24/11/2020
Un ottimo post tratto da "Sot il tei"... materia di meditazione....
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MONTASIO... CONFIDANDO NEI TENUTARI
Determinazione 323 dd.20.11.20 relativa all'affidamento dei lavori di posa del cavidotto per portare la fibra ottica sull'Altopiano del Montasio.
Motivandola con una generica necessità di turisti e soccoritori di aver garantita una idonea copertura internet sull'altipiano ed utilizzando lo scavo già effettuato per la realizzazione della linea elettrica, i lavori sono stati aggiudicati per l'importo complessivo di 46.329,80 euro.
Ovviamente c'è una delibera di giunta a monte del 6 ottobre che indirizza a questo (ma ho seri dubbi sul fatto che sia stata pubblicata all'albo pretorio online o, forse, lo è stata per qualche ora) dove non si parla di manifestazioni d'interesse da parte di alcuno, nè di pubblico interesse, nè di convenzioni per la futura fruizione del servizio, in pratica di tutte quelle cose che servono per sancire la legalità di un intervento pubblico su di una proprietà privata.
Pertanto si può intendere che questo sia un costoso dono che il Comune di Chiusaforte fa all'Associazione proprietaria dei pascoli e delle malghe del Montasio.
In questi giorni su facebook sono stati postati testi ed immagini che fanno capire il particolare rapporto che si è instaurato tra il sindaco ed i rappresentanti dell'associazione. Con il sindaco che a proposito del cavidotto che porterà la corrente elettrica dice che "siamo arrivati lassù tutti insieme" ed il presidente dell'associazione che ringrazia il comune, dice in pratica che il passato va dimenticato e che si apre per il Montasio una nuova stagione.
Scusatemi, so che i post lunghi non si fanno leggere volentieri, cerco di sintetizzare il più possibile, ma devo fare la seguente premessa.
L'Associazione Friulana Tenutari (un tempo Consorzio Tenutari Stazioni Taurine) è proprietaria dell'Altopiano del Montasio dal 1936. Il Consorzio fu fondato nel 1930 con lo scopo precipuo di riunire tutti i proprietari dei tori da m***a per ricostruire il patrimonio bovino della Regione falcidiato dalle ripercussioni della Prima Guerra Mondiale, attraverso il miglioramento genetico dei maschi riproduttori.
Ed è proprio nel 1936 che al Comune, in gravi difficoltà economiche causate anch'esse dalla grande guerra, viene sottratto il più grande complesso malghivo della regione con un'azione di forza dell'autorità fascista udinese.
Attualmente l'Associazione non svolge più attività di supporto alla zootecnica, in quanto negli ultimi 20 anni è stata soppiantata da altre realtà regionali e quello che rimane in capo all'Associazione è la proprietà di tutto l'Altopiano del Montasio e la gestione della stessa. Questo è quanto riportato sulla mission dell'Associazione.
Qualcosa c'è magari da ridire in merito all'ultima frase, visto che la effettiva gestione delle malghe è portata avanti dal 1960 dall'Associazione Allevatori del Friuli.V.G. Associazione che per disporre delle strutture paga un affitto all'Associazione Tenutari che una decina d'anni fa si aggirava sui 30mila euro annui.
Evitando di rivangare il passato remoto, vorrei però ricordare quanto successo otto anni fa. Allora era sorta l'idea di costituire una Fondazione per lo sviluppo dell'Altopiano del Montasio alla quale avrebbero aderito le due associazioni, gli enti locali competenti per territorio e la Regione. Quest'ultima avrebbe portato in dote un finanziamento di 3,6 milioni di euro da utilizzarsi in 20 anni.
Ed allora è stata proprio l'assemblea dell'Associazione Tenutari a mandare tutto all'aria, causa la paura di essere oggetto di un esproprio con una conseguente perdita economica per le casse dell'associazione.
Un membro dell'assemblea dell'associazione nell'occasione disse: .
Ecco allora che i Tenutari ci dicono che le malghe del Montasio sono un bene privato! Ad esso sono affettivamente legati, come se non ci fosse finalità di lucro nell'amministrarlo, e se lo tengono ben stretto. Qui bisogna onestamente ammettere che, ad oggi, visto quello che è successo e continua a succedere giù a Sella Nevea e sulle dirimpettaie falde del Canin, potrebbe essere stato un bene che il Montasio sia finito in mano ai Tenutari. Dicendo questo spero di non beccarmi gli strali dei nostri antenati che per decenni hanno combattuto per riacquisirne la proprietà, anche nei tribunali.
Se è difficile dimostrare che con il citato intervento si fa l'interesse di un privato, è comunque sconcertante che si spendano quasi 50mila euro -badasi, soldi nostri, di noi cittadini di Chiusaforte- per gli escursionisti del Montasio. Che poi non è vero che non c'è segnale lassù. D'accordo, manca o è scarso in certi punti (lo so perchè ho lavorato in malga due stagioni), ma con una spesa di gran lunga più contenuta il problema al giorno d'oggi può senz'altro risolversi in altro modo.
Allora, in fin dei conti, si può sapere cosa vogliono 'sti due?
Per il sindaco, oltre a qualche debito di riconoscenza, si può pensare che si ripeta la storia del 2013. A quel tempo le "sparate" sul Montasio (quale miglior cassa di risonanza per far parlare di sè al di fuori dei confini comunali) gli hanno preparato la strada per la candidatura al consiglio regionale. Ora, purtroppo giocando con i nostri soldi, ci si può scommettere, l'obiettivo a cui mira è lo stesso.
Ma i Tenutari, visto l'investimento che noi chiusani andiamo a fare sulla loro proprietà, cosa ci dicono? C'è un piano di rientro per i nostri soldi, qualche interesse, o trattasi di un contributo a fondo perduto?
Di solito queste son cose che si sanno prima di impegnare il denaro. No?
Fabio