14/12/2025
A CINISELLO ACCADE QUALCOSA DI STRAORDINARIO
Qui di seguito l'articolo del nostro compagno Antonio Fuda sulla manifestazione e corteo che ieri pomeriggio ha animato le strade della nostra città a partire dalla Stazione ferroviaria di Sesto fino al Pala Allende. Un corteo vivo, partecipato contro il degrado culturale e civile di questa amministrazione, per il diritto alla casa, per i diritti di tutte e tutti. Buona lettura
A Cinisello sono ormai sempre più frequenti momenti di confronto e di denuncia attraverso iniziative costruite con cortei e mobilitazioni, non solo a sostegno della lotta di liberazione del popolo palestinese, ma anche contro l’atteggiamento fascista dell’amministrazione comunale e di denuncia sui vari temi a carattere sociale. A partire dal decreto sicurezza, alla povertà, alla sanità, alla scuola, alla finanziaria di guerra, agli sgomberi, al diritto alla casa…..
Quello di sabato 13 dicembre è stato un bel corteo. Molto partecipato e ha avuto la pretesa di partire addirittura da Sesto San Giovanni, coinvolgendo le proprie realtà locali, considerato che la vicina Sesto sta vivendo una situazione simile a quella di Cinisello. Lungo il corteo, che ha visto la partecipazione anche della comunità palestinese, si sono susseguiti interventi a tema e qualche sosta di carattere dimostrativo davanti a insediamenti commerciali come il carrefour per esempio, per invitare i clienti a boicottare i prodotti provenienti da Israele e davanti ad una ditta israeliana dove è stata lasciata simbolicamente una barca rappresentativa della global sumund flotilla alla quale il regime di Israele ha impedito illegalmente di consegnare gli aiuti umanitari ai palestinesi di gaza.
Uno dei temi centrali della manifestazione riguardava la cultura e il comportamento fascista che caratterizza la giunta Ghilardi a Cinisello Balsamo (e anche la giunta Distefano a Sesto) una cultura, con la quale, stanno inculcando, soprattutto alle persone più deboli e a quelle meno attente alla vita sociale, una visione distorta della storia e della resistenza partigiana contro il fascismo in Italia. Le destre infatti, si spingono a tanto perché stanno giocando un ruolo in solitaria e senza impedimenti, perché fin’ora non c'era nessuno che gli sbarrava la strada con una vera opposizione sociale.
Un’altro tema riguardava i vuoti, intesi come strutture abbandonate e case sfitte , sia pubbliche che private. Nel primo caso si sottolineava in particolare lo stato di abbandono di due strutture pubbliche e storiche nel quartiere Sant’Eusebio, una di queste si trova in via Giolitti: era un ex asilo, poi sede di diverse associazioni e infine ex sede della protezione civile.
L’altra struttura si trova in via Alberti ed era anch’essa una ex scuola, poi diventata sede della circoscrizione 4, e si condividevano le varie stanze con parecchie associazioni. Mentre sul retro era attiva la piscina che ha funzionato fino al 2020 e poi, con l’inizio dell’epidemia covid ha smesso di funzionare definitivamente. Ora la struttura è chiusa da circa due anni, dopo che la giunta Ghilardi ha sfrattato il sindacato unione inquilini che utilizzava, con regolare contratto, come sportello di consulenza agli inquilini e ha inoltre impedito che venisse utilizzata anche per attività socio educative quali una scuola di italiano per stranieri e uno spazio pomeridiano dove i bambini e i ragazzi venivano aiutati a fare i compiti di scuola.
Nel secondo caso si toccava il tasto dell’emergenza abitativa, che il comune continua a ignorare e non c’è verso che intervenga in modo efficace per risolvere il problema degli sfratti e del caro affitti. Oggi stiamo assistendo inermi, ad un nuovo mercato speculativo in cui le famiglie vengono sfrattate anche se pagano, seppure con molto sacrificio, l’affitto in modo regolare perché per i proprietari è molto più conveniente affittare per brevi periodi, piuttosto che affittare in condizione di stabilità. E questo avviene perché non esistono regole nel mercato immobiliare e dove le grosse proprietà dettano legge e si comportano come gli pare.
Confermando cosi la tendenza ad espellere la popolazione più povera dal centro città, in barba al diritto sancito dalla costituzione secondo cui la casa deve essere un bene accessibile a tutti.
Rifondazione comunista, che ha aderito al corteo, sostiene anch’essa che ci debba essere una legge che metta fine a questo obrobrio, inserendo un contratto a canone sociale legato al reddito e a pari passo intervenire per potenziare l’edilizia pubblica attraverso l’utilizzo dell’esistente senza consumo di suolo. Insomma, è stata una manifestazione ricca di nobili contenuti e tutti individuati attraverso una realtà vissuta sul territorio a fianco di chi tutti i giorni deve lottare per sopravvivere e per aprire uno spiraglio per una vita migliore.
Antonio Fuda