02/10/2026
Buongiorno.
L’inflazione sale al 4,2%, con i prezzi dell’energia aumentati del 22,3% in un anno: un nuovo colpo ai bilanci delle famiglie e al potere d’acquisto di salari e pensioni. (istat.it) A questo si aggiunge il drenaggio fiscale, senza adeguare scaglioni e detrazioni, e gli aumenti solo nominali dei redditi, che spesso non bastano neppure a rincorrere i prezzi, e il maggiore esborso per l’IVA: il prelievo si è fatto sempre più pesante.
Infatti, secondo l’Istat, la pressione fiscale è passata al 42,9% nel 2025, con un aumento di 0,7 punti sul 2024. pari a circa 16 miliardi di euro in più incassati.
Ma nel complesso si tratta di 38,5 miliardi di euro in più, considerando insieme imposte e contributi sociali.
I dati smentiscono nettamente la narrazione di una riduzione delle tasse.
Il governo racconta bugie e applaude il tetto temporaneo di Eni ai carburanti come un atto di generosità e di attenzione ai bisogni della nazione.
In realtà, più che fare elemosina, chi ha ricavato profitti eccezionali dalla crisi deve contribuire a pagarne il costo, attraverso un prelievo anche straordinario e con controlli effettivi sui margini della filiera.
Per non dire dello scandalo dell’evasione fiscale che permane sostanzialmente senza variazioni significative.
È intollerabile che ai lavoratori, ai ceti medi e ai pensionati si chieda continuamente di stringere la cinghia, mentre alle grandi imprese che si sono arricchite a spese dei cittadini basti concedere uno sconto temporaneo per ricevere i ringraziamenti del governo.
La verità è che come mai in questi anni si sono gonfiate le rendite e i profitti e si sono fatti più magri i salari, gli stipendi e le pensioni.