14/01/2026
Tale considerazione è emersa in merito agli appalti al comune di Cesa per il sistema di fognatura del valore di oltre 2 milioni di euro.
“Non ci fu una procedura negoziata ma l’affidamento con procedura aperta - hanno spiegato i periti - noi abbiamo proceduto all’analisi dell’interpello perchè la cui fu affidato l’appalto venne colpita da interdittiva. Si fece un interpello contestuale con l’invito di 5 operatori economici anzichè procedere con lo scorrimento delle graduatorie e ne aderirono due. Nel frattempo i prezzi dei materiali aumentarono e venne richiesto l’adeguamento da una delle due ditte, adeguamento non concesso dalla stazione appaltante e la seconda ditta la Costruzioni generali Sud di Iorio si aggiudicò l’appalto. Non c’era traccia dell’accettazione dell’adeguamento dei prezzi. Altra anomalia è che il comune sapeva che doveva procedersi a variante per l’individuazione di sottoservizi e dopo aver contrattualizzato ha apportato la variante ed il dirigente anche in questo caso era Cappello”. Si torna in aula a febbraio.
Sono finiti sotto processo oltre all’ex primo cittadino di Calvi Risorta, il vicesindaco Giuliano Cipro; l’ex presidente del Consorzio Asi Pietro Cappello; gli imprenditori Francesco Verazzo, Raffaele Pezzella, Tullio Iorio, Francesco Di Fiore, Gennaro D’Ascenzio, Carlo D’Amore, Carmine Petrillo; per i tecnici e i dipendenti Carlo De Caprio, Giuseppe Napoletano, Massimo Di Stefano.
Le accuse mosse dai sostituti procuratori della Dda partenopea Graziella Arlomede e Maurizio Giordano, vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, turbativa d'asta, turbata libertà della scelta del contraente, falso in atto pubblico, false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, riciclaggio, favoreggiamento, intestazione fittizia di società.
Elenchi modificati, documenti mancanti, variazioni di progetto non giustificate. E’ quanto emerso dall’analisi della perizia tecnica redatta dai consulenti del sostituto procuratore Maurizio Giordano della Dda nel processo a carico dell’ex sindaco di Calvi Risorta Giovanni Rosario Lombardi e di altre dodici persone coinvolte nell’inchiesta della Dda di Napoli su appalti truccati e somme di denaro distratte per eludere le disposizioni antimafia nel municipio caleno.
Dinanzi alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Luciana Crisci con a latere Valerio Riello e Luca Vitale, i due periti hanno passato al vaglio diversi appalti aggiudicati nel comune di Calvi Risorta, Presenzano e Cesa evidenziandone le anomalie.
Gli appalti nel comune di Calvi Risorta
Con riguardo all’appalto per i lavori di manutenzione straordinaria per strada sovracomunale Ss 6 Casilina nel comune di Calvi Risorta hanno chiarito che “si trattava di una procedura negoziata col criterio del massimo ribasso. Sono state riscontrate delle anomalie in merito alle date di verbali non coincidenti. La stazione appaltante ha individuato le ditte tramite l’albo Asmel e ne sono state scelte 15 tramite sorteggio. Nel verbale dell’udienza pubblica con l’apertura delle buste si richiamava ad un verbale di sorteggio del 14 novembre 2019 a firma di Di Felice e Cappello quando invece l’estrazione è risultata datata il 12 novembre 2019. L’elenco trasmesso da Smel conteneva 491 ditte, il sorteggio è stato fatto tra 15 ditte scelte dal sistema con criterio casuale. L’elenco però è stato modificato. Inoltre il sistema utilizzato ha dato luogo a file excel modificabili, nè è stato effettuato uno storico delle operazioni di sorteggio eseguite”. I
consulenti poi hanno inoltre riscontrato in questa gara d’appalto una autorizzazione ad un subappalto. Un subappalto mai richiesto in fase di gara ma assegnato in fase di esecuzione dei lavori con determina dell’ufficio tecnico. Le opere sono state poi realizzate dalla Calbiti per 35mila euro. Inoltre analizzando le fatture nel cantiere c’era un’altra ditta diversa da quella assegnataria del subappalto”. Altra anomalia riguarda l’ordine di sospensione, i tecnici hanno chiarito che “è stato emanato un ordine di sospensione dei lavori dal direttore dei lavori emanato ad agosto 2020 per una variante al progetto in fase di esecuzione per aspetti imprevisti e imprevedibili. Aspetti che però non sono stati documentati o perlomeno tanto da necessitarne una variante. La variante al progetto che nella fase esecutiva non ne prevedeva, consisteva nell’inserimento di altre 2 strade oggetto degli interventi previsti a monte. Strade che però, tramite l’accertamento con google maps abbiano notato essere critiche ma una criticità già presente al momento della redazione del progetto. In pratica dovevano esser rifatta ma già prima che si dovesse procedere a variante. Quindi la situazione di imprevedibilità non c’era. Per apportare tale variazioni sono stati modificati altre voci di intervento come quelle di pavimentazione stradale. In pratica è stata modificata la previsione di gettare bitume per 3 cm con nessuna previsione per un centimetro in più. Il bitume è stato messo per 4 centimetri creando un dislivello pericoloso per gli automobilisti. In pratica è stato tolto il 25% del bitume dal valore di 150mila euro per inserire le 2 strade.Durante la perizia di variante i lavori non dovevano esser eseguiti inece c’è traccia dell’ordine dei lavori del direttore dei lavori su una strada già oggetto di perizia di variante. Lavori eseguiti senza che si attendessero i tempi tecnici dell’approvazione della perizia di variante”.
