Lista civica Per Certosa

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Appello per una mobilitazione nazionale contro lo sviluppo irrazionale dei data center: «La trasformazione digitale non ...
01/09/2026

Appello per una mobilitazione nazionale contro lo sviluppo irrazionale dei data center: «La trasformazione digitale non può essere decisa senza i territori»

Comitati e realtà territoriali lanciano un percorso di mobilitazione.
Primo appuntamento nazionale congiunto il 10 ottobre a Milano.

Perché l'Italia vuole diventare un hub europeo dei data center? E soprattutto: chi decide dove costruirli, chi ne trae i maggiori benefici e chi sostiene i costi ambientali, energetici e sociali di questa trasformazione?
A queste domande vuole rispondere il nuovo Manifesto per un movimento contro lo sviluppo irrazionale dei data center, promosso da una rete di comitati e realtà territoriali che da mesi si confrontano sui progetti in corso e previsti in Italia, con particolare attenzione alla Lombardia.
Il manifesto nasce da una precisazione fondamentale: la critica non è rivolta alla tecnologia, alla digitalizzazione o all'intelligenza artificiale in quanto tali, ma al modello economico e territoriale con cui il loro sviluppo viene oggi perseguito.

«Non siamo contro la tecnologia e non vogliamo fermare il futuro — spiegano i promotori —. Vogliamo però che la trasformazione digitale sia al servizio della società e non che siano i territori, le comunità e le persone a dover sostenere i costi di un'espansione decisa altrove».

Centinaia di progetti e una concentrazione particolarmente forte in Lombardia.
In Italia sono centinaia le richieste per la realizzazione di nuovi data center, con livelli differenti di avanzamento. La Lombardia rappresenta oggi una delle aree maggiormente interessate, con oltre la metà delle richieste indicate nel documento.
Il problema, sottolineano i promotori, non riguarda soltanto il numero degli impianti, ma anche la loro crescente dimensione e potenza: accanto ai data center tradizionali vengono proposti impianti da 25, 30 e 40 MW, spesso organizzati in grandi campus.
Le conseguenze non riguarderebbero quindi soltanto i singoli siti, ma l'intero sistema territoriale ed energetico: consumo di suolo e acqua, aumento della domanda elettrica, nuove infrastrutture di rete, stazioni elettriche e sistemi di accumulo, emissioni, rumore, isole di calore e possibili effetti sulla salute.

«Serve una valutazione cumulativa»
Uno dei punti centrali del manifesto è la richiesta di superare una valutazione esclusivamente progetto per progetto.
«Un territorio non è la semplice somma dei singoli progetti — affermano i promotori —. Se più data center insistono sulla stessa area, devono essere valutati insieme anche i consumi energetici e idrici, gli impatti climatici, il rumore, le emissioni, la pressione sulla rete elettrica e le conseguenze sulla salute».
Da qui la richiesta di introdurre strumenti di valutazione cumulativa, monitoraggio degli impatti dopo l'entrata in esercizio degli impianti e maggiore trasparenza sui progetti, distinguendo tra strutture operative, autorizzate, in costruzione, in procedimento e iniziative ancora preliminari.

Un Piano nazionale per decidere dove e perché costruire.
Il manifesto chiede inoltre la costruzione di un Piano nazionale dei data center, capace di stabilire quali infrastrutture siano realmente necessarie e strategiche, dove possano essere localizzate e quali limiti energetici, idrici, ambientali e territoriali debbano essere rispettati.
Secondo i promotori, non è sufficiente definire un'infrastruttura «strategica» per accelerarne la realizzazione: la strategicità deve essere dimostrata attraverso una valutazione dell'interesse pubblico e delle conseguenze complessive sul territorio.

Particolare attenzione viene posta anche sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla gestione dei dati, sulla proprietà dei dati e sugli effetti della diffusione dell'intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.

