31/08/2026
Da dieci giorni l’Abruzzo fa i conti con il fuoco. Prima il Morrone, dove i roghi divampati a metà agosto si sono più volte riaccesi — l’ultima volta venerdì scorso, quando raffiche fino a 100 km/h hanno riattivato i focolai a poche ore dall’annuncio dello spegnimento definitivo.
Come Giovani Democratici avevamo chiesto allora più prevenzione e più cura del territorio: non era un’osservazione di circostanza, ma una richiesta politica precisa che i fatti di queste ore confermano necessaria.
Negli ultimi giorni è toccato anche alla nostra provincia. Bucchianico, Cupello, Tornareccio, Carpineto Sinello, Lanciano, Furci, Roccaspinalveti, e anche Guglionesi, nel Basso Molise: fronti di fuoco susseguiti per oltre 24 ore, con le fiamme arrivate a ridosso delle abitazioni e centinaia di ettari di campagna bruciati. A questi si aggiungono tanti altri incendi che, anche se di minore entità, hanno portato distruzione e paura.
Non basta la solidarietà a chi oggi si ritrova vigneti e uliveti arsi, anni di lavoro e sacrificio ridotti in cenere. Serve un impegno concreto dello Stato e della Regione.
Il presidente Marsilio deve fare di più: non solo rafforzare il piano regionale antincendio, ma costruire piani di prevenzione veri, coordinati con Province e territori, capaci di intervenire prima che il fuoco arrivi, non solo di rincorrerlo dopo. È lo stesso Piano AIB approvato dalla Regione a certificare fondi scarsi, rete radio incompleta e un sistema di prevenzione che ne “abbassa enormemente l’efficacia”: criticità note da tempo che non possono più restare lettera morta.
Come Giovani Democratici esprimiamo piena vicinanza agli agricoltori colpiti e a tutte le comunità che stanno vivendo questa emergenza.
Un ringraziamento sincero va alla Protezione civile, ai Vigili del fuoco, ai volontari e a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella tutela dei nostri territori.
Rispetto e cura del territorio non sono uno slogan: sono l’unica vera prevenzione.