12/08/2026
La tutela dei lavoratori e la garanzia di condizioni di lavoro dignitose e sicure non sono per noi uno slogan da campagna elettorale. Sono una responsabilità politica. E lo sono, a maggior ragione, quando parliamo degli agenti della Polizia Locale, che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale alla nostra città.
Fin dall'inizio del mandato abbiamo lavorato per trovare una soluzione alle condizioni ormai inadeguate della sede del Comando. Una situazione nota da tempo: spazi insufficienti, criticità sul piano della sicurezza e ambienti non più adeguati alle esigenze di chi vi lavora quotidianamente.
In questi anni il nostro Assessore alla Polizia Locale si è impegnato in prima persona, mettendoci la faccia e lavorando nelle diverse sedi per arrivare a una soluzione concreta. Non si è trattato, quindi, di scoprire oggi un problema nuovo, ma di affrontare una questione che da troppo tempo attende una risposta definitiva.
Oggi, però, siamo arrivati a un punto di svolta.
Una soluzione condivisa c'è.
Una sede idonea è stata individuata.
Le risorse necessarie ci sono.
Durante l'estate abbiamo affrontato emergenze, trovato soluzioni temporanee e accettato compromessi che avevano un'unica ragione: garantire la continuità del servizio ed evitare che una situazione già difficile degenerasse ulteriormente.
Lo abbiamo fatto sapendo, però, che non poteva essere quella la soluzione definitiva.
Ora l'emergenza estiva è alle spalle e non possiamo più continuare a rincorrere il problema. È arrivato il momento di assumersi la responsabilità di una scelta.
La domanda, quindi, è molto semplice: vogliamo approvare questo Piano Triennale e dare finalmente una sede adeguata alla Polizia Locale?
E, soprattutto, siamo in grado di trasformare questa decisione in fatti concreti?
Per quanto ci riguarda, la risposta è sì.
Ci sono le condizioni, ci sono le risorse e c'è una soluzione concretamente percorribile. Quello che serve adesso è la volontà politica e amministrativa di portarla fino in fondo.
Perché l'alternativa non può essere aspettare l'ennesimo stato di agitazione, la prossima emergenza o un nuovo momento di tensione per fare ciò che sappiamo già di dover fare.
I lavoratori aspettano.
La soluzione c'è.
Le risorse ci sono.
Adesso bisogna decidere e agire.