22/05/2026
Inositolo e Riproduzione Umana: il ruolo chiave del Biologo tra nutrizione, laboratorio e prevenzione sul territorio
Si è concluso a Reggio Calabria il congresso scientifico “Inositolo e Riproduzione Umana – Consensus Conference Italiana“, un evento di altissimo profilo che ha fatto luce, con un approccio rigorosamente evidence-based, sulle potenzialità cliniche e terapeutiche dell’inositolo nella fisiologia riproduttiva di coppia. L’appuntamento, che ha riunito i massimi opinion leader del settore, ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Ordine dei Biologi, a testimonianza di quanto la figura del biologo sia ormai centrale e imprescindibile nella gestione della salute riproduttiva.
Il Biologo: una figura baricentrica tra Laboratorio e Nutrizione
All’interno della complessa macchina della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e dello studio dell’infertilità, le competenze del biologo si dispiegano su due pilastri fondamentali e tra loro sinergici: la medicina di laboratorio e la scienza della nutrizione.
Se da un lato il laboratorio di PMA rappresenta il cuore pulsante in cui il biologo applica le tecniche più avanzate di manipolazione gametica, selezione spermatica e monitoraggio embrionale, dall’altro emerge con forza il ruolo della nutrizione molecolare. L’apporto e il metabolismo di sostanze chiave come l’inositolo dimostrano come un corretto approccio nutrizionale e una supplementazione mirata possano modulare la funzione ovarica, endometriale e testicolare. Il biologo nutrizionista e il biologo di laboratorio cooperano così in un percorso ideale che va dalla preparazione metabolica della cellula uovo fino al successo dell’impianto embrionario.
L’intervento del Presidente Domenico Laurendi: il valore della multidisciplinarità
A rimarcare il forte legame tra le istituzioni professionali e il progresso scientifico è intervenuto ieri il Dott. Domenico Laurendi, Presidente dell’Ordine della regione Calabria. Nel corso del suo autorevole intervento, il Dott. Laurendi ha espresso profonda gratitudine per il coinvolgimento dell’Ordine in un consesso di tale rilievo, rilasciando la seguente dichiarazione:
“Desidero rivolgere un sentito ringraziamento agli organizzatori e, in modo particolare, al Prof. Stefano Palomba per la straordinaria disponibilità e per la costante attenzione che ha voluto riservare alla categoria dei biologi. Questo evento dimostra concretamente come la nostra professione sia un tassello fondamentale nei percorsi di cura della persona”.
“Nel mio intervento ho voluto rimarcare con forza l’importanza cruciale della multidisciplinarità: le sfide della riproduzione umana non si vincono da soli, ma attraverso un dialogo costante e sinergico tra medici specialisti, biologi e ostetriche. Solo integrando le diverse competenze possiamo offrire ai pazienti i più alti standard di efficacia e sicurezza.”
Verso il futuro: una proposta di prevenzione per la popolazione calabrese
Il Presidente Laurendi non si è limitato a un bilancio delle attività scientifiche, ma ha voluto guardare oltre, lanciando una proposta concreta a tutela della salute pubblica sul territorio regionale.
Sulla scorta delle evidenze scientifiche discusse durante la Consensus Conference, il Presidente ha proposto l’avvio di specifiche attività di screening e prevenzione sul territorio calabrese. L’obiettivo è quello di avviare una mappatura e una valutazione accurata dello stato nutrizionale e metabolico attuale della popolazione locale, individuando precocemente i soggetti a rischio di disfunzioni gonadiche o metaboliche (come la PCOS). Attraverso programmi di educazione alimentarli e prevenzione mirata, guidati dai biologi, sarà possibile minimizzare i fattori di rischio ambientali e metabolici, migliorando significativamente l’indice di fertilità e la qualità della vita dei cittadini calabresi.
Il congresso di Reggio Calabria si chiude così non solo con un importante documento di buona pratica clinica sull’uso dell’inositolo, ma anche con la consapevolezza che il futuro della sanità territoriale e della medicina riproduttiva passerà inevitabilmente attraverso le competenze trasversali dei biologi.