Calabria Resistente e Solidale

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04/08/2026

POLITICA O BARBARIE ?

Politica dal basso in alta quota: uno scossone alla bassa politica, servile nei confronti dell' eolico selvaggio

La politica dei politicanti sembra non accorgersi della crepa in rapida espansione che sta togliendo un po' di muffa al clima sociale imperante, retto finora da una propensione alla conformità, all'adeguamento a quanto va per la maggiore, all' accettazione passiva di tutto. I mestieranti della politica, ridotti al vile ruolo di cinghia di trasmissione dei voleri delle più predatorie bande finanziarie e dei desideri di altrettanto implacabili e potenti multinazionali, stanno protervi nelle personali torri d'avorio, convinti della ormai definitiva eliminazione della democrazia, ridotta a un macabro guscio vuoto, e di potersi rapportare senza pagare dazio soltanto alle loro ristrette clientele e ai loro padroni e mai al corpo sociale complessivamente considerato. Per questo da decenni si impegnano a sfornare un decreto sicurezza dietro l'altro: per garantire la loro sicurezza e quella dei predoni di risorse collettive, per mettere l'ingiustizia più sfacciata al riparo dall'ordine pubblico costituzionale, fondato sul dissenso, sulla discussione, sul dibattito tra cittadini e istituzioni a ogni livello nella libertà di pensiero sancita dall' articolo 21 della Carta fondativa della Repubblica, sempre tradita dagli spergiuri pur vincolati ad onorarla. I cattivi politici non si aspettavano qualche mese fa un milione di persone in piazza per la Palestina e trascurano l'opposizione diffusa alla transizione energetica falsa e capace di aggravare la crisi ecologica con la sottrazione di vagonate quotidiane di denaro pubblico a un possibile passaggio alle rinnovabili reale, democratico, policentrico, a consumo di suolo zero, rispettoso dei territori e della vita dei loro abitanti. L'esempio alla ribalta della cronaca viene da San Vito sullo Jonio: la politica regionale calabrese non può servire due altari, quello degli operatori turistici, dei produttori di cibo di una filiera virtuosa connessa al trekking Coast to coast e al Biodistretto del Parco Regionale delle Serre e dei territori limitrofi, e contemporaneamente quello del fondo infrastrutturale statunitense JP Morgan, che agisce nelle Serre calabresi grazie alla società/prestanome Parco Eolico San Vito s.r.l, il cui capitale sociale basta sì e no ad acquistare una scorta annuale di stuzzicadenti. Questa compagnia di vassalli vuole realizzare a scapito di alberi e suolo un infame impianto eolico industriale, in conflitto con l'economia locale e con la qualità ambientale dell'intero vasto comprensorio interprovinciale. La Regione ha scelto di servire l'altare americano, rinunciando a percorrere fino in fondo la vicenda giudiziaria condotta in primo grado attestandosi su una coerente posizione antagonista, in difesa del decreto che aveva caducato la procedura relativa al progetto. Ora la Regione mostra di non voler ricorrere al Consiglio di Stato in secondo grado e ha scatenato lo sdegno dei cittadini che sarebbero travolti dal mega impianto, affiancati dai loro amministratori. Occhiuto ha ricevuto ( dai sindaci e dagli operatori economici che giorno per giorno inverano la retorica sul turismo lento, esperienziale, sul ripopolamento delle aree interne, sugli itinerari del gusto e dell'anima ) due lettere molto incisive e belle, ma fa orecchie da mercante mentre ieri una popolazione di 400 persone si è riversata sulla montagna provenendo da due suoi versanti, raggiungendo Passo Napoli e poi il Lago Acero con una doppia marcia a piedi. Questi benemeriti manifestanti, consapevoli dei loro diritti e disposti a difenderli anche con l'opposizione fisica all'eventuale apertura dei cantieri, erano una pacifica ma inflessibile avanguardia di comunità molto più ampie: rappresentavano le loro famiglie, le loro aziende e pezzi consistenti dei loro paesi. E anche il sindaco di Polìa Luca Alessandro e quello di Serra San Bruno Alfredo Barillari esprimevano la posizione comune sancita da una delibera della Comunità del Parco e dalla avversione al progetto di tutte le amministrazioni delle località attraversate dal percorso del trekking, Soverato e Pizzo comprese. Francesco Bevilacqua e Alberto Ziparo hanno dato voce agli intellettuali non allineati, corroborando le ragioni della battaglia con profonde e sfaccettate riflessioni, e la migliore Calabria ha camminato, discusso, suonato, cantato e abbracciato la sua montagna ancestrale. Vadano incontro a gente così bella i politicanti calabresi, per ritornare politici degni di questo nome recuperando dignità e credibilità, invece di prostrarsi alla barbarie tecnologica della presunta economia verde. In ogni caso non finisce qui per il popolo dei boschi ( a proposito del quale ieri è stato citato Gioacchino Criaco, un altro artista/ intellettuale vicino ai manifestanti) : non vulimu chisti pali / e no' ndi movimu i cca, cantavano appunto i festosi, creativi e colorati cortei partiti dal Lago Acero e dalla faggeta Gigliara di Polia per congiungersi a Passo Napoli, dove sono programmate le Pale al posto di centinaia di alberi secolari.

