03/10/2025
È QUASI FINITA PERCIÒ RICAPITOLIAMO.
Occhiuto è indagato per corruzione e invece di chiarire ai calabresi i motivi per cui gli inquirenti hanno deciso di indagare su lui (sarebbe il minimo) decide di dimettersi per ricandidarsi. Lui come un disco rotto ripete: 'saranno i calabresi a decidere.'
Però il potere giudiziario è cosa ben diversa e nei prossimi mesi potrebbe arrivare un rinvio a giudizio. Il rischio è di trovarci un Presidente che dovrà passare il tempo a difendersi in tribunale da accuse gravissime. Il quadro che sta venendo fuori dagli atti giudiziari dell'inchesta per corruzione e sul sistema delle nomine in Calabra sembra impietoso, scrive Enrica Riera del giornale 'domani':《un sistema fondato sul do ut des, su quelle che gli inquirenti definiscono «assunzioni clientelari», su presunte irregolarità e stranezze》.
Così Occhiuto decide di replicare il papeete di Salvini e in piena estate cerca di ba***re tutti sul tempo, sia nel centrodestra (chissà se tra un anno lo avrebbero ricandidato), sia nella coalizione progressista che però trova subito la quadra e sceglie Pasquale Tridico del M5s come candidato Presidente.
È originario di Scala Coeli (Cs) con un curriculum di alto spessore: è professore ordinario di politica economica e docente di economia del lavoro presso il dipartimento di economia dell'Università Roma Tre, dove è anche direttore del centro di ricerca di eccellenza Jean Monnet Labour, Welfare and Social Rights, titolare della cattedra Jean Monnet dell'Unione europea in Economic Growth and Welfare Systems, e coordinatore del corso di laurea magistrale in mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare.
È stato Presidente dell'INPS in una fase molto delicata dell'emergenza covid: in quella circostanza l'Inps ha erogato prestazioni per circa 60 miliardi di euro, arrivando così a sostenere 16 milioni di cittadini. Ma ha anche contribuito allo sviluppo tecnologico dello stesso ente e alla sua ripresa economica.
Da poco tempo è sulla scena politica, eletto da un anno al Parlamento europeo con un grande consenso.
Inizia la campagna elettorale e Occhiuto con i suoi soliti reel e video sui social, pensa di svolgerla in serenità. Non considera però che la realtà in Calabria è molto diversa dai like che riceve. Glielo fa notare proprio Tridico, che a partire dalle aree interne fino agli ospedali, mostra la Calabria reale: sofferente, abbandonata e umiliata in quanto senza diritti e servizi essenziali. Tridico quindi presenta il suo programma e comincia a proporre la sua ricetta partendo dal welfare e dalla ricostruzione della sanità pubblica. Comincia a recuperare terreno e a raccogliere consensi trasversali nelle piazze tra la gente.
Occhiuto, armato solo di sondaggi dei suoi amici e delle cazzate di Salvini, decide di passare all'attacco dando il peggio di sè con presunzione e arroganza. Lo fà prima denigrando le proposte di Tridico, poi cercando di copiarle (purtroppo male) e infine bullizzando l'avversario su ogni cosa.
L 'ultima genialata è stata quella di attaccare Tridico sulla sua residenza. Come se fosse un reato avere la residenza altrove. Nemmeno la buonanima di Jole Santelli aveva la residenza in Calabria, eppure nessuno nel centrodestra si scandalizzò quando la candidarono. Che caduta di stile!
In 4 anni più che in 40 è lo slogan di Occhiuto, peccato che in tutti questi anni è il centrodestra ad aver governato di più. Inoltre proprio lui che sta in politica da 30 anni dovrebbe ricordarsi, da buon politico, come mai la Calabria è stata commissariata sulla sanità, chi ha commesso sprechi, buchi di bilancio, nomine illegittime, nonchè aver portato aziende sanitarie provinciali ad essere sciolte per mafia.
La sanità calabrese è commissariata da 16 anni. Ma Occhiuto ha avuto il coraggio di prendersela con (Antonio?) Conte il quale nonostante tutto ha portato in Calabria per la sanità 257 milioni del PNRR (ancora non spesi) e fatto approvare il decreto Calabria che ha permesso di sopperire alle carenze di personale, permettendo agli specializzandi di acquisire esperienza professionale e agli ospedali di colmare i vuoti di organico.
Occhiuto sostiene sempre di non aver avuto la bacchetta magica in questi 4 anni per risolvere i problemi della Calabria. Però da buon mago è riuscito a farsi operare al cuore da un noto cardiochirurgo privato nella struttura pubblica del policlinico Dulbecco. In quell'occasione poteva risparmiarsi la magia e l'ennesimo scandalo, recandosi semplicemente al GOM di Reggio Calabria.
Siamo arrivati all'ultimo giorno di campagna elettorale, la partita è apertissima per Tridico e forse Occhiuto sta rimpiangendo la scelta di fare quel papeete bis. Una cosa è certa, se i calabresi vogliono voltare pagina e scrivere finalmente una nuova storia, il 5 e 6 ottobre non servirà una bacchetta magica, solo una matita nella direzione e nel nome giusto. Un nome che possa racchiudere la competenza, l'onestà e la passione necessaria per cambiare il futuro della nostra Calabria.
Pasquale Tridico Presidente!