dirigenti che però esso ha la responsabilità di avere espresso. Nei partiti e fra i partiti si discute mentre Catania ha bisogno di un nuovo aereoporto, mentre prosegue la farsa del ponte sullo stretto, mentre comunicazioni e viabilità sono più o meno quelle degli anni ’70, mentre i giovani migliori si pongono semplicemente il problema del Paese o della regione in cui emigrare. Nei partiti si discute mentre pezzi di Assemblea Regionale compreso il suo presidente Gaetano Galvagno sono sotto processo e l’azione giudiziaria non risparmia la Giunta che Schifani continua a guidare.
Se non i pochi attivisti dei partiti coinvolti o quanti si sono spesi nella ricerca dei voti e ora attendono l’obolo corrispondente al loro impegno chi potrebbe essere interessato alla discussione? I partiti di protesta si battono per raccogliere il consenso che deriva dal giusto disgusto ma nessuno in fondo crede che i problemi morali e di governo della nostra isola possano trovare risposte dalla prossima tornata elettorale. Le urla, i comizi, le denunce suonano più come un pugno sul tavolo della storia che come una autentica proposta alternativa. Del resto però l’esercizio democratico è legittimo e necessario. Intanto continuiamo a imprecare e a fuggire mentre gli uomini di potere e le loro correnti discutono della candidatura di Roberto Schifani!
Noi abbiamo il dovere di denunciare tutto ciò e di continuare a nutrire un filo di speranza, a proporre qualcosa per il futuro, a non arrenderci di fronte alla realtà per quanto arida essa possa essere! Ci auguriamo di non essere degli illusi!