«Non siamo NIMBY»
Una parte del manifesto è dedicata alla contestazione dell'accusa di NIMBY rivolta ai comitati.
«La nostra posizione non è “il data center fatelo altrove” — spiegano i promotori —. È piuttosto: chiariteci il senso di farlo qui».
Per i promotori, un'area agricola, dismessa o degradata non può essere considerata automaticamente disponibile per qualsiasi nuovo insediamento. Ogni progetto deve essere valutato in relazione alle caratteristiche del luogo, alle fragilità ambientali, alle infrastrutture esistenti e alle comunità che abitano il territorio.

Verso una mobilitazione nazionale
Il manifesto vuole essere quindi non soltanto un documento di denuncia, ma la base per costruire una rete capace di collegare le diverse realtà che stanno affrontando la diffusione dei data center e delle infrastrutture connesse.

L'appello è rivolto a comitati, associazioni, realtà ambientaliste, sindacali e sociali, amministratori locali e a tutte le realtà interessate a discutere quale modello di trasformazione digitale costruire.

Il percorso di mobilitazione prevede già tre appuntamenti:
• 12 settembre 2026 — banchetti informativi dei comitati sui territori;
• 26 settembre 2026 — convegno regionale sui data center e lancio pubblico della rete regionale; Sala Convegni – Arci Milano – via Bellezza 16
• 10 ottobre 2026, ore 15.00 — manifestazione regionale contro i data center a Milano.

«La tecnologia non è neutrale. Lo sviluppo non è neutrale. A decidere devono essere anche le popolazioni che vivono nei territori destinati a sostenerne i costi».
Il manifesto si conclude con una proposta: la trasformazione digitale deve essere discussa e pianificata come una scelta collettiva, mettendo al centro tutela del territorio, ambiente, salute pubblica, lavoro e diritti delle comunità.
Qui il testo del manifesto:
https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:eu:0f24d6dd-6c60-456c-87f5-4ef13871ae8a?viewer%21megaVerb=group-discover
dove si trova l'elenco di tutti i comitati firmatari.

Nel dibattito sui data center non servono posizioni ideologiche, ma un approccio responsabile, trasparente e rispettoso ...
03/08/2026

Nel dibattito sui data center non servono posizioni ideologiche, ma un approccio responsabile, trasparente e rispettoso dei territori. Questo il messaggio della CGIL di Cremona, che interviene sul progetto di Pozzaglio chiedendo garanzie concrete su consumo di suolo, risorse idriche, qualità del lavoro e governance pubblica.

"Non assumiamo posizioni ideologiche, ma pretendiamo rispetto per i cittadini e per il territorio" dichiarano, e noi condividiamo pienamente.

Confrontando queste prese di posizione con quanto sta accadendo nel Pavese dove molti cittadini hanno espresso preoccupazioni sul consumo di suolo, sull'impatto acustico, sull'utilizzo delle risorse, sulla salute pubblica e sulla reale partecipazione delle comunità locali, tocca rimarcare che queste preoccupazioni qui sono state liquidate come un atteggiamento contrario al progresso o ricondotte a interessi diversi dal merito delle questioni sollevate.

L'esempio di Cremona dimostra invece che chiedere approfondimenti, pretendere valutazioni rigorose e domandare trasparenza non significa essere contro l'innovazione. Significa voler conciliare sviluppo tecnologico, tutela del territorio e rispetto delle comunità.

Noi continueremo a discutere dei progetti nel merito, senza etichette, senza delegittimare chi pone domande e senza ridurre ogni osservazione a una contrapposizione ideologica, collaborando e contribuendo in modo proattivo ai fini di tutelare la salute pubblica e la qualità della vita dei residenti.

La Cgil di Cremona esprime forte preoccupazione per il progetto di realizzazione di un maxi data center nel Comune di...

Il Piazzale della Certosa è il biglietto da visita del nostro paese, della nostra comunità, ma anche della città di Pavi...
31/07/2026

Il Piazzale della Certosa è il biglietto da visita del nostro paese, della nostra comunità, ma anche della città di Pavia e dell'intera provincia. Lo è per oltre 100.000 turisti all'anno, che arrivano da tutto il mondo per ammirare un gioiello architettonico e artistico fondato 630 anni fa.
Valorizzare un territorio dovrebbe significare avere una visione chiara dello sviluppo da perseguire, con cura e costanza.

