02/06/2026
Uno splendido in piazza. Per gli della Nostra Repubblica. Per gli 80 anni del voto alle donne. Un 2 giugno proseguito nel palazzetto dei congressi, con la diretta dal Quirinale. Ed allora, pensiamo di finire la festa della Repubblica con queste riflessioni. .
Irma Bandiera scrisse una lettera alla madre, prima di essere fucilata e prima di essere accecata. Scrisse che aveva combattuto e stava combattendo per quelle e per quelli che sarebbero arrivati dopo. Irma aveva 29 anni. Quando venne uccisa. Quindi lei non ha potuto votare. Lei ha combattuto perché quelle donne in abito da sposa, coi bimbi in collo, alcune smarrite tra la folla e la responsabilità, andassero a votare. E perché potessero eleggere delle rappresentanti che si ricordassero delle donne e dei loro diritti, dopo il lutto, sempre. Lei aveva 29 anni, nel 1944. Significa che era cresciuta nel fascismo e nella dittatura. Era nata nel 1915, e aveva 7 anni ai tempi della marcia su Roma e ne aveva 9 quando venne assassinato Matteotti. Era abbastanza adulta, lei come le altre, per scegliere, però, da che parte stare da grande. Per decidere di prendere una posizione che non era una storia su Instagram o un post di fb, era la propria vita lì nel conto, con annesse torture e violenze possibili. Era abbastanza grande da scegliere la libertà che non aveva conosciuto prima. Grazie Irma, grazie Tina, grazie Teresa, grazie Lina, grazie a tutte quelle che sono sopravvissute e che hanno continuato nel loro impegno politico e civile. Grazie a quelle che come Irma sono morte perché tutte e tutti potessero godere della libertà e della democrazia. Perché tutte e tutti, donne e uomini, liberamente, potessero scegliere la . Viva la Repubblica. Viva l’Italia. Viva Cecina. 💚🤍❤️