09/05/2019
In memoria di Peppino Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) e di Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978)
"Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi. Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente".
Il 9 maggio di 41 anni fa Peppino Impastato, giornalista libero e coraggioso, veniva assassinato da quella mafia che combatteva ogni giorno attraverso le frequenze di Radio Aut, a Cinisi, cittadina in provincia di Palermo.
Nelle stesse ore il corpo senza vita di Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate Rosse, veniva ritrovato nella Renault Rossa in via Caetani, a metà strada fra la sede della DC e quella del PCI in uno dei momenti più bui per la democrazia del nostro Paese.
Due uomini e due storie differenti ma unite da un unico obiettivo comune: la difesa della legalità, dello Stato, delle Istituzioni, contro qualsiasi forma di intimidazione mafiosa e terroristica.
Celebrare il 9 maggio tutte le vittime delle mafie e del terrorismo significa raccogliere la loro eredità preservando la memoria dei loro esempi e insegnamenti, fondamento e nutrimento di civiltà per il nostro Stato di Diritto.