02/09/2026
FESTIVAL DELLA DIETA MEDITERRANEA 19 E 20 SETTEMBRE: LONGEVITA’ E BIOLOGI PROTAGONISTI AD AIELLO CALABRO
AIELLO CALABRO (CS) – C’è un filo che unisce la scienza alla tavola, la prevenzione alla convivialità, la ricerca alla memoria dei luoghi. È il filo della Dieta Mediterranea, che il 19 e 20 settembre 2026 tornerà a intrecciare storie, persone e competenze nel cuore del borgo di Aiello Calabro.
Dopo la quarta edizione del 2018, il Festival della Dieta Mediterranea, organizzato dall’Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi (ABNC), con il supporto della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, dell’Ordine dei Biologi della Calabria e del Comune di Aiello Calabro, riparte con un progetto completamente rinnovato, costruito attorno a un tema di grande attualità: “Longevità cognitiva: cosa ci insegnano i borghi”.
Per due giorni Aiello Calabro diventerà un laboratorio diffuso nel quale scienza, salute, cultura, gastronomia, biodiversità e comunità dialogheranno senza confini, con un obiettivo preciso: raccontare la Dieta Mediterranea non soltanto come modello alimentare, ma come patrimonio di salute, prevenzione, conoscenza, relazioni sociali, identità e qualità della vita.
A rendere speciale questa nuova edizione sarà soprattutto la dimensione umana. Accanto ai grandi nomi della ricerca e dell’università ci saranno infatti i biologi, i professionisti della nutrizione, i volontari, le associazioni, gli operatori della salute e le realtà produttive del territorio. Donne e uomini che ogni giorno trasformano la conoscenza scientifica in ascolto, educazione e attenzione alla persona.
È questo il senso più autentico dell’impegno dell’ABNC: portare la biologia e la nutrizione fuori dai soli luoghi della professione e metterle a disposizione delle comunità, con un linguaggio comprensibile, concreto e vicino alle persone.
“La Dieta Mediterranea non è una formula astratta e non è soltanto una lista di alimenti – sottolinea il dott. Domenico Laurendi, Presidente dell’Ordine dei Biologi –. È una cultura della vita che mette insieme alimentazione, prevenzione, ambiente, relazioni, tradizioni e comunità. Il Festival di Aiello Calabro ha il merito di riportare tutto questo dentro i luoghi in cui quella cultura è nata e continua a vivere. Il ruolo dei biologi è proprio quello di accompagnare le persone con competenza scientifica, ma anche con capacità di ascolto e con quella dimensione umana che rende la prevenzione realmente efficace. Eventi come questo ci ricordano che dietro ogni dato scientifico c’è una persona e dietro ogni scelta alimentare c’è una storia.”
Il programma ufficiale si sviluppa lungo cinque grandi direttrici: scienza, salute e prevenzione; prodotti tipici, biodiversità, sostenibilità e ambiente; gastronomia e show cooking; spettacoli, cultura e turismo lento; laboratori, degustazioni, masterclass e Villaggio della Salute.
Sabato 19 settembre: la scienza della longevità
La giornata di sabato 19 settembre si aprirà al Teatro Comunale, dalle 8.30 alle 17.30, con il convegno nazionale “Dieta Mediterranea, invecchiamento e longevità – Nutrire la mente, vivere a lungo”.
L’evento riconosce 9 crediti ECM gratuiti ed è rivolto a biologi, medici, farmacisti, psicologi, fisioterapisti e infermieri.
Responsabile scientifico del convegno è il dott. Saverio Bruni, biologo nutrizionista e specialista in Patologia Clinica, nonché coordinatore della Commissione Alimentazione e Nutrizione e responsabile scientifico dell’evento. Il comitato scientifico comprende inoltre la dott.ssa Daniela Maione, il dott. Daniele Basta, la dott.ssa Livia Galletti e la dott.ssa Barbara Ciccarelli.
Il programma riunirà ad Aiello Calabro scienziati, docenti universitari e ricercatori impegnati nello studio dell’invecchiamento sano, delle neuroscienze, della nutrizione e della prevenzione.
Tra i relatori figurano il prof. Francesco Rossi, già Rettore dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; la neurologa e scienziata Amalia Cecilia Bruni, ricercatrice di fama internazionale nel campo delle demenze degenerative; la biologa nutrizionista Livia Galletti; il prof. Antonino De Lorenzo, ordinario di Nutrizione Umana all’Università di Roma Tor Vergata; e il ricercatore e genetista del CNR Luigi Citrigno.
