27/06/2023
Osceno. Tutta la nostra solidarietà all'Abruzzo Pride.
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Possibile nasce in origine col nome di Associazione People, nel 2013, da un gruppo di militanti del Partito democratico cui fa riferimento una più ampia comunità di attivisti che in varie forme opera sin dal 2009, e che nello stesso anno si organizza per sostenere la candidatura a Segretario di Giuseppe Civati. Nel 2014 avviene il cambiamento del nome in Associazione Possibile, che nel corso del suo appuntamento annuale, il Politicamp, si propone di costituire un luogo di incontro per la sinistra diffusa, fuori e dentro dai partiti. Nella primavera del 2015 tutti i fondatori dell’associazione originaria escono dal Partito democratico e nel corso di una molto partecipata assemblea tenuta a Roma il 21 giugno rimettono i loro poteri aprendo al tesseramento e alla fase costituente per la trasformazione di Possibile in partito politico a tutti gli effetti.
Partecipano alla fase che ne segue quasi cinquemila iscritti-fondatori, in un congresso che si conclude nel gennaio 2016 con l’elezione di Giuseppe Civati a Segretario e l’iscrizione, poche settimane dopo, al registro pubblico dei partiti politici, mentre è invece dell’inizio del 2017 l’ammissione di Possibile ai benefici di legge su destinazione del 2 per mille e detraibilità delle donazioni.
Nel frattempo oltre 200 comitati si sono formati su tutto il territorio nazionale, dando vita già nel 2015 a una grandissima campagna a sostegno di otto quesiti referendari raccogliendo oltre trecentomila firme in tutte le piazze d’Italia a sostegno della dignità del lavoro, per ridare centralità all’istruzione, a tutela dell’ambiente e per una democrazia più inclusiva e partecipata.
Possibile è un movimento politico basato su battaglie concrete e reali per restituire diritti ai cittadini italiani e lottare contro le disuguaglianze che bloccano il nostro Paese. Per questo anche il 2016 ci ha visto tornare in piazza a sostegno della legalizzazione della cannabis e per una legge sul fine vita che dia finalmente a tutti il diritto di scegliere, ed è lì che vogliamo continuare ad operare: nelle piazze (reale e virtuali), a contatto con le persone per discutere dei temi che ci appassionano e guidano la nostra attività, che a partire dal nostro simbolo abbiamo voluto nel segno dell’uguale.