Esaminato dai periti anche l’appalto per il complesso scolastico Cales, Anche qui i verbali di sorteggio riportavano date differenti , 14 ottobre 2019 e 9 ottobre 2019. Inoltre nella data di sorteggio indicata comparando i cartellini di attestazione della presenza, Cappello non era neppure in servizio. E’ stato modificato l’elenco di ditte estratte dall’albo Asmel con l’aggiunta di una colonna dall’elenco fornito dal sistema e proprio quella ditta aggiunta si è poi aggiudicata l’appalto. Inoltre per questa ditta il giornale di lavori non è mai stato consegnato. Non c’è traccia”.
Gli appalti a Presenzano
Riguardo la gara d’appalto per l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione nel comune di Presenzano, “non c’erano atti da cui si è ricavata la necessità di procedere a sorteggio. Il progetto esecutivo è stato redatto da Cappello come professionista esterno all’ente. Anche qui numerose anomalie come l’assenza del listino prezzi del valore delle lampade da sostituire. In pratica c’era l’assenza dell’analisi di mercato che giustificasse il prezzo poi prescelto. Anche nel capitolato speciale d’appalto sono state riscontrate delle anomalie poichè sono stati previsti lavori inconferenti ossia dovevano essere sostituite le lampade dai lampioni e sostituiti i quadri elettrici ed invece c’era la previsione di interventi strutturali a strade, pali. In merito poi alla validazione del progetto, ha contribuita alla stessa l’ingegnere Cappello. Il progetto però era invalidabile. Inoltre anche qui c’è stata una perizia di variante e affidamento di opere complementari disposta per aspetti imprevedibili. Aspetti però non giustificati. Inoltre è stato riscontrato un aumento dei prezzi delle lampade da sostituire come affidamento di opere complementari che da 410 euro sono passate a 470 euro”.
In merito all’area attrezzata località Pozzi nel comune di Presenzano è stato riscontrato che “il progetto non era a norma perchè erano previste opere elettriche, in cemento armato, idrauliche che presupponevano calcolo non rinvenuti. Doveva essere previsto un piano di parcellizzazione di esproprio perchè l’area era di un privato. Piano non fatto.
L'appalto a Cesa
Il ‘Sistema Cappello’ è di esportazione secondo la ricostruzione della Dda. Tale considerazione è emersa in merito agli appalti al comune di Cesa per il sistema di fognatura del valore di oltre 2 milioni di euro.
“Non ci fu una procedura negoziata ma l’affidamento con procedura aperta - hanno spiegato i periti - noi abbiamo proceduto all’analisi dell’interpello perchè la cui fu affidato l’appalto venne colpita da interdittiva. Si fece un interpello contestuale con l’invito di 5 operatori economici anzichè procedere con lo scorrimento delle graduatorie e ne aderirono due. Nel frattempo i prezzi dei materiali aumentarono e venne richiesto l’adeguamento da una delle due ditte, adeguamento non concesso dalla stazione appaltante e la seconda ditta la Costruzioni generali Sud di Iorio si aggiudicò l’appalto. Non c’era traccia dell’accettazione dell’adeguamento dei prezzi. Altra anomalia è che il comune sapeva che doveva procedersi a variante per l’individuazione di sottoservizi e dopo aver contrattualizzato ha apportato la variante ed il dirigente anche in questo caso era Cappello”. Si torna in aula a febbraio.
Sono finiti sotto processo oltre all’ex primo cittadino di Calvi Risorta, il vicesindaco Giuliano Cipro; l’ex presidente del Consorzio Asi Pietro Cappello; gli imprenditori Francesco Verazzo, Raffaele Pezzella, Tullio Iorio, Francesco Di Fiore, Gennaro D’Ascenzio, Carlo D’Amore, Carmine Petrillo; per i tecnici e i dipendenti Carlo De Caprio, Giuseppe Napoletano, Massimo Di Stefano.
Le accuse mosse dai sostituti procuratori della Dda partenopea Graziella Arlomede e Maurizio Giordano, vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, turbativa d'asta, turbata libertà della scelta del contraente, falso in atto pubblico, false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, riciclaggio, favoreggiamento, intestazione fittizia di società.
Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Giuseppe De Angelis, Ferdinando Letizia,Vincenzo Alesci, Claudio Sgambato, Marco Acampora, Caterina Maria Rosaria Ursillo, Federico Conte, Maddalena Napolano.