MeWe abitare collaborativo

MeWe abitare collaborativo Per ritrovare perdute forma di socialità e vicinato promuove progetti abitativi di tipo collaborativi

️ TRA STRATEGIA E TATTICA: COSA CI INSEGNA SPIN TIME SULLA CITTÀ?Le città non sono fatte soltanto di piani urbanistici, ...
28/08/2026

️ TRA STRATEGIA E TATTICA: COSA CI INSEGNA SPIN TIME SULLA CITTÀ?

Le città non sono fatte soltanto di piani urbanistici, regolamenti e progetti. Ma non nascono neppure esclusivamente dalla spontaneità di chi le abita. La loro identità prende forma nell'incontro continuo tra ciò che viene progettato e ciò che emerge dal basso.
📖 Michel de Certeau ci ricorda che un luogo vive proprio nell'interstizio tra strategia e tattica, tra pianificazione e informalità. È spesso in questi spazi di confine che si manifestano bisogni, relazioni e forme di cooperazione che le istituzioni faticano a intercettare.

La nuova puntata di HUBitare oltre le mura, curata da Elisa Cutuli, prende spunto dalla vicenda di Spin Time per aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra diritto all'abitare, legalità, welfare e valore sociale.

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🏘️ Quando uno spazio diventa casa per centinaia di persone, ospita attività culturali, servizi educativi, reti di solidarietà e iniziative aperte al quartiere, è sufficiente leggerlo soltanto come un caso di occupazione? Oppure è utile interrogarsi anche sulle funzioni sociali che svolge e sui bisogni a cui risponde?
L'articolo esplora il confine, spesso mobile, tra formale e informale, mostrando come alcune esperienze possano diventare veri e propri "sensori" capaci di rendere visibili domande sociali che attendono ancora risposte adeguate.
💡 Un tema che riguarda tutti noi, perché parla del modo in cui costruiamo città più inclusive, coese e capaci di valorizzare le energie presenti nei territori.

LA COMUNITÀ GIUSTA, NON QUELLA PERFETTA 💛"Non bisogna cercare la comunità perfetta, ma quella che funziona meglio per il...
25/08/2026

LA COMUNITÀ GIUSTA, NON QUELLA PERFETTA 💛

"Non bisogna cercare la comunità perfetta, ma quella che funziona meglio per il momento della vita che stiamo vivendo."

Questa riflessione ci invita a guardare all'abitare collaborativo con occhi nuovi. Spesso immaginiamo la comunità come qualcosa di definitivo, un modello ideale da trovare e raggiungere. Nella realtà, le persone cambiano, i bisogni evolvono e anche il modo di abitare può trasformarsi nel tempo.

Per qualcuno la soluzione migliore può essere condividere una casa. Per altri abitare vicino a familiari, amici o vicini con cui costruire relazioni di fiducia e supporto reciproco. Per altri ancora può significare entrare a far parte di una comunità intenzionale o di un progetto di cohousing.

🏡 L'aspetto più importante non è la formula abitativa scelta, ma la qualità delle relazioni che essa rende possibile.

Quando l'abitare favorisce incontro, collaborazione, cura reciproca e solidarietà quotidiana, si generano condizioni che migliorano il benessere delle persone e rafforzano la coesione sociale.

In un'epoca in cui solitudine, fragilità economiche e isolamento riguardano sempre più persone, forse la domanda non è "qual è il modello perfetto?", ma "quale forma di vita comunitaria può rispondere oggi ai nostri bisogni e a quelli della comunità di cui facciamo parte?".

💬 E voi, quale forma di abitare collaborativo sentite più vicina alla vostra fase di vita attuale?

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UNA COMUNITÀ NON È FATTA DI PERSONE PERFETTE💬 “Non devi voler bene a tutti, ma puoi comunque avere una relazione con lor...
10/08/2026

UNA COMUNITÀ NON È FATTA DI PERSONE PERFETTE

💬 “Non devi voler bene a tutti, ma puoi comunque avere una relazione con loro.”

Questa testimonianza coglie uno degli aspetti più autentici dell'abitare collaborativo.

Quando si parla di cohousing o di vita comunitaria, spesso si immagina un gruppo di persone sempre in sintonia, unite dagli stessi interessi e capaci di andare d'accordo su tutto. La realtà è molto più interessante. Una comunità non è una famiglia ideale né un gruppo di amici perfettamente affiatati. È un insieme di persone diverse per età, carattere, esperienze, abitudini e sensibilità.