A questi si aggiungono il prof. Stefano F. Cappa, professore emerito di Neurologia allo IUSS di Pavia e tra i maggiori esponenti europei delle neuroscienze cognitive; il prof. Ludovico Abenavoli, ordinario di Gastroenterologia all’Università Magna Græcia di Catanzaro; la biologa nutrizionista Valentina Garritano; il prof. Andrea Corsonello, associato di Geriatria all’Università della Calabria e direttore dell’U.O.C. di Geriatria dell’IRCCS INRCA di Cosenza; e il biologo nutrizionista Daniele Basta.
Neurobiologia dell’invecchiamento sano, prevenzione delle demenze, genetica ed epigenetica, riserva cognitiva, microbiota intestinale, nutrizione applicata, geriatria e gestione della fragilità saranno al centro delle diverse sessioni.
Un percorso scientifico che parte da una domanda fondamentale: come possiamo vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio e più a lungo in salute?
“Abbiamo voluto costruire un Festival che non parlasse soltanto di cibo, ma di persone – spiega il dott. Saverio Bruni, coordinatore della Commissione Alimentazione e Nutrizione e responsabile scientifico dell’evento –. La longevità cognitiva è una sfida che riguarda tutti e che richiede uno sguardo multidisciplinare. Nutrizione, neuroscienze, genetica, microbiota, attività fisica, relazioni sociali e ambiente sono pezzi dello stesso mosaico. E i borghi, con la loro dimensione comunitaria, possono insegnarci molto. La nostra ambizione è portare la grande ricerca scientifica dentro una comunità, trasformandola in conoscenza condivisa e in strumenti concreti di prevenzione.”
Il valore del Festival, però, non si esaurisce nel programma scientifico.
“Essere biologi” significa anche incontrare le persone, ascoltarle e accompagnarle nelle scelte quotidiane. Significa spiegare senza allarmismi, educare senza imporre, trasformare la prevenzione in un gesto quotidiano e restituire alla nutrizione il suo significato più ampio: prendersi cura di sé, degli altri e del territorio.
È con questo spirito che, conclusa la parte congressuale, dalle 17.30 il Festival si trasferirà nelle strade e nelle piazze del borgo.
Il borgo diventa un laboratorio di biodiversità
Palazzo Cybo-Malaspina aprirà straordinariamente le proprie sale con visite guidate realizzate con il coinvolgimento del FAI, mentre Piazza Plebiscito ospiterà un presidio di biodiversità agroalimentare dedicato alle produzioni locali, alla filiera corta e all’educazione nutrizionale, con la partecipazione di Coldiretti Calabria, delle aziende agricole del territorio e dei biologi nutrizionisti.
Qui il sapere scientifico incontrerà direttamente il patrimonio agricolo e gastronomico calabrese.
Un incontro che rappresenta perfettamente la filosofia del Festival: conoscere ciò che mangiamo, capire da dove arriva, riconoscere il valore della biodiversità e riscoprire il rapporto tra alimento, territorio e salute.
Area Food: quando il gusto incontra la scienza
Un ruolo centrale sarà affidato all’Area Food e agli show cooking funzionali, sotto la direzione scientifica e nutrizionale del dott. Domenicantonio Galatà, presidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina – AINC, con il coinvolgimento dei maestri chef dell’Unione Regionale Cuochi Calabria.
L’obiettivo sarà dimostrare concretamente come le pietanze tipiche della Dieta Mediterranea possano mantenere gusto, identità e forza della tradizione e, allo stesso tempo, essere interpretate secondo criteri nutrizionali moderni.
Materie prime del territorio, prodotti di qualità e ricette della cultura mediterranea saranno protagonisti di preparazioni nelle quali la cucina incontrerà la scienza.
Non una semplice proposta gastronomica, dunque, ma un vero percorso di educazione alimentare attraverso il gusto, per dimostrare che mangiare bene, mangiare sano e custodire la tradizione possono essere parti di uno stesso modello di vita.
La serata proseguirà tra teatro, musica e animazione culturale nei vicoli del centro storico, fino a una delle esperienze più suggestive del programma: “Ascoltare i sapori”, degustazione e cena al buio curata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Cosenza.
Un’esperienza pensata per riscoprire profumi, consistenze, sapori e percezioni attraverso un rapporto diverso e più consapevole con il cibo.
Domenica 20 settembre: il Villaggio della Salute
La giornata di domenica 20 settembre sarà dedicata soprattutto alla prevenzione e alla partecipazione.
