Legambiente Catanzaro

Legambiente Catanzaro Associazione per la difesa dell'ambiente!

22/02/2026

Fa riflettere: a Catanzaro la gara di Marecross a Giovino si farà, con il Comune che ha chiuso le autorizzazioni e garantisce il ripristino post-evento. Legambiente però non cambia avviso — Bandiera Blu, dune protette, erosione costiera — e ripete che sabbia e habitat non si “resettano” con una livellata. Il punto non è essere contro lo sport, ma chiedersi se una spiaggia fragile sia il posto giusto per i motori; in tempi di eventi estremi e litorali che spariscono, la scelta di Catanzaro riapre il dibattito su quanto peso dare alla tutela quando incrocia consenso e visibilità.

22/02/2026

Il caso della gara di motocross sulla spiaggia di Giovino a Catanzaro
Legambiente Calabria: "La tutela delle spiagge e degli ecosistemi deve essere rigorosa"

Il ciclone “Harry” e gli altri eventi estremi che hanno colpito la Calabria nei giorni scorsi hanno lasciato un messaggio inequivocabile, che le amministrazioni calabresi continuano colpevolmente a ignorare: le spiagge, gli ecosistemi costieri e l’ambiente devono essere curati, tutelati e rispettati con grande rigore.

Lo sottolinea con forza Legambiente Calabria, ricordando che le coste sabbiose italiane rappresentano appena lo 0,04% del territorio nazionale (circa 120 km² su 301.340 km², dati ISPRA, ISTAT e IGM) e che circa il 60% dei litorali è interessato da fenomeni di erosione. In termini concreti, molte spiagge calabresi rischiano di scomparire.
La cementificazione insensata, l'inquinamento ma anche ogni significativa movimentazione e trasformazione dell’arenile mediante mezzi meccanici
provoca danni ambientali duraturi con aumento del rischio di erosione costiera durante le mareggiate.
In questo quadro destano stupore e profonda preoccupazione gli utilizzi impropri degli arenili.
Un esempio segnalato dal circolo Legambiente Catanzaro riguarda l'assenso da parte dell' Amministrazione comunale, allo svolgimento di una gara di marecross sull’arenile di località Giovino, nella marina della città — la stessa area che si fregia del riconoscimento di " bandiera blu" non distante da un'area protetta.
L'imminente realizzazione della manifestazione segue il sequestro dell’area da parte della Capitaneria di Porto per mancanza di tutte le necessarie autorizzazioni e il successivo dissequestro.
Per un divertimento transitorio che coinvolge un numero limitato di persone e genera benefici economici altrettanto limitati, si rischia di compromettere un bene pubblico e processi naturali complessi e delicati, fondamentali per la rigenerazione del litorale, la protezione dalle mareggiate e la sopravvivenza di specie vegetali e animali.

Le spiagge non sono spazi inerti, ma ecosistemi vivi. Il semplice livellamento della sabbia al termine dell’evento non è in alcun modo sufficiente a garantire un reale ripristino ecologico.
Legambiente ribadisce che lo sport è un valore importante, ma ogni evento deve essere accuratamente valutato alla luce della sostenibilità ambientale. In un’epoca segnata dalla crisi climatica, la piena tutela degli ecosistemi non è più rinviabile.
Il messaggio rivolto a tutti i Comuni a partire da quello di Catanzaro deve essere chiaro: non possiamo più permetterci di ignorare la lezione della Natura.

22/02/2026
03/02/2026

L'architetto Walter Fratto non è più con noi. Purtroppo con lui perdiamo una voce "contro" anzi una voce "per". Lo abbiamo conosciuto quando ci ha coinvolto nel Suo progetto per realizzare a Catanzaro un parco che abbiamo sostenuto e promosso .A lui va il merito di essere l'ideatore visionario di una prospettiva offerta con generosità alla città e poi realizzata da politici illuminati che ne hanno riconosciuto la validità . Abbiamo realizzato insieme grazie al suo amore per il mare molte edizioni di Fondali Puliti e Operazioni spiagge pulite e per un certo periodo è stato anche una parte operativa del nostro circolo. Walter sentiremo la mancanza della Tua vena critica ma sempre costruttiva e della dialettica dura ma sempre rispettosa delle opinioni. Una persona onesta, pulita. Ciao Walter che la terra ti sia lieve.