Proprio per questo vivere insieme diventa un'occasione di crescita.

In una comunità ci si confronta, a volte si è in disaccordo, si negoziano bisogni e priorità. Non serve essere amici intimi di tutti per costruire fiducia. Ciò che conta è la disponibilità a riconoscersi come parte di un progetto comune e a contribuire al benessere collettivo. 🤝

Con il tempo, questa rete di relazioni diventa una risorsa preziosa. Nei momenti difficili può tradursi in ascolto, aiuto pratico, vicinanza e sostegno. Nei momenti belli offre occasioni di condivisione, celebrazione e appartenenza. 🎉🌱

Forse è proprio qui una delle lezioni più importanti dell'abitare collaborativo: non serve essere uguali per stare bene insieme. È sufficiente costruire relazioni abbastanza solide da permettere a ciascuno di sentirsi accolto, valorizzato e parte di una storia comune. 💛

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LA COMUNITÀ NON È UN BONUS. È UNA PRIORITÀ DI VITA. 🏡🤝💬 “Se si considera davvero la comunità una delle tre cose più impo...
03/08/2026

LA COMUNITÀ NON È UN BONUS. È UNA PRIORITÀ DI VITA. 🏡🤝

💬 “Se si considera davvero la comunità una delle tre cose più importanti della vita, si troverà comunque il modo per realizzarla, indipendentemente dalle difficoltà pratiche.”
Nick Allardice, CEO di GiveDirectly

La parte più provocatoria della riflessione di Nick Allardice non è che la comunità faccia bene. Su questo esistono ormai molte evidenze. Il punto è un altro: la comunità dovrebbe diventare una priorità esistenziale primaria.

Siamo abituati a dedicare anni alla formazione, alla carriera, alla ricerca di un partner, all'acquisto di una casa. Pianifichiamo, investiamo risorse, accettiamo compromessi e affrontiamo ostacoli perché consideriamo questi obiettivi fondamentali per il nostro futuro.

Ma cosa accadrebbe se applicassimo la stessa determinazione alla costruzione di una comunità di relazioni significative?

Secondo Allardice, vivere vicino agli amici, condividere momenti della quotidianità e poter contare su una rete di sostegno reciproco dovrebbe essere considerato uno dei due o tre obiettivi più importanti della vita. Non un elemento accessorio, ma una scelta che influenza profondamente salute, benessere, felicità e senso di appartenenza.

Questo significa investire nella comunità con la stessa serietà che riserviamo ad altre decisioni importanti:
✅ tempo
✅ denaro
✅ energie
✅ pianificazione

Significa anche accettare alcuni compromessi: una zona diversa da quella sognata, una casa meno grande, più confronto e coordinamento con altre persone. Ma la domanda che l'autore ci pone è semplice e potente: quanto valore attribuiamo realmente alle relazioni che rendono la vita più ricca e significativa?

✨ E per voi? La comunità è una conseguenza delle vostre scelte o una priorità da mettere al centro delle vostre decisioni?

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IL COHOUSING INIZIA PRIMA DELLA CASA 🏡✨«Il cohousing non nasce quando si compra una casa, nasce quando un gruppo di pers...
27/07/2026

IL COHOUSING INIZIA PRIMA DELLA CASA 🏡✨

«Il cohousing non nasce quando si compra una casa, nasce quando un gruppo di persone impara a vivere, decidere e costruire insieme»

È una delle riflessioni che Natalia e Lucio di MeWe® hanno condiviso durante l'incontro di Roverchiara (Verona), ospiti di Radici in Movimento.

Una frase che ci ricorda un aspetto fondamentale: l'abitare collaborativo non è solo una questione di appartamenti o spazi comuni. Prima ancora c'è il lavoro paziente sulle relazioni, sulla fiducia, sulla capacità di prendere decisioni insieme e di immaginare un futuro condiviso.

Spesso chi si avvicina al cohousing parte dalla ricerca di una casa. L'esperienza ci insegna invece che i progetti più solidi nascono quando le persone trovano un equilibrio tra bisogni abitativi, valori comuni e desiderio di vita comunitaria. 🧩🤝

Per questo motivo il percorso non comincia con l'acquisto di un immobile, ma con l'incontro tra persone che scelgono di conoscersi, confrontarsi e sperimentare forme di collaborazione concreta.