Ad esempio, manutenere le ciclabili comunali, sollecitare i privati a rispettare il decoro urbano, soprattutto nelle aree adiacenti a un monumento ammirato in tutto il mondo e, magari, dire no a un progetto utile solo a devastare 130.000 mq di terreno agricolo. Tipo un Data Center.

Se solo si dedicasse lo stesso tempo impiegato per fare proclami a gran voce e farsi i complimenti da soli anche ad amministrare la comunità con buon senso...

Il Piazzale della Certosa è il biglietto da visita del nostro paese, della nostra comunità, ma anche della città di Pavi...
31/07/2026

Il Piazzale della Certosa è il biglietto da visita del nostro paese, della nostra comunità, ma anche della città di Pavia e dell'intera provincia. Lo è per oltre 100.000 turisti all'anno, che arrivano da tutto il mondo per ammirare un gioiello architettonico e artistico fondato 630 anni fa.
Valorizzare un territorio dovrebbe significare avere una visione chiara dello sviluppo da perseguire, con cura e costanza.

Ad esempio, manutenere le ciclabili comunali, sollecitare i privati a rispettare il decoro urbano, soprattutto nelle aree adiacenti a un monumento ammirato in tutto il mondo e, magari, dire no a un progetto utile solo a devastare 130.000 mq di terreno agricolo. Tipo un Data Center.

Se solo si dedicasse lo stesso tempo impiegato per fare proclami a gran voce e farsi i complimenti da soli anche ad amministrare la comunità con buon senso...

Altre giornate di ordinaria disperazione.Treni fermi e autobus sostitutivi strapieni, anche in Stazione Certosa i pendol...
29/07/2026

Altre giornate di ordinaria disperazione.
Treni fermi e autobus sostitutivi strapieni, anche in Stazione Certosa i pendolari hanno passato una mattinata di passione senza informazioni nè supporto se non la reciproca solidarietà.

Due giorni di gloria e poi il mistero.Il dissuasore è durato da Natale a Santo Stefano... ma senza telecamere i misteri ...
28/07/2026

Due giorni di gloria e poi il mistero.

Il dissuasore è durato da Natale a Santo Stefano... ma senza telecamere i misteri restano tali.
Eppure, noi, le avevamo chieste.

Oggi condividiamo "Piuma", un cortometraggio che, con delicatezza e forza espressiva, invita a riflettere sul rapporto t...
19/07/2026

Oggi condividiamo "Piuma", un cortometraggio che, con delicatezza e forza espressiva, invita a riflettere sul rapporto tra grandi infrastrutture e tutela della natura.

Il film è stato realizzato da Luisa Rosella Settimo e Cristina Barbierato per il concorso Videoslam ed è stato presentato al Castello Visconteo. Il tema assegnato era la parola Piuma, che è poi diventata il titolo del cortometraggio.

L'opera richiama l'attenzione sulla vicinanza del progetto del data center alla Garzaia della Carola, un Sito Natura 2000 che si trova a circa 2 km in linea d'aria dall'area interessata. Una distanza che porta a interrogarsi sui possibili effetti che un'infrastruttura di queste dimensioni potrebbe avere su un ambiente così delicato, in particolare sulla nidificazione e sulla vita degli uccelli che popolano questo prezioso ecosistema.

Le fotografie utilizzate nel video sono di Ernesto Francini e sono tratte da un sito dedicato alla Garzaia.

Ringraziamo le autrici per aver scelto di raccontare, attraverso il linguaggio del cinema, un tema che riguarda il futuro del nostro territorio.

Buona visione.

Corto su problema ambientale

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla sessione straordinaria del 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟲 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲...
13/07/2026

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla sessione straordinaria del 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟲 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭.𝟬𝟬.

L'ordine del giorno è riportato nell'immagine allegata.