24/01/2026

COMUNICATO STAMPA
Verde urbano a Catanzaro: Legambiente interviene sul caso di via Raffaeli

Nei giorni segnati da un violento evento meteorologico estremo, che sta spingendo la città a riflettere sugli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, si è verificato in pieno centro a Catanzaro il taglio degli alberi di via Raffaeli, sul retro del palazzo della Provincia.
Da quanto si apprende dalla nota diffusa dall’assessore comunale all’Ambiente, Irene Colosimo, la maggior parte delle alberature sarebbe stata abbattuta senza che alcuna richiesta di autorizzazione fosse mai pervenuta agli uffici comunali competenti.
L’intervento risulterebbe pertanto effettuato in violazione del Regolamento del verde pubblico e privato del Comune di Catanzaro, che subordina ogni abbattimento ad autorizzazione preventiva e disciplina anche le modalità di potatura. L’Ente proprietario dovrà dunque procedere al ripristino del patrimonio arboreo, reimpiantando gli alberi secondo le indicazioni tecniche fornite dal Comune.
“Legambiente Catanzaro concorda con le richieste avanzate dall’assessore Colosimo – dichiara Antonio Falcone, agronomo e membro del Consiglio direttivo del circolo Legambiente Catanzaro –. La Provincia di Catanzaro dovrà reimpiantare gli alberi utilizzando specie più idonee, seguendo le indicazioni previste anche nell’allegato 1 del regolamento comunale, e adottare accorgimenti utili a garantire una migliore vivibilità delle piante, come ad esempio l’allargamento delle buche di impianto. Tuttavia, il problema del verde urbano e della sua gestione a Catanzaro, come in gran parte della regione, è più ampio e complesso. Basta osservare lungo le strade cittadine la quantità di alberi tagliati o secchi, o la presenza sui marciapiedi di numerose formelle vuote, la cui sostituzione appare ormai improcrastinabile, anche alla luce del ruolo fondamentale degli alberi nella lotta ai cambiamenti climatici”.
Legambiente ribadisce come le infrastrutture verdi, insieme a quelle blu, rappresentino componenti essenziali dei processi di rigenerazione urbana, in grado di generare servizi ecosistemici fondamentali: miglioramento della qualità dell’aria e riduzione degli inquinanti nocivi e delle polveri sottili, raffreddamento dell’aria per rendere le città più vivibili in un clima sempre più caldo, riduzione del rumore, filtraggio e regolazione delle acque per contrastare il dissesto idrogeologico, incremento del valore immobiliare e promozione del benessere fisico e psicologico delle persone.
Il rapporto Verde Urbano di Legambiente 2025 , che fotografa lo stato del verde nelle città italiane, colloca Catanzaro soltanto all’82° posto su oltre 100 città considerate (fonte Legambiente – Ecosistema urbano – Comuni, dati 2024, elaborazione Ambiente Italia).
Questi dati restituiscono il quadro di una pianificazione e gestione del verde pubblico ancora insufficienti e di una applicazione solo parziale della Legge n. 10 del 14 gennaio 2013, “Nuove norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. La norma considera strategica, per ogni amministrazione comunale, la conoscenza puntuale del proprio patrimonio arboreo e prevede che tutti i comuni con oltre 15.000 abitanti si dotino di un catasto degli alberi, creando un database – anche consultabile online – degli interventi effettuati e programmati sulle alberature cittadine, comprese quelle presenti nelle ville e nei giardini comunali. Di queste aree è inoltre fondamentale conoscere lo stato di salute attraverso valutazioni di stabilità (VTA). La legge prevede, infine, la messa a dimora di un nuovo albero per ogni bambino nato o adottato e la redazione, a fine mandato, di un bilancio del verde obbligatorio.
La questione del verde urbano, pubblico e privato, deve quindi essere affrontata in maniera strutturata e competente, con il supporto di operatori professionali qualificati e risorse economiche adeguate, affinché il patrimonio verde venga incrementato e correttamente manutenuto, evitando le brutali capitozzature che ancora si osservano in diverse zone della città. È necessario applicare il principio del “giusto albero al posto giusto”, privilegiando essenze autoctone e contesti idonei alla loro sopravvivenza.
Catanzaro possiede tutte le potenzialità per trasformarsi in una città più verde e resiliente, applicando la normativa europea, in particolare la Strategia dell’Unione Europea sulla biodiversità per il 2030 e la successiva legislazione sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), che invita le città con oltre 20.000 abitanti a riqualificare i territori e a dotarsi di Piani di Inverdimento Urbano basati su soluzioni naturali (Nature-Based Solutions – NBS).

Con Clorofilla Film Festival - Sto andando forte! Ho ottenuto un posto tra i fan più attivi per 19 mesi consecutivi. 🎉
11/01/2026

Con Clorofilla Film Festival - Sto andando forte! Ho ottenuto un posto tra i fan più attivi per 19 mesi consecutivi. 🎉

11/01/2026
25/11/2025

In occasione della Giornata Internazionale per leliminazione della violenza contro le donne, Legambiente Catanzaro ha colto linvito del Collettivo Aurora n...