Movimento Terra e Libertà-Calabria
Italia Nostra Soverato Guardavalle
Kalabria Eko Fest
Coordinamento regionale Controvento-per il paesaggio e il territorio calabrese

15/06/2026

Sul caso intervengono il movimento Terra e Libertà e il coordinamento Controvento che sollecitano la Cittadella a proporre impugnazione a Palazzo Spada. Le pale sorgerebbero sul percorso del coast to coast tra Soverato e Pizzo

21/09/2025

Il 5 e il 6 ottobre si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale calabrese e per la scelta del presidente della Regione, dopo le dimissioni anticipate di Roberto Occhiuto, in carica per l’amministrazione di centro-destra. Lo stesso Occhiuto è il candidato presidente di una delle...

19/09/2025
28/08/2025

I PALAZZI DEL POTERE
Controvento e le elezioni regionali del 5 ottobre
La nascita del Coordinamento regionale calabrese Controvento, sancita da un'assemblea pubblica del novembre 2023, è avvenuta sotto una buona stella: la stella polare dell'aggregazione tra diversi in difesa del bene comune, in un contesto in cui la sfera politica istituzionale, dominata dalle élite economiche e finanziarie, amministra la distruzione della vita in nome della crescita illimitata dei profitti di pochi. Un'economia forsennata, in rotta di collisione con I limiti biofisici del Pianeta, sta avvelenando l'ambiente, devastando ecosistemi e biodiversità, provocando guerre, genocidi e l'aumento costante di squilibri sociali e climatici. In questo tragico scenario gli sforzi e le capacità dei gruppi e dei singoli che hanno dato vita a Controvento già da tempo si stavano concentrando su un problema specifico ( una beffa nel dramma ), urgente e ineludibile per tutte le persone intenzionate ad affrontare la crisi ecologica planetaria rigenerando e riabitando i territori sulle ali di alti principi etici, ritessendo la trama di profondi legami sociali. Ma lasciamo la descrizione della paradossale questione presa di petto da Controvento ( e da tanti altri omologhi coordinamenti in tutto il territorio nazionale) ad alcuni organismi autorevoli, la cui composizione e collocazione istituzionale scongiura il rischio che possano essere condizionati dall' ecologismo radicale. Secondo la Soprintendenza Speciale per il PNRR ( nota del 18 marzo 2024, prot. n. 51551) è in atto una complessiva azione per la realizzazione di nuovi impianti da fonte rinnovabile ... tanto da prefigurare la sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio con impianti di taglia industriale per la produzione di energia elettrica oltre il fabbisogno ... previsto a livello nazionale. Il rapporto OCSE 2011 mette il dito su un'altra piaga dell'infetta faccenda rilevando nero su bianco che i costi legati al sistema di incentivi per le rinnovabili sono molto maggiori delle esternalità evitate con la mancata produzione da fonte fossile. Inoppugnabile, visto che finora le compagnie private del settore energetico si sono appropriate di una somma di denaro prelevato dalle bollette dei cittadini ben superiore ai 400 miliardi. Persino la bozza ministeriale della SEN ( Strategia energetica nazionale ), all'epoca del governo MontI, arrivò ad ammettere esplicitamente che spesso le associazioni di settore italiane svolgono azioni di lobby nei confronti dei soggetti comunitari, creando situazioni di promozione degli interessi di settore a scapito dell'interesse generale del Paese. La lobby dell' energia pulita, nella quale militano anche esponenti di spicco della lobby dell' energia sporca, condiziona la politica dei politici di mestiere, i mezzi di informazione e grandi associazioni ambientaliste come Legambiente, per cui ogni iniziativa congegnata da Controvento ha provato a far scricchiolare il pensiero unico sulla necessità di sacrificare all'avanzata delle rinnovabili storia , cultura, Costituzione Repubblicana, crinali, boschi, colline, campi agricoli e terreni non coltivati, buon senso, turismo, esigenze e