29/03/2021
Altro che tornare a correre: il PD non cambia neanche passo…anzi ritorna al passato.
In Consiglio comunale arriva al voto la delibera che permetterà di costruire un imponente progetto di sviluppo dell’ex colonia Santa Monica che comporterà oltre 10 mila metri quadri di nuova edificazione, in deroga agli strumenti urbanistici generali.
La riqualificazione dell’area parte da lontano, con il permesso di costruire n. 195 del 15/12/2005 con oggetto “Attuazione del P.U. n.
37 comprendente la modifica di destinazione da colonia in albergo, ampliamento mediante l’addizione di una parte ad albergo e
formazione di piscina con servizi e parcheggi interrati e pubblici in viale Carducci n. 285”, poi vi fu l’accertamento di violazione
urbanistica ed edilizia del 29.04.2008 (prot. n. 12335) per l’esecuzione di opere in difformità dal permesso di costruire ed in assenza del titolo abilitativo.
I lavori furono sospesi con ordinanza (prot. n. 12376/2008) e con ordinanza del 30.04.2008 ripristinati (prot. n. 12761/2008), fino ad
arrivare con l’amministrazione di centro destra e il Sindaco di allora Roberto Buda, al permesso di costruire in sanatoria n. 104 del
05/12/2011 con oggetto “Sanatoria/accertamento di conformità, ai sensi dell’art. 17 L.R. 23/2004, eseguite in variazione essenziale
(art. 18 L.R. 31/2002), consistenti in ampliamento di struttura turistica - ricettiva ordinaria nonché modifiche al piano interrato e
alla piscina, rispetto al progetto approvato con P.C. 195 del 15-12-05, in attuazione del P.U. n. 37 – S. Monica, di cui all’art. 168
bis delle N.T.A. del P.R.G., in viale Carducci, 285”.
Ma nonostante la sanatoria, il cantiere rimase immobile e l’accordo che prevedeva di realizzare un parcheggio pubblico di oltre 1000
mq rimase irrealizzato.
Nel 2018 sotto l’amministrazione Gozzoli riprende l’iter per “resuscitare” l’ex Colonia Santa Monica, e viene firmata una
convenzione attraverso la quale alla proprietà è concessa la monetizzazione dei parcheggi. La città di Cesenatico riceve la modica cifra di 122 mila euro e perde oltre mille metri quadri di parcheggio ad uso pubblico.
Nei mesi successivi viene presentato alla stampa un atto di indirizzo del consiglio comunale attraverso la delibera “Hotel piu” che avrebbe dovuto portare alla riqualificazione delle strutture alberghiere dell’intero territorio comunale, nessun albergatore ha ritenuto quell’atto di indirizzo utile e nessun intervento è stato votato in Consiglio Comunale fino ad oggi.
Ora, a distanza di due anni e mezzo, allo scadere del mandato, si chiede ai consiglieri di votare il progetto che andrà a realizzare sul
lungomare di Villamarina un intervento figlio di un’urbanistica di 50 anni fa, con la riqualificazione di un manufatto a pochi metri
dal mare, facendo tornare alla mente il consumo di suolo caratteristico degli anni 60/70.
Il turismo dovrebbe andare verso una direzione green e non insistere verso l’urbanizzazione sfrenata che negli ultimi cinquant’anni ha ridotto le nostre coste e danneggiato il paesaggio.
La riqualificazione di quella zona non può essere fondata su interventi in deroga giustificati dalla decantata esistenza dell’interesse pubblico; gli interventi di riuso e rigenerazione urbana, nonché gli interventi di riqualificazione urbana e di qualificazione del patrimonio edilizio esistente, per i quali è consentito richiedere il permesso di costruire in deroga, dovrebbero portare l'amministrazione a vedere oltre la cementificazione del lungomare e del resto del territorio, e non invece ad autorizzare la costruzione di 10.000 (diecimila) metri cubi nell’area Santa Monica con in cambio la monetizzazione dell’area prevista a parcheggio privato ad uso pubblico per l’importo di € 122.280,00.
Occorre una programmazione territoriale della città, che tenga conto delle peculiarità di Cesenatico, che limiti il consumo del suolo e valorizzi la città con il proprio patrimonio culturale e paesaggistico; è necessario investire in un’immagine diversa da quella esistente fino ad ora, che non si ottiene con interventi di edilizia in deroga, ma attraverso un Piano Urbanistico Generale (PUG) attento agli interessi della collettività, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio urbano.
Ricordiamo come diversi accordi di programma si sono rivelati fallimentari, come il progetto ex area La Nuit con la fallita
Fincarducci, o sono rimasti incompleti come con la ex-Carisp (ora Credit Agricole) che doveva realizzare un intervento di recupero
del ponte di Viale Roma.
Non vorremmo ritrovarci ancora una volta con l’impressione di incompiutezza dell’interesse collettivo.
Per questo occorre avere coraggio di cambiare visione, quel coraggio che ancora una volta non appartiene a questa amministrazione.