26/08/2026
IL VOLONTARIATO NON È GRATIS
Il caro carburante rischia di diventare un problema per il soccorso e per tutti noi
C’è una frase che nel mondo del volontariato sentiamo ripetere spesso:
«Tanto sono volontari.»
Ed è proprio qui che nasce un equivoco enorme.
Il volontario può prestare gratuitamente il proprio tempo, la propria disponibilità e la propria professionalità.
Ma l’ambulanza non va avanti gratis.
Il carburante costa.
Le gomme costano.
La manutenzione costa.
Le revisioni costano.
I dispositivi di protezione costano.
Le attrezzature sanitarie costano.
Le assicurazioni costano.
La formazione costa.
E quando il costo di tutto questo aumenta, prima o poi qualcuno deve sostenere quella spesa.
IL CASO DI PISA
Il problema è stato riportato all’attenzione pubblica proprio in questi giorni.
Maurizio Novi, presidente delle Misericordie pisane, ha lanciato l’allarme sull’aumento del costo del carburante e sulla sostenibilità dei servizi: secondo quanto riferito, i rimborsi non compenserebbero più adeguatamente le spese e le tariffe di riferimento per i trasporti sanitari ordinari sarebbero ancora legate a parametri risalenti al 2004.
Novi ha inoltre indicato che le Misericordie pisane garantiscono circa il 67% dei servizi di emergenza-urgenza svolti per conto dell’ASL sul territorio pisano, oltre a una rete di trasporto sociale rivolta anche ad anziani, persone con disabilità e pazienti fragili.
Non stiamo quindi parlando di un problema teorico.
Stiamo parlando di mezzi che ogni giorno devono uscire dalle rimesse, percorrere chilometri e garantire servizi ai cittadini.
E IL CARBURANTE CONTINUA A SALIRE
Il dato ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornato al 25 agosto 2026 indica un prezzo medio nazionale self-service di 2,136 euro al litro per il gasolio sulla rete stradale.
In autostrada la media sale a 2,207 euro al litro.
Sono numeri che riguardano tutti.
Ma proviamo a pensare a cosa significa per un mezzo che non può semplicemente decidere:
«Oggi faccio meno chilometri.»
Un’ambulanza deve partire quando viene chiamata.
Non può rimandare l’intervento perché il gasolio è aumentato.
IL VOLONTARIO È GRATUITO. IL SISTEMA NO.
Questa è forse la distinzione più importante.
Quando un volontario sale su un’ambulanza, può farlo senza ricevere uno stipendio per quella attività.
Ma quell’ambulanza deve comunque essere rifornita.
Deve essere mantenuta.
Deve essere assicurata.
Deve avere a bordo dispositivi e attrezzature conformi.
Deve essere pronta a partire.
E dietro quella singola ambulanza esiste un’intera organizzazione.
Per questo parlare di «volontariato gratuito» non deve diventare un modo per fingere che il servizio non abbia costi.
NON È SOLO UN PROBLEMA DELLE MISERICORDIE
E nemmeno soltanto delle Pubbliche Assistenze.
Non è un problema della Croce Rossa.
È un problema del sistema.
In Toscana, ad esempio, la Regione riconosce ufficialmente associazioni di volontariato e comitati della Croce Rossa come parti integranti del servizio sanitario regionale per le attività di trasporto sanitario, mettendo a disposizione mezzi di soccorso e personale soccorritore non sanitario.
La stessa Regione ha aumentato nel 2024 il budget destinato al trasporto di emergenza-urgenza, portandolo a oltre 112 milioni di euro, proprio in relazione alle criticità economiche segnalate dalle associazioni che garantiscono il servizio.
Quindi il problema economico del volontariato non può essere liquidato con:
«Se non ce la fanno, smettano.»
Perché quando una parte importante della rete smette di funzionare, il problema non rimane dentro l’associazione.
Arriva al cittadino.
E QUI ARRIVA LA POLITICA
Non vogliamo trasformare questo post in una guerra contro il Governo.
Anzi.
Il Governo ha già adottato interventi temporanei sul costo del gasolio, compreso un meccanismo di riduzione dell’accisa che, secondo le disposizioni attualmente in vigore, arriva fino al 26 agosto 2026.
