26/04/2026
Il sindaco Trantino, in piena sintonia con la linea del governo nazionale, sostiene che l'esistenza degli antifascisti sia il problema della nostra città e del nostro paese. Fa ridere, ma ci siamo tristemente abituate.
Riprendendo la solita retorica della pacificazione mancata, condanna lo striscione lasciato cadere ieri all'inizio del corteo cittadino dal tetto in cui ha sede Fratelli d'Italia, la stessa sede, con tanto di Fiamma tricolore ancora esposta, che fu del Movimento Sociale.
Potremmo ricordare al Sindaco che pacificazione fu l'amnistia concessa ai fascisti nel '46, firmata da Togliatti, e che permise ai fascisti non solo di tornare a condurre una vita normale, di assumere ruoli nelle istituzioni, ma anche di fondare un partito, quel MSI di cui proprio Fratelli d'Italia è erede.
Potremmo ricordare al Sindaco che pacificazione non significa oblio, che la Repubblica nata dalla resistenza è per costituzione antifascista. Che essere antifascisti significa quindi onorare la democrazia, la Repubblica e i suoi valori. Che chi non si riconosce nei valori dell'antifascismo, non si riconosce nella costituzione e nella Repubblica. Che pacificazione significò non giustiziare tutti i fascisti e dare loro la possibilità di redimersi, di avere il diritto a riscattarsi nonostante tutto. Alcuni lo fecero, chiudendo per sempre con quella pagina della loro vita, altri no.
E certo, la nostra Repubblica ha tanti, tantissimi problemi, sempre diversi da quelli descritti dalle destre. Alcuni sono strutturali, perché migliorare è sempre necessario, altri dovuti a una politica che anche prima che i non-antifascisti, che poi è sinonimo di fascisti, arrivassero al potere ha fatto più spesso gli interessi dei potenti che non quelli della maggioranza. Ma questo non può mai coincidere con il tentativo di demolirla, di ritornare al passato.
Sappiamo però che ricordare al Sindaco tutto questo non avrebbe alcun senso. Il Sindaco lo sa bene.
La sua retorica, la stessa di Fratelli d'Italia e della Lega a tutti i livelli, è solo il modo attraverso il quale si tenta di costruire, loro si, un nemico immaginario, un altro insieme a chi migra, contro cui dirottare tutti i problemi che affliggono le persone comuni e di cui loro sono responsabili. È il tentativo, a lungo termine e forse non sempre pienamente consapevole da parte di tutti coloro si appellano a questa retorica, di riscrivere la storia, di attaccare la Costituzione e la Repubblica, la democrazia.
Di provarci almeno.
Per fortuna ieri Catania veniva attraversata da un enorme corteo antifascista che ha riempito le strade della città. La sera in centinaia si sono ritrovate al teatro coppola per un benefit organizzato da Catanesi solidali con il popolo palestinese in solidarietà con le compagne e i compagni colpite dalla repressione dopo le manifestazioni contro il genocidio che lo stato di Israele sta compiendo in Palestina.
Per fortuna in tutto il Paese milioni di persone hanno celebrato il 25 aprile, continuano a vivere nel segno dell'antifascismo, dei valori che mossero la Costituzione e la nascita della Repubblica. Continuano a battersi a difesa di quei valori e per il miglioramento delle condizioni di vita di tutte e tutti.
Per fortuna, a Catania e in tutto il paese, come ha recentemente dimostrato il Referendum sulla giustizia, manderemo presto a casa questa gente.
Antifasciste sempre!