25/11/2025
In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, come Legambiente Catanzaro...
25/11/2025

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, come Legambiente Catanzaro, abbiamo colto l’invito del Collettivo Aurora nel realizzare degli eventi correlati alla tematica, di vitale importanza anche per un’associazione che si occupa di politica ambientale.
Il primo tra questi eventi, promosso anche dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS, si è svolto proprio oggi, presso il Complesso Monumentale del Musmi nel Parco della Biodiversità Mediterranea e ha ospitato varie classi dell’IIS Vittorio Emanuele II – Bruno Chimirri: è stato proiettato il docufilm intitolato “WHAT WE FIGHT FOR”, (per cosa combattiamo, per cosa lottiamo) la cui regia appartiene a Sara Del Dot e Carlotta Marrucci, vincitore dell’edizione 2024 del Clorofilla Film Festival, promosso da Legambiente stessa, nella sezione dedicata al Maestro Vittorio De Seta.
Il focus dello stesso festival verte principalmente sull’ambiente, sulla società e sul cinema del reale, tema estremamente caro al Maestro, cui intitolata la sezione speciale: egli ha dedicato la sua vita all’arte del documentario ed è noto principalmente per aver raccontato la cultura popolare, i “mondi ultimi” e i luoghi dimenticati, emarginati, producendo in maniera autonoma i suoi film rifiutando, di fatto, di entrare in quello che lui stesso chiamava “cinema industriale”.
Il premio si propone di rappresentare un ponte tra quello che è il cinema contemporaneo di impegno sociale ed ambientale e la tradizione documentaristica di grande profondità di De Seta.
Attraverso questo riconoscimento, il festival promuove registi indipendenti che portano avanti storie di periferia, di identità, di memoria, di resistenza culturale, cercando di spostare l’attenzione su tematiche sociali contemporanee estremamente importanti come, in questo caso, la violenza di genere, le quali difficilmente arriverebbero nelle sale, nonostante tocchino ognuno di noi nel quotidiano.
Il documentario proiettato racconta tre storie di tre giovani donne, vittime di violenza, verbale e fisica, le quali hanno affrontato tre percorsi migratori: Eli e Sude, sorelle, partono dall’Iran; Nahid, molto giovane, vicinissima all’età dei ragazzi presenti, parte dall’Afghanistan.
Nel film viene raccontato il coraggio con cui hanno affrontato il loro viaggio, i motivi che le hanno portate ad intraprenderlo ma, soprattutto, ciò che è avvenuto e dovrà ancora avvenire dopo: l’obiettivo si configura nel delineare ciò che si cela dietro ad una persona, ad una donna che si muove nel mondo e lo smuove, cercando un nuovo punto di inizio, nel tentativo di riuscire a ricostruire, scegliendo consapevolmente e liberamente, il proprio futuro.
I ragazzi hanno avuto la possibilità, dopo aver visionato il film, di creare un dibattito con le registe e una delle protagoniste, Eli, a cui hanno posto diverse domande molto interessanti, sentite, alcune spiazzanti ma soprattutto apprezzate.
L’incontro è stato contornato dalla meravigliosa mostra di fotografie scattate in giro per il mondo dal Dott.re Saverio Miceli intitolata Ri-Tratto, proprio per simboleggiare quanto la forza di uno sguardo possa raccontare una storia di lotta, di protesta, oltre lo stereotipo di genere e di ruolo.
La violenza di genere non può essere confinata entro i limiti di una ricorrenza annuale: essa rappresenta un’emergenza sociale e culturale reale, la quale richiede un impegno costante, quotidiano, condiviso.
Per che cosa combattiamo? Per la speranza, la speranza che ci auguriamo risieda nella capacità collettiva di riconoscere il problema e di non chiudere gli occhi quanto ci si trova di fronte ad esso, di contrastarlo con determinazione, promuovendo una cultura fondata sul rispetto reciproco, sull’uguaglianza e sulla tutela della dignità di ogni donna.
La commemorazione odierna costituisce un momento di riflessione indispensabile, ma non sufficiente: è nel “dopo”, nei gesti e nelle scelte di ogni giorno, che si misura la volontà tangibile di porre fine a questa forma di violenza.
Ricordarlo oggi è importante, agire ogni giorno è necessario, partendo dai gesti più piccoli: solo così la nostra speranza può tradursi in un cambiamento autentico e concreto.

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Catanzaro
88100

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