Ma proprio per questo la domanda deve essere posta:
cosa succederà dopo?
Perché il problema del carburante non riguarda solamente chi guida un’ambulanza.
Riguarda:
* famiglie;
* lavoratori;
* imprese;
* trasportatori;
* Protezione Civile;
* associazioni di volontariato;
* trasporto sanitario;
* servizi sociali;
* organizzazioni che devono garantire mobilità e assistenza.
E allora forse è arrivato il momento di affrontare il problema in maniera strutturale.
NON CHIEDIAMO UN PRIVILEGIO
La nostra richiesta non è:
«Abbassate il gasolio solamente alle ambulanze.»
La nostra richiesta è molto più ampia:
il costo del carburante deve essere affrontato come un problema nazionale, perché incide direttamente sulla capacità di garantire servizi essenziali e sulla vita quotidiana dei cittadini.
E per il volontariato sanitario questo problema è ancora più evidente.
Perché un’associazione non può semplicemente trasferire ogni aumento dei costi sul cittadino.
E non può nemmeno continuare indefinitamente a coprire la differenza utilizzando risorse proprie.
NON CONFONDIAMO RISPARMIO CON SOSTENIBILITÀ
Se una rete di soccorso viene costruita contando sul fatto che migliaia di persone offriranno gratuitamente il proprio tempo, quella stessa rete deve essere messa nelle condizioni materiali di funzionare.
Altrimenti il rischio è creare un sistema nel quale:
il volontario mette il tempo,
l’associazione mette le risorse,
il mezzo mette i chilometri,
e alla fine qualcuno scopre che i conti non tornano più.
Questo non è un problema del volontario.
È un problema di programmazione del sistema.
E DOBBIAMO PARLARNE PRIMA DELL’EMERGENZA
Perché aspettare che un’associazione chiuda una sede, riduca i servizi o non riesca più a sostenere i costi sarebbe semplicemente arrivare troppo tardi.
Il soccorso deve essere programmato.
Le ambulanze devono essere disponibili.
Le associazioni devono poter mantenere i mezzi.
Il personale deve essere formato.
E le risorse economiche devono essere compatibili con i costi reali.
UNA RICHIESTA CHE RIGUARDA TUTTI
Noi non chiediamo privilegi per il volontariato.
Chiediamo che venga riconosciuto il costo reale del sistema che utilizza il volontariato.
Chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali di continuare ad affrontare il problema del carburante.
Chiediamo che gli aggiornamenti economici dei servizi tengano conto dei costi reali.
Chiediamo che la sostenibilità delle associazioni che garantiscono servizi essenziali venga considerata una questione di interesse pubblico.
Perché alla fine c’è una cosa che accomuna tutti.
Quando chiamiamo il 112 non ci interessa sapere se l’ambulanza appartiene a una Misericordia, a una Pubblica Assistenza, alla Croce Rossa o ad altro soggetto del sistema.
Vogliamo semplicemente che arrivi.
E per arrivare, quell’ambulanza deve avere carburante.
PERCHÉ QUANDO PARTE UN’AMBULANZA…
Nessuno si chiede quanto costa il gasolio.
Si chiede soltanto che arrivi.
Ma quel gasolio qualcuno deve pur pagarlo.
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FONTI
La Nazione – Pisa, 25 agosto 2026: allarme delle Misericordie pisane sul caro gasolio e sulla sostenibilità dei trasporti sanitari e sociali.
Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Osservatorio prezzi carburanti: dati ufficiali del 25 agosto 2026.
Regione Toscana – Emergenza sanitaria: ruolo delle associazioni di volontariato e della Croce Rossa nel sistema regionale.
Regione Toscana – Trasporto di emergenza-urgenza: incremento del budget 2024 a oltre 112 milioni di euro.
Normativa/interventi sul prezzo del gasolio: riduzione temporanea dell’accisa fino al 26 agosto 2026.
Questo non è un attacco a una categoria politica, a un ente o a un’associazione. È una domanda semplice: quanto siamo disposti a investire per mantenere funzionante una rete di soccorso dalla quale tutti, prima o poi, potremmo avere bisogno?