Cava per il NO

Cava per il NO Referendum 22/23 Marzo 2026

REFERENDUM COSTITUZIONALE: 14 MILIONI DI NO FERMANO LA RIFORMA NORDIOA Cava de' Tirreni trionfo del fronte democraticoIl...
24/03/2026

REFERENDUM COSTITUZIONALE: 14 MILIONI DI NO FERMANO LA RIFORMA NORDIO
A Cava de' Tirreni trionfo del fronte democratico
Il Comitato Cava per il NO celebra un risultato storico: "Un lavoro capillare ha prodotto un esito straordinario"
Si chiude con un verdetto inequivocabile la consultazione referendaria sulla riforma costituzionale che avrebbe modificato sette articoli della Carta fondamentale. Con un'affluenza del 60% degli aventi diritto, il NO ha prevalso nettamente conquistando 14 milioni di voti, pari al 53,74% dei votanti, contro i 12 milioni di elettori favorevoli alla
modifica costituzionale.
A Cava de' Tirreni il risultato assume contorni ancora più significativi: nella stragrande maggioranza dei seggi il NO ha trionfato, totalizzando il consenso del 58,82% dei votanti, un dato che supera di oltre cinque punti percentuali
la media nazionale.
I portavoce del Comitato civico Cava per il NO non nascondono la soddisfazione per il traguardo raggiunto:
"Abbiamo iniziato a lavorare in un clima difficile. La disinformazione e una pesante delegittimazione del potere giudiziario ci consegnavano questo passaggio elettorale come una mera ratifica della riforma già approvata in
Parlamento. Eppure, con pazienza e determinazione, ci siamo messi all'opera".
Il Comitato ha saputo costruire una rete capillare sul territorio: "Abbiamo radunato tutte le cittadine e i cittadini sensibili ai temi della democrazia, dell'equilibrio tra i poteri e delle battaglie contro le disuguaglianze. Abbiamo discusso dei contenuti nel merito, senza cedere a un degradante populismo costituzionale che, questa volta, individuava nei giudici e nel Consiglio Superiore della Magistratura un ostacolo da evitare, un nemico da abbattere, lasciando addensarsi pesanti incertezze sul futuro della nostra democrazia".
La strategia vincente si è articolata su più fronti: il coinvolgimento di tutte le forze politiche schierate a livello nazionale per il NO, la collaborazione con professionisti qualificati per organizzare momenti informativi di alto livello aperti alla cittadinanza, e un'intensa attività divulgativa sia nel centro cittadino che nelle frazioni. "Questa è la dimostrazione che quando si crede nei propri valori, non solo si vince, ma si scalano vette che sembravano inarrivabili", concludono i portavoce.
Il Comitato rivolge un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno cooperato alla realizzazione di questo obiettivo, partecipando agli eventi organizzati nelle settimane di campagna referendaria, divulgando su tutto il territorio cittadino il materiale informativo diffuso dal Comitato e ribadisce la natura profondamente democratica di Cava de' Tirreni, città che ancora una volta ha dimostrato di prediligere i valori della democrazia e dell'uguaglianza sostanziale rispetto a proposte che vogliono stravolgere la Costituzione a fronte di nessun miglioramento concreto per la vita dei cittadini.

Un dibattito di altissimo profilo, serio e necessario.Un grazie sincero va ai relatori:Antonio Cavaliere, docente ordina...
20/03/2026

Un dibattito di altissimo profilo, serio e necessario.
Un grazie sincero va ai relatori:
Antonio Cavaliere, docente ordinario di Diritto Penale presso l'Università "Federico II" di Napoli;
Emanuele De Franco, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Napoli Comitato Giusto Dire No; Valentina Restaino, Avvocata penalista; Guglielmo Scarlato, Avvocato, già Deputato della Repubblica. E a tutti coloro che hanno partecipato.

Gli interventi hanno chiarito con rigore e passione cosa c’è davvero in gioco. Non un mero tecnicismo, ma l’equilibrio tra poteri, il ruolo della magistratura, la tenuta stessa delle garanzie democratiche.

Ora tocca a tutti noi. Portare fuori dal Salone di Rappresentanza tutta la complessità che in questi mesi, la propaganda di governo ha cercato di nascondere.

Il 22 e 23 marzo dobbiamo scegliere il futuro della nostra democrazia.
Andiamo a votare, facciamo votare NO!

16/03/2026

PERCHÉ VOTARE NO?

Lo spieghiamo Mercoledì 18 Marzo nel Salone di Rappresentanza del Comune di Cava de’ Tirreni alle ore 18:00

Interverranno come relatori:
Antonio Cavaliere - Docente ordinario di Diritto Penale presso l’Università Federico II di Napoli
Emanuele De Franco - Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Napoli, Comitato Giusto Dire No
Valentina Restaino - Avvocata penalista
Guglielmo Scarlato - Avvocato, già Deputato della Repubblica

Non mancate!