La convocazione ci è stata notificata soltanto poche ore fa. 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲̀ 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲: essendo un Consiglio definito "straordinario", il regolamento consente la convocazione con tre giorni di anticipo.
Ma il problema non è la forma. È la sostanza. 🤔

All'ordine del giorno troviamo temi di grande rilevanza:

➡️ la risposta alla nostra interrogazione sull'area ecologica del condominio Il Boschetto, presentata oltre due mesi fa;
➡️un nuovo regolamento per l'accesso agli atti, dopo oltre tre anni dall'ultima revisione;
➡️l'approvazione delle borse di studio per gli studenti, una proposta che avevamo avanzato con una nostra mozione già un anno fa;
➡️ l'approvazione della TARI (termine ultimo 31.07…magari pensarci prima ?)
➡️un assestamento di bilancio.
𝗘̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶.

Ancora più grave è un altro dato: gli allegati ai punti all'ordine del giorno superano complessivamente le 200 pagine. 𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟬 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹'𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗮̀ 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲, 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗱𝘂𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶. 𝗗𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹'𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲, 𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗲𝘀𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲. 📄

È questo il modo di garantire un confronto serio e consapevole?

Perché il rispetto della democrazia non consiste soltanto nel rispettare il termine minimo previsto dal regolamento. Consiste anche nel mettere tutti i consiglieri nelle condizioni di svolgere il proprio mandato con il tempo necessario per studiare gli atti, formulare osservazioni e rappresentare i cittadini.

Quando si sceglie di comprimere i tempi al minimo indispensabile su provvedimenti così importanti, si rispetta forse la lettera del regolamento, ma certamente non il suo spirito. E, soprattutto, si impoverisce il confronto democratico. 🙃

Noi, come sempre, faremo il nostro dovere e saremo presenti, nonostante il tempo ridotto a disposizione.
A giovedì.

𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶.

11/07/2026

Col sole a picco, stamattina sabato 11 Luglio, una manifestazione rumorosa a Lacchiarella, per ribadire la necessità di dialogo, attenzione e approfondimento organizzata dai Comitati di tutela del territorio da tante parti della Lombardia.
Anche un gruppo nutrito da Certosa di Pavia e da Borgarello era presente

Lista civica Per Certosa sostiene la protesta ed il dialogo per uno sviluppo realmente sostenibile.
Il servizio di Tgr Rai Lombardia

«Sembra la battaglia di Davide contro Golia, quella dei territori rurali contro i data center.»Inizia così la parte fina...
09/07/2026

«Sembra la battaglia di Davide contro Golia, quella dei territori rurali contro i data center.»
Inizia così la parte finale dell'articolo che il Manifesto dedica a questa corsa senza precedenti ai data center. Ringraziamo Francesca Coin per aver dato spazio a una battaglia che riguarda molto da vicino anche il nostro territorio e per aver raccontato, con parole estremamente chiare, ciò che spesso rimane ai margini del dibattito pubblico.
Vi invitiamo a leggere l'articolo e, soprattutto, a riflettere sull'appello con cui si conclude:
«È tempo che gli abitanti delle zone urbane vadano a dare loro man forte. Se le Big Tech pensano di poter comprare la democrazia, sta alla società tutta impedirglielo.»
Anche la fotografia di Massimo Di Nonno racconta molto, ringraziamo anche lui e Gaia Giani. Il data center di Noviglio non è stato costruito "in mezzo al nulla": sorge a circa cinque chilometri dal comune, ma è a ridosso della frazione di Santa Corinna.
In Lombardia si è scelto di non prevedere una distanza minima tra questi impianti e le abitazioni, nessuna tutela per gli abitanti. Così, mentre si parla di innovazione e di interesse nazionale, c'è chi si ritrova a convivere con infrastrutture energivore e altamente impattanti a pochi metri da casa.
La transizione digitale non può essere costruita sacrificando, pezzo dopo pezzo, le comunità che vivono accanto a queste infrastrutture, vi aspettiamo sabato 11 luglio a Lacchiarella, in Piazza Risorgimento alle ore 10, per far sentire tutto il dissenso ai decisori, ai sindaci, alla politica che sceglie gli interessi economici e sacrifica la qualità della vita e dei territori che, secondo loro, dovrebbero subire in silenzio.

https://ilmanifesto.it/la-lombardia-punta-sui-data-center-laffare-che-divora-risorse-e-territori

Indirizzo

Certosa Di Pavia
27012

Sito Web

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