19/10/2026
TUTTI CONTRO TUTTI
La Sindaca licenzia un suo assessore pur di conservare la poltrona
Al termine di una crisi di Giunta durata oltre quattro mesi, la lista Tutti per Cernusco si prende proprio tutto e scompagina i numeri usciti dalle urne nel 2025.
A farne le spese è principalmente il Partito Democratico che, in un anno, prima perde la capogruppo ed ex assessora Carenzi, passata al gruppo Tutti per Cernusco, e ora assiste silente al licenziamento di un proprio assessore.
Artefice di questo ribaltone è la Sindaca Colombo che, pur di mantenere la poltrona, caccia in modo cinico il fedelissimo assessore Cavalletti, accontentando la richiesta di TxC di avere due posti in Giunta.
Un comportamento vergognoso, perché stravolge la volontà dei cittadini, spettatori increduli di questo giro di poltrone, avviato dalle dimissioni dell'assessore ai lavori pubblici e bilancio Mancini.
Restiamo stupiti per quanto accaduto all'assessore Giacomo Cavalletti, costretto a interrompere il proprio mandato a poco più di un anno dall'insediamento: non gli abbiamo risparmiato critiche e appunti, ma sempre in modo costruttivo e collaborativo.
Allo stesso tempo non nascondiamo qualche perplessità sulla scelta delle nuove assessore che la Sindaca si è fatta imporre: persone impegnate per la prima volta in ambito politico e istituzionale, a cui vengono assegnati incarichi di grande responsabilità (politiche sociali e bilancio), a mandato in corso e senza neppure essere state candidate alle ultime elezioni. Davvero una grande
considerazione del voto dei cittadini!
Risolto il nodo dei posti in giunta, rimangono oscure le ragioni profonde che hanno animato la crisi e che l'hanno fatta durare così a lungo.
In questa lunga estate di grandi manovre finanziare, con svariati milioni di euro di variazioni, la maggioranza, PD-TxC-Cernusco Possibile, non è stata in grado di avviare nuovi progetti, preferendo navigare a vista, con rinvii, proroghe o addirittura passi indietro, come nel caso della Filanda.
Di cosa si è discusso allora in questi mesi? Solo di posti, equilibri, correnti o anche di questioni più concrete? Forse non lo sapremo mai...
Sappiamo invece che i mesi di inattività sono ormai irrecuperabili e che la volontà popolare è stata distorta per rispondere a interessi di parte e a correnti interne al Partito Democratico.
Ora ci aspettano mesi di incertezza, con una città bloccata dall'assenza di scelte strategiche (che fine ha fatto il PGT?) e dove la partecipazione è ridotta ai minimi storici, perché le decisioni importanti, è ormai evidente, si prendono su tavoli lontani dagli ambiti istituzionali, senza alcuna trasparenza.
Un altro duro colpo alla credibilità della politica.