Nell'ultima puntata della newsletter HUBitare oltre le mura, Elisa Cutuli racconta proprio questo: quali sono le domande da farsi, gli strumenti da utilizzare e i passaggi più importanti per trasformare il desiderio di comunità in un progetto abitativo possibile.

📖 Leggi l'articolo completo qui: https://abitarecollaborativo.substack.com/p/bello-il-cohousing-ma-come-si-fa

🏘️🌱🤝📚

BELLO IL COHOUSING, MA COME SI FA DAVVERO? 🏡🌱Sempre più persone immaginano un modo di abitare capace di contrastare la s...
23/07/2026

BELLO IL COHOUSING, MA COME SI FA DAVVERO? 🏡🌱

Sempre più persone immaginano un modo di abitare capace di contrastare la solitudine, rafforzare le relazioni e rendere la vita quotidiana più ricca di incontri, collaborazione e sostegno reciproco. Ma tra il desiderio di vivere in comunità e la realizzazione di un progetto di cohousing esiste un percorso fatto di domande, scelte e responsabilità.

Nella nuova puntata della newsletter HUBitare oltre le mura, scritta da Elisa Cutuli, raccontiamo l'incontro organizzato da Radici in Movimento a Roverchiara (Verona), per esplorare una questione tanto affascinante quanto concreta:

👉 Come si passa dall'idea alla realtà, senza illusioni?

L'articolo affronta temi spesso trascurati quando si parla di abitare collaborativo:
✅ Come capire se il cohousing è davvero la risposta al proprio bisogno
✅ Quali aspetti economici occorre considerare fin dall'inizio
✅ Perché la governance conta tanto quanto l'immobile
✅ Come costruire fiducia, responsabilità condivise e capacità decisionale
✅ Perché molte comunità iniziano dalle relazioni prima ancora che dalle case

Partendo dalle esperienze concrete, emerge un messaggio importante: il cohousing non nasce quando si acquista un edificio, ma quando un gruppo di persone impara a condividere obiettivi, risorse e quotidianità. 🤝

📖 Leggi la nuova puntata della newsletter: https://abitarecollaborativo.substack.com/p/bello-il-cohousing-ma-come-si-fa

LA FORZA SILENZIOSA DELLA VICINANZACi sono dinamiche che non hanno bisogno di grandi piani per funzionare.  Basta osserv...
17/07/2026

LA FORZA SILENZIOSA DELLA VICINANZA

Ci sono dinamiche che non hanno bisogno di grandi piani per funzionare.
Basta osservarle.

“Quattro persone che vivono vicine diventeranno presto cinque. Cinque diventeranno sei.”

Questa frase racconta qualcosa di molto concreto: la comunità cresce per attrazione, non per imposizione. 🧲

Quando alcune persone iniziano a vivere vicino, succede qualcosa di semplice e potente: le relazioni aumentano, il tempo condiviso diventa più spontaneo, il supporto reciproco entra nella quotidianità.

Non è necessario partire in dieci.
Non serve avere tutto già definito.

Serve iniziare.
Una casa vicino.
Poi un ampliamento.

È così che molti percorsi di abitare collaborativo prendono forma davvero: con piccoli passi che nel tempo diventano una rete di vicinato vivo e attivo. 🌱

Questo approccio rende il cohousing accessibile anche a chi non ha risorse immediate per grandi progetti e permette di adattarsi ai bisogni che cambiano nel tempo.

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IL PROCESSO FA LA DIFFERENZA 🤝🏡“Un buon processo crea la possibilità di una comunità. Un cattivo processo la rende impos...
10/07/2026

IL PROCESSO FA LA DIFFERENZA 🤝🏡

“Un buon processo crea la possibilità di una comunità. Un cattivo processo la rende impossibile.”

Questa frase, semplice e potente, racconta una verità che spesso sottovalutiamo quando immaginiamo di andare a vivere insieme.

Molti pensano che tutto inizi dalla casa: lo spazio, le stanze, il giardino. In realtà, tutto parte prima. Parte da come ci organizziamo, da come prendiamo decisioni, da quanto siamo disposti a confrontarci davvero.

