17/01/2026
Un dipendente comunale crea un danno a carico dell’ente che l’ispezione interna valuta in circa 65 mila euro, ma subisce una sanzione di appena 300 euro e a brevissima distanza di tempo viene promosso con un salto stipendiale di alcune decine di migliaia di euro annui, premi di risultato esclusi.
Il grave errore del funzionario potrebbe essere parzialmente rimediato qualora il ricorso giurisdizionale del Comune fosse accolto (molto improbabile), ma rimarrebbero comunque i danni per le spese legali che assommano a decine di migliaia di euro.
Simile destino per un altro funzionario di alto livello del Comune di Cerea, finito al centro di una ispezione della Guardia di Finanza che ha accertato ben 12 violazioni: la commissione disciplinare, costituita da suoi colleghi, gli riconosce le attenuanti e dopo poche settimane viene promosso.
Sono soltanto due tra i più vistosi casi di comportamenti non appropriati da parte di funzionari del Comune di Cerea, acclarati da ispezioni formali ma finiti con l’applicazione delle più blande sanzioni possibili e la successiva promozione dei responsabili benché il loro operato abbia causato gravi danni finanziari o di immagine all’Ente.
Una interpellanza delle opposizioni, guidate dal gruppo consiliare della Coccinella, depositata il 12 gennaio intende ora fare piena luce sulle singole vicende vagliando nel dettaglio tutte le posizioni.
“Come previsto dalla legge a tutela delle persone, chiediamo una adunanza consiliare a porte chiuse, ma dovranno essere fornite risposte chiare e convincenti ad una situazione che riteniamo grave, assurda e inaccettabile” spiegano i consiglieri Alessia Rossignoli, Paolino Bonfante e Paolo Bruschetta.
“Come se non bastasse quanto abbiamo ricostruito attraverso un faticoso e a lungo ostacolato lavoro di accesso agli atti, cominciato dall’esame dei provvedimenti sanzionatori terminati tra il 2024 e il 2025, sul Comune di Cerea pende anche un esposto del settembre 2024 da parte di un docente universitario avvocato esperto in materia di contenzioso del lavoro pubblico il quale si è riservato la possibilità di adire l’autorità giudiziaria per omissione in atti d’ufficio in caso di mancanza di riscontri” precisa Paolino Bonfante, il quale insiste sul dovere del Sindaco, che ha nominato questi funzionari e dirigenti, a garantire la massima trasparenza, collaborando a tutelare la sostenibilità, l’onorabilità e il buon andamento dell’ente comunale”. Ma il comportamento di Sindaco e Assessore al Personale al momento dimostrano l’esatto contrario.
“Tra i punti chiave da chiarire – aggiunge la consigliera capogruppo Alessia Rossignoli – il fatto che le promozioni, in tale contesto già di per sé grottesche, siano in aperta violazione del regolamento voluto dalla stessa amministrazione nel 2024, che all’articolo 2, comma 4, lettera “e” stabilisce che gli incarichi suddetti possono essere conferiti solo in ‘assenza di sanzioni disciplinari superiori al richiamo scritto applicate anche nel precedente biennio’. Una violazione gravissima!”
Sempre sul tema delle promozioni dei funzionari sanzionati, il consigliere Paolo Bruschetta evidenzia che “dal momento che è ragionevole pensare che sia il Sindaco che l’assessore al Personale fossero a piena conoscenza delle norme regolamentari da loro stessi approvati un anno prima, viene da chiedersi come abbiano eventualmente potuto permetterlo e dove sia finito il tanto decantato principio del merito”.
I fatti creano sconcerto ed amarezza negli altri dipendenti di qualifica inferiore ai quali vengono dati gli esempi che non contano i risultati e l’impegno, ma forse altre qualità quali la fedeltà al potente di turno?
“Proprio oggi, in data 16 gennaio, il Sindaco ha annullato il provvedimento di promozione di un funzionario (annullato non revocato, significa che l’atto era illegittimo)”, continua Bonfante “ma il provvedimento occulta la verità: non dice che il procedimento è conseguente alla nostra interpellanza, il titolo sembra che riguardi una nomina quando invece è appunto un annullamento di una precedente nomina, non cita il regolamento violato dall’atto precedente, in pratica “el tacon pezo del buso”, creato per nascondere la realtà dei fatti e una gestione fallimentare del personale comunale, che si riverbera in una deludente efficienza dei servizi. Ma per una volta essere sinceri, trasparenti, dire la verità costa così tanto?
Dito puntato, non da ultimo, sulla organizzazione della funzione anti-coruttiva che vede, spiegano gli amministratori, “la Segretaria comunale ricoprire contemporaneamente il ruolo di Rpct (Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza) e di presidente Upd (Ufficio Procedimenti Disciplinari), in contrasto con le raccomandazioni Anac. Tale commistione lede infatti il principio di terzietà dell’Upd e crea un effetto deterrente verso potenziali whistleblowers (chi segnala una anomalia, ndr), i quali individuano nel controllore la medesima figura che esercita il potere punitivo-gestionale”.