Se lo dice chi l’ha proposta, vale la pena prenderlo sul serio.E allora la domanda è inevitabile: se non serve a rendere...
11/03/2026

Se lo dice chi l’ha proposta, vale la pena prenderlo sul serio.

E allora la domanda è inevitabile: se non serve a rendere i processi più veloci, a rafforzare gli uffici giudiziari o a migliorare il servizio per i cittadini, perché cambiare la Costituzione?

Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a scegliere se indebolire o difendere uno dei controlli fondamentali sul potere politico.

Scegliere di difenderlo significa votare no!

Cava per il NO

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: UN PASSO VERSO IL CONTROLLO POLITICO SUI PMLa separazione delle carriere tra giudici e pubbl...
06/03/2026

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: UN PASSO VERSO IL CONTROLLO POLITICO SUI PM
La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri rappresenta spesso l'anticamera di un controllo politico diretto sui PM. Un arretramento per la democrazia.
Nella maggior parte dei Paesi in cui le carriere sono separate, il PM dipende direttamente dal Ministro della Giustizia.
Con questa riforma, anche l'Italia si avvicina a quel modello: un PM più vicino al potere politico e quindi più esposto a possibili condizionamenti nei procedimenti "scomodi".
CAVA PER IL NO.

UN PM PIÙ FORTE, UN CSM PIÙ DEBOLE UNO SQUILIBRIO PERICOLOSOIl risultato? Un sistema meno equilibrato: un PM trasformato...
05/03/2026

UN PM PIÙ FORTE, UN CSM PIÙ DEBOLE UNO SQUILIBRIO PERICOLOSO
Il risultato? Un sistema meno equilibrato: un PM trasformato in una sorta di "super poliziotto" senza un CSM sufficientemente forte da controbilanciarne il potere, con il rischio che le interferenze esterne abbiano un peso maggiore.
La riforma separa il PM, lo rende più autonomo e lo rafforza, ma contemporaneamente rende il CSM dei PM sorteggiati più debole e inefficiente.
CAVA PER IL NO

UNA SCELTA PILOTATA DEI MEMBRI LAICI IN QUOTA ALLA MAGGIORANZAUn sistema di nomina strutturato in questo modo rischia di...
04/03/2026

UNA SCELTA PILOTATA DEI MEMBRI LAICI IN QUOTA ALLA MAGGIORANZA
Un sistema di nomina strutturato in questo modo rischia di indebolire il CSM e di esporlo ad interferenze.
I membri laici (non magistrati) del CSM verrebbero sorteggiati da un elenco definito dalla maggioranza parlamentare. Ciò significa che la politica avrebbe il potere di stabilire chi inserire nella lista, influenzando così la futura composizione dell'organo.
I membri laici farebbero riferimento a un gruppo
"organizzato", mentre i membri togati (magistrati), scelti a caso, resterebbero isolati.
CAVA PER IL NO.

SORTEGGIO CASUALE DEI MEMBRI TOGATIUn CSM affidato al caso è più debole e quindi più inadeguato a proteggere l'indipende...
26/02/2026

SORTEGGIO CASUALE DEI MEMBRI TOGATI
Un CSM affidato al caso è più debole e quindi più inadeguato a proteggere l'indipendenza dei
giudici
Il sorteggio casuale dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura viene proposto come rimedio al "correntismo".
In realtà, questa riforma rischia
di compromettere alla base l'efficienza dell'organo.
Il CSM potrebbe trovarsi composto da giudici che non possiedono la motivazione o le competenze necessarie per svolgere un ruolo così complesso. Inoltre, il fatto che i membri siano scelti per sorteggio non esclude la possibilità che si formino comunque gruppi di potere.
CAVA PER IL NO

MAGISTRATURA PIÙ ESPOSTA ALLE PRESSIONI POLITICHEChi indaga o giudica su questioni politicamente sensibili dovrà guardar...
25/02/2026

MAGISTRATURA PIÙ ESPOSTA ALLE PRESSIONI POLITICHE
Chi indaga o giudica su questioni politicamente sensibili dovrà guardarsi le spalle. Se il giudice fosse oggetto di pressioni esterne troppo forti, il cittadino perderebbe un arbitro imparziale.
Separare PM e giudici, frammentare il CSM, rendere influenzabile
l'organo disciplinare dei giudici: tre
modifiche che riducono l'autonomia della magistratura.
CAVA PER IL NO.

Indirizzo

Cava De' Tirreni
84013

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