Dalle ore 18, Piazza Plebiscito e il centro storico si trasformeranno nel Villaggio della Salute, con cinque hub open-air destinati ad adulti, famiglie e bambini.
Saranno proposte attività di valutazione della composizione corporea, raccolta di dati sull’aderenza agli stili alimentari, esperienze sulle spezie, mindful eating, erboristeria e tisane.
Un modo semplice e diretto per portare la prevenzione nella quotidianità, creando un contatto immediato tra cittadini e professionisti.
Grande attenzione sarà dedicata anche alle masterclass dei sensi, dedicate a pane, olio, vino e miele, con il coinvolgimento di professionisti e realtà qualificate come INAP, CREA, FISAR Cosenza e APROCAL.
A completare il percorso sarà un laboratorio immersivo in realtà virtuale dedicato al rapporto tra percezione, territorio ed esperienza.
Una comunità di oltre venti realtà
Uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026 è la grande rete costruita intorno al Festival.
Sono oltre venti le associazioni, gli enti, le organizzazioni e le realtà del mondo scientifico, culturale, sociale e produttivo coinvolte.
Tra queste figurano il FAI – Delegazione di Cosenza, Coldiretti Calabria, l’Accademia Italiana del Peperoncino di Diamante, il Consorzio di Tutela del Peperoncino di Calabria, l’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento di Nicotera, l’Associazione per la Ricerca Neurogenetica, l’Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina, l’Unione Regionale Cuochi Calabria, la Compagnia Teatrale Aiellese ODV, FISAR Cosenza, UICI Cosenza, APROCAL, Pro Loco Aiello Calabro, ADAC Cosenza, Anziani Italia Rete Associativa e numerose altre realtà.
Una rete che non è soltanto un elenco di collaborazioni, ma rappresenta l’idea stessa del Festival: la salute è una responsabilità collettiva e la Dieta Mediterranea vive quando una comunità decide di custodirla e trasmetterla.
Il gran finale: il borgo diventa spettacolo
Il gran finale di domenica prevede una degustazione diffusa di vini e oli calabresi e, alle 19.30, un grande evento multimediale sulla facciata di Palazzo Cybo-Malaspina.
Video Mapping 3D architetturale, Arpa Laser, recitazione dal vivo, voci fuori campo e musiche sincronizzate trasformeranno il palazzo in un racconto visivo dedicato ad Aiello Calabro, al suo patrimonio e alla sua identità.
Il sostegno delle istituzioni
Significativa anche la cornice istituzionale.
Il Festival è organizzato dall’Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi – ABNC, con il supporto della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, dell’Ordine dei Biologi della Calabria e del Comune di Aiello Calabro, e si avvale del contributo de I Borghi più belli d’Italia e dei patrocini della Provincia di Cosenza, dell’Università della Calabria, dell’Ordine dei Medici di Cosenza, dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Cosenza e dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria.
Il progetto è finanziato con risorse POC 2014/2020 – Azione 6.8.3.
La Dieta Mediterranea come progetto di futuro
Il Festival della Dieta Mediterranea 2026 nasce, dunque, dall’incontro tra una grande eredità e una grande responsabilità.
La Calabria possiede una storia alimentare, agricola e culturale straordinaria. Ma quella storia può diventare futuro soltanto se viene studiata, protetta e trasmessa alle nuove generazioni.
È questa la sfida che l’ABNC ha scelto di raccogliere insieme alla comunità di Aiello Calabro: trasformare la Dieta Mediterranea da patrimonio da celebrare a patrimonio da vivere.
Per due giorni il borgo sarà così il punto d’incontro tra scienza e territorio, ricerca e tradizione, salute e gastronomia, cultura e innovazione.
E al centro ci saranno le persone.
I biologi con la loro competenza, ma anche con la loro capacità di stare accanto alle comunità. Gli scienziati con i risultati della ricerca, ma anche con la responsabilità di renderli comprensibili. Gli agricoltori con i loro prodotti, gli chef con la loro creatività, le associazioni con il loro impegno, le istituzioni con il loro sostegno e i cittadini con le loro storie.
Perché la Dieta Mediterranea, in fondo, non è soltanto ciò che mettiamo nel piatto.
È il modo in cui scegliamo di prenderci cura della nostra salute, delle persone che ci stanno accanto, dei luoghi che abitiamo e del futuro che vogliamo costruire.
Ed è proprio questo il messaggio che Aiello Calabro si prepara a raccontare il 19 e 20 settembre: vivere a lungo, ma soprattutto vivere bene, insieme.