26/08/2026
Buongiorno.
Il prezzo della benzina dimostra chiaramente che Meloni sceglie di proteggere i profitti e distribuire i costi alla collettività.
In campagna elettorale ha raccontato agli italiani che le accise sui carburanti erano uno scandalo da cancellare. Ma una volta arrivata al governo ha scoperto ciò che sapevano tutti: ridurle costa miliardi e, se il prezzo del petrolio continua a salire, non basta neppure a impedire che il pieno diventi sempre più caro.
La crisi prodotta dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz pone una questione politica molto semplice: chi deve pagarne il costo?
Finora il governo ha risposto utilizzando le risorse dello Stato. Circa 2,5 miliardi in quattro mesi per abbassare il prezzo del gasolio di 17 centesimi al litro.
Intanto le compagnie petrolifere hanno beneficiato della crescita dei prezzi e realizzato enormi profitti. Quando però si propone di chiedere loro un contributo straordinario, nella maggioranza cominciano i veti. E se la Lega parla di tassazione degli extraprofitti per farsi propaganda, Forza Italia preferisce ipotizzare un contributo volontario. Come se fosse ragionevole affidare alle imprese interessate la decisione su quanto restituire alla collettività.
Meloni ha poi cerca di spostare la questione a Bruxelles sostenendo che servisse una soluzione europea.
Ma l’Unione ha ricordato che ogni Stato può già intervenire.
l’Europa non può diventare l’alibi dietro cui nascondere l’indisponibilità ad assumere una decisione nazionale.
Ora il governo pensa di abbandonare gradualmente lo sconto generalizzato e di aiutare le famiglie con Isee più basso. È una proposta che potrebbe andare nella direzione giusta, ma arriva dopo avere consumato miliardi che hanno prodotto un effetto limitato.
Servirebbero aiuti mirati per famiglie, lavoratori pendolari e piccole imprese e soprattutto un prelievo sugli extraprofitti.
Ma anche investimenti straordinari nel trasporto pubblico e incentivi per ridurre la dipendenza dall’automobile.
Non basta rendere temporaneamente meno caro il pieno: occorre permettere a milioni di persone di usare meno carburante con incentivi all muso dei mezzi pubblici e increvkkuu ki
La vicenda delle accise rivela un problema più grande. Il governo affronta una crisi energetica con proroghe di pochi giorni, riunioni d’urgenza e misure dettate dalla paura di perdere consenso.
Meloni governa inseguendo il prezzo alla p***a e finisce come Achille piè veloce e la tartaruga: l’abbassamento dell’accise riduce solo momentaneamente il prezzo ma poi il recupero svanisce perché il prezzo rapidamente risale.
In questo modo gli italiani onesti pagano due volte: quando fanno il pieno e quando il governo utilizza i soldi delle loro tasse per ridurre inutilmente le accise.