Nel cohousing e nell’abitare collaborativo, il processo non è un passaggio tecnico. È il luogo in cui si costruiscono fiducia, chiarezza e responsabilità condivisa.

Un gruppo di persone può avere le migliori intenzioni, ma senza un metodo:
❌ le decisioni si bloccano
❌ i conflitti restano sospesi
❌ le aspettative si disallineano

Al contrario, quando il processo è chiaro:
✅ le persone si sentono parte di qualcosa
✅ le scelte diventano più semplici
✅ il progetto prende forma in modo sostenibile

Accompagnare gruppi significa aiutarli a orientarsi, a darsi strumenti, a trasformare un’idea in un percorso concreto e abitabile.
Perché vivere insieme non è solo una questione di spazi.
È una questione di come si sta insieme, fin dall’inizio.

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NON È UNA SCELTA DI SPAZIO, MA DI ESPERIENZA 🏡✨“Decidere di andare a vivere con cinque persone conosciute online è diffi...
03/07/2026

NON È UNA SCELTA DI SPAZIO, MA DI ESPERIENZA 🏡✨

“Decidere di andare a vivere con cinque persone conosciute online è difficile; decidere di andare a vivere con cinque persone con cui hai cucinato per un mese è molto meno complicato.”

C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra immaginare una comunità e viverla davvero.

Spesso il cohousing viene percepito come un salto nel vuoto: condividere spazi, abitudini, quotidianità con persone che non conosciamo abbastanza. Una scelta che può spaventare, soprattutto quando si pensa di dover decidere tutto in anticipo.

Ma nella pratica, le cose possono funzionare diversamente.

Le comunità più solide non nascono da decisioni rapide, ma da esperienze condivise nel tempo. Si costruiscono cucinando insieme, gestendo piccoli imprevisti, partecipando alla vita quotidiana. In quei momenti si capisce davvero se ci si sente a proprio agio, se i valori sono allineati, se le relazioni possono crescere.

Ecco perché le esperienze temporanee — una residenza in subaffitto, una settimana in una casa condivisa — sono così importanti. Non sono un passaggio intermedio: sono il luogo in cui prende forma la fiducia.

💡 Non si tratta di trovare subito “la casa giusta”, ma di vivere abbastanza da riconoscerla quando arriva.

Ecco perché noi accompagniamo questi percorsi, aiutando le persone a passare dall’idea all’esperienza, senza forzature e con maggiore consapevolezza.

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ABITARE SOCIALE: UNA PROPOSTA POLITICA PER I TERRITORI 🏡🤝Parlare di casa oggi significa parlare di accesso, relazioni e ...
25/06/2026

ABITARE SOCIALE: UNA PROPOSTA POLITICA PER I TERRITORI 🏡🤝

Parlare di casa oggi significa parlare di accesso, relazioni e qualità della vita. Non solo metri quadri o investimenti, ma scelte che incidono sul modo in cui viviamo insieme.

Dalla riflessione che Natalia Ardoino ha portato all’assemblea della Federazione Habitat di Confcooperative emerge la nostra proposta: ripensare le politiche abitative partendo dalle persone e dai territori.

Ecco alcuni punti chiave, in modo semplice:
👉 Mettere al centro il bisogno sociale
La casa deve essere accessibile e inclusiva, non solo un’opportunità di rendimento economico

👉 Valorizzare il ruolo delle cooperative
Chi lavora nei territori conosce davvero i bisogni. Le cooperative possono affiancare il pubblico in modo concreto ed efficace

👉 Costruire ecosistemi locali
Servono connessioni tra enti locali, servizi, organizzazioni e cittadini. La casa diventa così parte di un sistema più ampio di welfare

👉 Rafforzare le competenze per collaborare con il pubblico
Esperienze recenti hanno mostrato quanto sia importante saper partecipare ai processi di coprogettazione, portando idee e soluzioni sui tavoli decisionali

👉 Promuovere l’abitare collaborativo
Cohousing e le altre forme di condivisione rispondono a bisogni reali: solitudine, invecchiamento, cambiamenti familiari. Sono ambiti ancora poco seguiti dal mercato, ma fondamentali per il futuro

Per noi di MeWe®, questa direzione è anche un invito: mettere in relazione esperienze, competenze e persone per dare forma a modi di abitare più inclusivi e sostenibili.

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