22/09/2019
COMUNICAZIONE CESSAZIONE ATTIVITÀ PROGETTUALE COLTIVIAMO CESANO
"La politica disincentivante.
Per la prima volta in sette anni ci permettiamo di scrivere una lettera. Non un documento formale o un comunicato depurato dal nostro sentire, ma una lettera, carica di tutta la sua emotività ed umanità....
Pochi mesi fa avevamo scritto che avremmo riflettuto sul senso di proseguire la nostra esperienza di cittadinanza attiva con la progettualità degli orti condivisi di via Campania. Era Giugno e avevamo fatto la scelta del "passo indietro" in vista di una manifestazione cittadina, per esprimere in qualche modo il nostro disappunto per l'assenza di risposte dell'amministrazione comunale in merito al rinnovo dell'affidamento dell'area su cui insisteva la nostra progettualità. L'area di via Campania, appunto.
È settembre. Il mese in cui tutte le associazioni riprogrammano le attività dopo la pausa estiva. Ricorrono in questo mese i primi due anni di assenza di risposte fattive alle nostre richieste da parte dell'amministrazione Longhin.
Due anni in cui ogni volta siamo stati da un lato rassicurati sulla possibilità di un nuovo affidamento e dall'altro disincentivati attraverso la mancata attuazione dei dovuti passi formali.
In questi due anni, ogni volta che abbiamo sollecitato un incontro, ci è stato chiesto di scrivere progetti, compilare moduli, depositare la reportistica delle precedenti attività, protocollare richieste, presenziare ad incontri con sindaco, assessori, dirigente e tecnici di area.
Ad ogni richiesta abbiamo risposto con rinnovato impegno e determinazione, certi in qualche modo che il valore portato alla città dal nostro lavoro quotidiano sarebbe stato preso in considerazione e ritenuto valido e prezioso.
In fondo non è questa l'amministrazione che nell'ultimo bilancio presentato ha dichiarato a parole altisonanti "prima gli ultimi" e che durante la discussione in consiglio comunale, per voce del suo presidente del consiglio, ha voluto rimarcare ad esemplificazione il proprio impegno accanto alle associazioni di volontariato?
Parole e tristi proclami scevri di ogni sostanza, che per Coltiviamo Cesano si sono unicamente mostrati nella forma di una progressiva disincentivazione all'attività attraverso l'assenza di risposte.
Proclami culminati con le ultime parole di uno degli assessori che a giugno 2019 dichiara alla giornalista de il cittadino: "Nessuno li caccia". Certo. Coltiviamo Cesano non può essere cacciata da qualcosa su cui non ha più titolo e diritto di agire. Formalmente è così. Ma la sostanza è ben diversa e riguarda esattamente la forma, su cui per due lunghi anni questa amministrazione non è stata in grado di agire il suo preciso dovere di sostanziare l'impegno verso il volontariato.
Davvero ci vogliono due anni per il rinnovo di un affidamento? A settembre 2017 ci è stato detto che ci voleva un bando per la "manifestazione di interesse", e giù a scrivere documenti, richieste e progetti. A dicembre 2018 che no, era una sciocchezza di poche settimane, una semplice delibera di giunta perché il progetto era di interesse pubblico. E ancora resoconti, progetti, moduli di richiesta. Ancora tempo, il nostro. Ancora impegno. Ancora illusione che presto saremmo arrivati ad una soluzione.
A giugno 2019 scriviamo che non ci sentiamo di essere presenti ad una manifestazione cittadina poiché non abbiamo modo di organizzare alcuna attività senza affidamento. Il presupposto di questa manifestazione era infatti quello di coinvolgere i cittadini nelle attività delle associazioni territoriali. Come avremmo potuto presenziare?
"Nessuno li caccia" è stata la risposta. Insieme a questa uno dei funzionari in sede di quell'evento ha commentato "Coltiviamo Cesano ci ha paccati all'ultimo". No, lasciateci dire come stanno le cose. Siamo noi i "paccati".
E questo è il nostro sentire. In questi due anni l'immobilità a cui ci siamo sentiti costretti ha allentato tutte le relazioni che con il tempo, il nostro, e la fatica avevamo costruito. Abbiamo perso progressivamente tutti i volontari perché non potevamo proporre attività. Abbiamo perso l'opportunità di averne di nuovi perché non sapevamo cosa rispondere. Ci siamo sentiti abusivi ogni volta che abbiamo messo piede nello spazio che per cinque anni avevamo coltivato. Ma la cosa peggiore è che dopo aver scritto e discusso idee progettuali per l'area, dopo esserci ogni volta entusiasmati per ogni nuova idea, ogni volta ci siamo ritrovati delusi, impotenti e demotivati. Perché ogni volta abbiamo rimbalzato contro il silenzio istituzionale.
A chi ci diceva, fra tecnici ed amministratori, che avremmo potuto proseguire tranquillamente anche in assenza di un accordo formale, abbiamo sempre risposto che quella formalità era necessaria per tutelare da un lato l'associazione e dall'altro le istituzioni. Perché agire senza le necessarie autorizzazioni avrebbe esposto tutti a possibili attacchi. Ci sembra perfino ridicolo oggi che a sottolineare qualcosa di così elementare debbano essere i cittadini.
Ebbene, trascorsi questi due anni ci troviamo oggi a non riuscire più a trovare un senso, un significato, una via per proseguire.
La modalità praticata da questa amministrazione ha disincentivato il nostro agire. Nessuno li caccia. Vero. Ce ne andiamo noi.
Lasciamo in eredità a questa città un nuovo parco. Un luogo che prima non esisteva e che oggi c'è. Un luogo che grazie ai nostri sforzi è vivibile e vissuto dai più disparati gruppi di cittadini. Ragazzi, anziani, badanti, gente che semplicemente si siede e siederà sulle panchine allestite grazie ad un progetto in cui abbiamo fortemente creduto e che ha portato sul territorio 130.000 euro di finanziamento da un bando provinciale di fondazione Brianza. Un progetto che è stato selezionato e portato come esempio a Expo 2015.
Ricordiamo con affetto il giorno in cui presentammo il progetto all'allora neo sindaco Gigi Ponti che con le braccia allargate esclamò "faremo l'orto più grande e più bello della Brianza". Quanta distanza di sensibilità e capacità di coinvolgimento sentiamo tra quel modo di fare politica e di far sentire attori i cittadini e la freddezza e l'incapacità relazionale di oggi!
Ringraziamo tutte le associazioni che hanno partecipato. I cittadini che si sono spesi per la realizzazione delle attività. La Solaris Lavoro e Ambiente che si è spesa nel supporto sempre oltre al dovuto. La passata amministrazione di Gigi Ponti che ha sostenuto con convinzione, entusiasmo e determinazione le fasi di progettazione e attuazione del progetto.
Lasciamo il campo certi di aver prodotto valore. La politica miope e poco sensibile può a volte disincentivare, ma le cose belle restano e continuano a disegnare le città."
Coltiviamo Cesano
Il Consiglio Direttivo.