vocazioni degli abitanti di ogni territorio. Gli attivisti di Controvento, numerosi ed eterogenei, dalle più svariate appartenenze ideologiche e culturali, hanno organizzato momenti di riflessione collettiva in centinaia di località, hanno stimolato un collegamento tra sindaci calabresi contrari alle rinnovabili stragiste ma favorevoli a impianti di piccola scala integrati nei vari luoghi e ricondotti alla previsione costituzionale del " servizio pubblico essenziale " ( esemplare il documento Siamo sindaci o burattini?, scaturito da questa collaborazione) , hanno provato a interagire in maniera rigorosa con i consiglieri regionali di governo e di opposizione, raccogliendo " fisicamente ", con banchetti per le strade e le piazze della Calabria, 15.000 firme in calce a un appello propositivo, indirizzato purtroppo a una classe abituata ad ammannire ai cittadini decisioni imposte dall'alto, a fare della politica - secondo un noto e sarcastico aforisma di Paul Valery -- l'arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguarda. A dire il vero qualche esponente di questo ceto rappresentativo solo di se stesso e dei gruppi economici dominanti ha offerto a Controvento una candidatura per le prossime elezioni regionali del 5 ottobre. Controvento, evidentemente, dopo tante manifestazioni , sit-in, ricorsi legali, interventi sui mezzi di informazione corredati da adesioni di prestigiosi intellettuali, appare anche una potenziale forza elettorale. Ma Controvento ha ringraziato per il gentile pensiero rifiutando la proposta: un coordinamento dalle tante anime, nel quale convivono il bisogno di legalità costituzionale e di giustizia, l'ecologismo e e forti istanze moralizzatrici, non può schierarsi in un partito, che , a volte nonostante le buone intenzioni dei singoli, si muove nel mondo separato, surreale, della rappresentanza istituzionale e tende a utilizzare la " spinta" dei movimenti sociali per perseguire disegni politici nella logica di scambio tra potere ed economia. Controvento è già un soggetto politico, capace di negoziare e rappresentarsi in proprio, alla stessa maniera del movimento No pfas in provincia di Vicenza, del movimento No tav e di quello No ponte. Chi continua, nell'ambito di tante vertenze, a fronteggiare la generale violenza economica " contro i territori " segnala la crisi di legittimazione del sistema politico-istituzionale. Controvento pensa che sia più utile fare politica nella società, contribuire ai processi di costruzione dell'immaginario e di una morale avversa all'attuale crescita economica, nemica della guarigione dell' ecosistema terrestre e della giustizia nei rapporti interumani. Come bene ha scritto Lea Melandri il macropotere non racchiude l'insieme del processo politico e tanto meno sociale ... È quindi attraverso modificazioni conflittuali dell'assetto dei micropoteri che si realizzano i mutamenti più radicali dei modi di vita e dei meccanismi di riproduzione sociale. La rinuncia alle soluzioni universali e alla prospettiva unitaria entro cui disporre il molteplice delle nostre azioni, è la rinuncia alla tentazione di dare un soggetto al movimento reticolare che opera per la creazione e di un' alternativa. La comunità di interessi contraria all'andazzo che ci sta portando all'estinzione biologica della specie umana sarà plurale, composita, coltivatrice dell'arte dell'incontro e curiosa verso la diversità, l' infinitamente altro. Una ventata di aria allegra, colorata; un antidoto al grigio- cemento dei palazzi del potere. Un contagio del grado di coscienza e della voglia di cambiamento di Controvento.
Foto di Ernesto Sestito

12/06/2025

Porre un argine a ciò che diventando un vero e proprio disastro ecologico, sociale ed economico: la transizione cosiddetta “verde” gestita dagli speculatori dell’energia

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Corrado Alvaro
Catanzaro

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