24/08/2026
VOLARON CALAMAI: LEGGE TRUFFA... PER CHI?
di Luca Ferrini
C’è qualcosa che mi sfugge. Pur nel contrasto ho sempre ritenuto Giorgia Meloni politicamente astuta, dalla mira quasi infallibile. Perciò nella ‘sua’ nuova legge elettorale c’è qualcosa per me di arcano, d’incomprensibile.
Spiego. Con la legge attuale – quella con cui abbiamo votato nel ’22 - Meloni sta per stabilire il record di longevità di un Governo dalla nascita della Repubblica. Supererà Silvio, Renzi e Craxi. In quattro anni il Governo sarà andato sotto coi numeri, quanto? Una manciata di volte? Non era mai successo prima. Ma a lei non va bene: Giorgia ne vuole una nuova.
Perché? Perché, dice, con un ‘premione’ di maggioranza si garantisce la stabilità (che c’è già però, se no come lo raggiungi il record?). Sulla carta, effettivamente, se una coalizione supererà il 42% dei voti, con la nuova legge otterrà una gigantesca maggioranza alle Camere.
Ma… e qui sta la mia incomprensione sulla scelta… e se nessuno superasse il 42%, né centro-destra né centro-sinistra? In tal caso nessuno conquisterebbe il premione e ciascun partito (non coalizione, partito) prenderebbe tanti seggi in Parlamento quanti voti ha ricevuto alle urne.
Proporzionale puro, come nella Prima Repubblica, ante-1994.
Si badi: al botteghino di oggi, non è così scontato che una delle due coalizioni la superi davvero la fatidica soglia. Il 42% è tanto! Fate un calcolo mentale: togliete al cdx Vannacci che va da solo (ipotesi attuale) e al csx i centristi di Calenda (e altri tipo Marattin), che, mentre fingono di contrastare la nuova legge elettorale, tra loro in realtà stappano champagne.
Veramente facile che il premione di maggioranza non scatti.
In tal caso? Beh, in tal caso Meloni is over. Si sarebbe resa colpevole della rinascita della palude in salsa Prima Repubblica, e si sarebbe fatta fuori da sola. Emergerebbero allora le forze (o le debolezze?) politiche di centro, quelle moderate, quelle splendidamente democristiane. Tornerebbero i Governi cattocomunisti, si sfascerebbe il bipolarismo muscolare. Ripeto: fine di Fratelli d’Italia al potere, fine politica della sua leader.
Di più. Si spaccherebbe irrimediabilmente anche il PD. Metà vorrebbe fare un Governo di responsabilità con Forza Italia, Calenda, Renzi etc… l’altra metà no, non riuscirebbe a lasciare il richiamo della foresta di sinistra: mai con gli eredi di Berlusconi. Dei 5 Stelle non ne parliamo: salterebbero teste, sì, ma riprenderebbero presto vigore antisistema.
Insomma, a gente come me, tutto questo sconquasso potrebbe non dispiacere. Ma a Meloni? Com’è possibile che non abbia fatto bene i conti, lei così occhiuta? Forse mi sbaglierò io, ma il pallottoliere ce l’ho come il suo… Mmh… A meno che la lizza con Vannacci non sia tutta una farsa. Si finge di litigare per definirsi reciprocamente e poi, un giorno prima del voto, un bel matrimonio di interesse. Sarà così? La premier ci ha abituato a tutte le giravolte del mondo, quindi non mi stupirei.
Ma le invio, se posso, un ricordo: nel 1953, dopo giornate barricadere in Parlamento - volarono calamai e qualcuno uscì dall’aula in barella - approvarono una legge elettorale (detta 'legge truffa') simile a quella auspicata da Meloni. Ma anche quella volta il premio di maggioranza non scattò (per un soffio).
Seguirono 40 anni di pentapartito e Governi di centro-sinistra, con le estreme di destra e di sinistra fuori da giochi. È sicura on. Meloni di volere che risucceda?
Partito Repubblicano Italiano di Cesena. Tradizione innovazione impegno dal 1895.
Idee nuove, radici antiche.